Case rifugio per le vittime di violenza: la Convenzione sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne

Le Case rifugio e le strutture residenziali non specializzate per le vittime di violenza. La Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne e contro la violenza domestica (Istanbul, 2011) prevede che gli Stati aderenti predispongano “servizi specializzati di supporto immediato, nel breve e lungo periodo, per ogni vittima di un qualsiasi atto di violenza che rientra nel campo di applicazione” della Convenzione. A partire dalla ratifica in Italia della suddetta Convenzione i Piani nazionali contro la violenza hanno segnato un importante cambio di passo nella conoscenza del sistema della protezione delle donne vittime di violenza. L’Istat ha iniziato dal 2017 a rilevare dati sul Sistema della Protezione delle donne vittime di violenza. Nel 2018 sono state avviate le Indagini sulle prestazioni ed erogazioni dei servizi offerti dai Centri antiviolenza e analoga rilevazione sulle Case rifugio, nel 2020 è stata realizzata la rilevazione statisti...

SERVIZI SOCIALI MESSINA: “LE DICHIARAZIONI DEGLI ASSESSORI UN TENTATIVO DI UNA ‘CAPTATIO BENEVOLENZIAE’”

Servizi sociali, replica Calogero Emanuele (Cisl FP) alle dichiarazioni degli assessori Eller e Santisi.
09/10/2016 - Ci sembra pretestuoso – dichiara Calogero Emanuele - l'intervento degli assessori Santisi ed Eller e le puntualizzazioni in merito ai servizi sociali, proprio perché nell'incontro tenutosi ieri sera le organizzazioni sindacali hanno precisato che nessun accordo può essere raggiunto se si pensa all’abbassamento delle ore lavorative, soprattutto perchè verrebbe meno la qualità del servizio e la sicura perdita di posti di lavoro. Ribadiamo che la strada dell’utilizzo dei fondi PAC, come semplicisticamente viene esaltata, non è assolutamente percorribile ne condivisibile perché, a detta anche loro, sono percorsi e sistemi di gestione diversi.
Le dichiarazioni degli assessori sono un tentativo di una “captatio benevolenziae” da parte della collettività e dei lavoratori, esaltando l'impegno del Comune sui servizi sociali; ma l’impegno non può essere parziale, ne può riguardare solo alcuni servizi.

Abbiamo dato soluzioni per intercettare le risorse necessarie e, a detta dello stesso assessore Eller, da parte dei dirigenti di dipartimento c’è una richiesta di budget ed una spesa sovrastimata che va oltre le necessità e riteniamo che ci sono tutte le condizioni per operare quella razionalizzazione e l'efficientamento della spesa per coprire, appunto, il buco delle ore mancanti per raggiungere le 38 ore. Siamo per una rimodulazione ed un riordino del sistema, - conclude Emanuele -ma bisogna partire da una vera programmazione e non da tagli lineari e solo per i servi sociali. E siamo pronti a dare un contributo serio per un percorso condiviso che, come Cisl, in piena sinergia tra federazioni e confederazione, siamo pronti ad affrontare.
Intanto restiamo ferme nelle posizioni dichiarate in sede di incontro.


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