GIOVANI DEMOCRATICI DI MESSINA, DOCUMENTO PER RENZI

23/10/2016 - Il momento storico che stiamo attraversando è di grandi trasformazioni. Come Giovani Democratici sentiamo l’onere e l’onore di indirizzare questa transizione, non solo perché siamo riformisti ma perché crediamo che, solo se saremo in grado di incidere nei processi, potremmo cambiare il Paese e l’Europa, in un momento in cui però la sfida non è solo tra vecchio e nuovo, ma tra coloro che vogliono tornare al passato e chi cerca di costruire una prospettiva al futuro.  Noi crediamo in quel futuro, ci speriamo, perché sappiamo che domani potremo vivere in una società con più uguaglianza e giustizia sociale; perché crediamo che quel giorno il Sud non sarà il Sud “ultima ruota del carro” ma un pezzo del Paese che finalmente riesce a valorizzare le sue potenzialità, tutt’ora inespresse, per rilanciarsi; perché crediamo che la cultura non sia solo la storia del Paese ma anche una delle risorse più importanti per immaginare e costruire un futuro migliore, strumento per affrancarsi dalle disuguaglianze dei punti di partenza, risorsa per le nostre città e comunità, dove la conoscenza e le capacità siano i criteri della scelta nel mondo del lavoro e in questo trovino un riconoscimento e una valorizzazione; dove la legalità non è difesa da uomini che spesso diventano eroi ma il modello di convivenza civile dalle Istituzioni alle periferie.

Per questo, da subito dopo il Congresso, come Giovani Democratici ci siamo impegnati a fare dell’Organizzazione lo strumento per aggregare i giovani messinesi che credono nel progetto di rilanciare il futuro nostro e della nostra terra.

Come qui allegato, diversi sono stati i temi che abbiamo portato avanti in questi mesi, non solo discutendo le problematiche ma soprattutto ragionando sulle soluzioni. Abbiamo affrontato il tema delle carenze infrastrutturali del nostro territorio, non solo la loro assenza o fatiscenza, grave offesa per i numerosi studenti e lavoratori che si spostano nella nostra Provincia, ma anche grave danno all’economia del territorio, che vede spostarsi altrove aziende e scoraggia la nascita di nuove. Altro tema, spesso intimamente collegato a quello delle infrastrutture, quello del dissesto idrogeologico del territorio, rischio di frane, smottamenti, esondazione dei numerosi torrenti, più di 250 nel nostro territorio, la minaccia dei terremoti che ricordano eventi drammatici che hanno colpito il Paese, distruggendo paesi e le vite di molti che li amavano e li vivevano. Non è più rinviabile l’impegno a realizzare opere di messa in sicurezza del territorio e delle sue infrastrutture, prevenzione non politiche dell’emergenza contingente, non ne chiediamo di nuove faraoniche, ma di moderne e efficienti, che garantiscano la sicurezza delle vite e dei paesi, che consentano scambi e spostamenti veloci nel territorio, banalmente: di averle allo stesso standard di quelle del resto d’Europa.

Abbiamo affrontato la sfida di un futuro ecocompatibile. La spazzatura non può essere più il risultato finale di un percorso di produzione e consumo, ma deve incominciare ad essere anche un punto di partenza per la produzione di nuovi materiali, riciclando non solo proteggiamo la natura ma creiamo anche occupazione, rendiamo più vivibili alcune realtà del territorio che sono condannate oggi a zone di raccolta e inquinamento massiccio. Non solo l’inquinamento che produrrebbe la spazzatura abbandonata ma anche i danni provocati dai possibili inceneritori alla salute delle persone ci portano sempre più ad essere convinti che le prospettive anche di questa parte di Paese siano altre.

Abbiamo condotto anche una battaglia in sinergia con la Deputazione regionale del PD per garantire un’eguaglianza reale tra uomo e donna nella composizione delle liste per le elezioni, perché se riteniamo seriamente che l’uguaglianza sia la strada maestra, allora dobbiamo lottare contro quelle discriminazione, ataviche nel nostro Paese, nella selezione della sua classe dirigente.
Il 25 e il 26 di settembre abbiamo dato il nostro contributo alla realizzazione della Festa della PA a Messina e all’interno ne abbiamo organizzata anche una nostra, con il titolo “Riprendiamoci il presente..”, non casuale, impegno di una generazione che non vuole essere spettatrice ma contributo, per questo è stata l’occasione non solo per stare insieme ai nostri coetanei, ma anche momento di confronto e dibattitto sul presente e sul futuro del nostro territorio. Tra i temi abbiamo affrontato quello del dissesto idrogeologico e delle smart city.

Questa è una breve sintesi degli impegni che abbiamo portato avanti in riunioni e dibattiti, iniziative nei territorio, in mezzo ai nostri coetanei e a chi crede e spera che un futuro migliore sia possibile e vada costruito. Convinti che il confronto, soprattutto nella differenza anche delle posizioni, sia una delle risorse fondamentali nella ricerca delle soluzioni migliori, anche con l’aiuto di esperti; creiamo occasioni per una generazione di essere consapevole delle proprie capacità, del proprio futuro, ma soprattutto della risorsa che rappresenta. Non possiamo costruire il cambiamento se non sappiamo chi siamo e che cosa possiamo fare per cambiare l’esistente.

Un piccolo contributo il nostro, per una Terra e un Paese che ha bisogno di chi ancora oggi vuole un futuro più giusto e migliore, dove non sei costretto a prendere un treno senza il biglietto di ritorno, dove il merito e l’impegno possano essere valorizzati per rilanciarci, partendo da uno dei posti in cui la contraddizione tra diritti e possibilità è netta, il Sud.
Per questo, diamo il nostro contributo nei Giovani Democratici e nel Partito Democratico, perché crediamo e lottiamo per costruire un futuro migliore.



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