LA BELLEZZA DI ANTONIO PRESTI AD ANCONA, URBINO E PESARO

Antonio Presti e la sua Fondazione organizzano incontri ad Ancona, Urbino e Pesaro tra arte e pensiero. La Politica della bellezza di Antonio Presti
21/11/2016 - L’impegno della Fondazione Antonio Presti - Fiumara d’Arte - è sempre stato quello di affermare attraverso il valore della “bellezza” una possibilità di cambiamento. Sempre con spirito di donazione sono state offerte alla terra di Sicilia grandi musei all’aperto, impegni etici per quei luoghi di “mancamento” (periferie), per ridare alla bellezza il suo spirito emozionale. Il tutto nasce da un grande sacrificio personale del presidente Antonio Presti che con proprie risorse, senza contributi pubblici, ha realizzato tutti gli eventi di Fiumara d’Arte.

Antonio Presti, presidente della Fondazione Fiumara d’Arte, è un siciliano che ha deciso di dedicare tutto se stesso, compreso il suo patrimonio personale, per far trionfare l’arte in tutte le sue forme. Nato a Messina, è il presidente della Fondazione Antonio Presti – Fiumara d’Arte, impegnato da anni in Italia e nel mondo a creare una coscienza legata alla cultura ma soprattutto ad uno spirito etico, che si forma proprio attraverso un rapporto differente con la bellezza. Tra le iniziative la creazione del museo a cielo aperto di sculture monumentali nella Valle dei Nebrodi in Sicilia “Fiumara d'Arte”, l'Atelier sul Mare, un albergo-museo a Castel di Tusa, in provincia di Messina e la realizzazione del "Chilometro di tela", che ha chiamato a raccolta, durante i numerosi anni della sua realizzazione, numerosissimi artisti. A Catania ha creato la "Devozione alla Bellezza", con il “Cero di S.Agata”, la Casa-d'Arte Stesicorea, l'evento di poesia “Il treno dei Poeti”, e ancora "Terzocchio – Meridiani di Luce" rivolto al quartiere periferico di Catania “Librino”, dove Presti chiamerà a collaborare alcuni tra i più importanti fotografi del mondo, che avranno l'incarico di fotografare l'anima del quartiere: “la gente”.

LA POLITICA DELLA BELLEZZA DI ANTONIO PRESTI

Antonio Presti viene indicato come uno degli ultimi grandi mecenati, anche se, in verità, lui stesso non ama essere definito tale, ma soltanto un uomo devoto alla bellezza, che a questa ha dedicato tutta la sua vita: bellezza intesa come dono, come condivisione, come etica. Un altro elemento imprescindibile è il suo legame con la Sicilia, la sua terra. Quindi non un mecenate, ma un uomo che regala bellezza ad una terra già meravigliosa. Il dono della bellezza esclude il concetto di proprietà, per cui ha preferito far costruire tutte le opere della Fiumara d’Arte, parco di sculture monumentali, su terreni demaniali per donarle ai comuni dell'area. Un dono che gli è costato numerosi processi per appropriazione indebita dei terreni demaniali e abusivismo edilizio e che gli imponevano la demolizione delle opere. Nel tempo, anche grazie all'appoggio della comunità culturale internazionale, della stampa consapevole, artisti, critici e direttori di musei, i processi si sono conclusi in un nulla di fatto e le sculture oggi, dopo 25 anni, sono salve.
Tutto questo ha portato Antonio Presti ad assumere un ruolo oppositivo rispetto alle istituzioni, alle quali aveva fatto dono delle opere della Fiumara e che non solo non avevano accettato il dono, ma non lo avevano nemmeno riconosciuto come “valore”, a dispetto di quanto ha fatto fin da principio la gente comune. La sua opposizione non è stata rispetto a questo o quel partito, questo o quel potere, ma rispetto all'ignoranza, alla presunzione, alla persecuzione, al nulla.

Adesso, che la vicenda della Fiumara si è conclusa positivamente con l’accettazione del dono, che implica anche la cura del bene ricevuto con la Legge Regionale 6/06 dal titolo "Valorizzazione turistica-Fruizione e conservazione opere di Fiumara d'arte", il ruolo di Antonio Presti sarà di garante del rispetto degli impegni presi dall’amministrazione e di collaborazione per il restauro delle opere. Adesso, oltre a restituire dignità alle sculture , si potrà pensare, in futuro, ad ampliare la Fondazione Fiumara d’Arte, con nuovi progetti.
Se il valore è la semina, il raccolto di questa semina spirituale di Bellezza, sarà ancora una nuova semina per le generazioni future. Per questo, ancora una volta, Antonio Presti conferma il suo impegno civile e culturale per il quartiere di Librino, periferia di Catania, dove, insieme alla sua equipe, sta lavorando da anni per la realizzazione di un grande museo all’aperto della fotografia.

A Taormina si appresta ad avviare un altro progetto per il risanamento del Villaggio Le Rocce, ridotto a discarica, sul quale Presti vuole realizzare un centro culturale internazionale per rispondere all’abbandono con il “valore”, al degrado con la “Bellezza”, mentre in un sito di estremo interesse naturalistico ambientale ricadente nel versante est del parco dell’Etna, e precisamente nel Bosco di Betulle e nei monti Sartorius, vuole realizzare un itinerario naturalistico-culturale denominato “Io vedo l’invisibile”. Due iniziative che faranno del territorio etneo, il simbolo di una rinascita civile e culturale, di una nuova generazione che non vuole essere più “anti” ma vuole contribuire a costruire il progetto etico di una Sicilia contemporanea che vuole scegliere la Bellezza per parlare al mondo. Il sogno di Antonio Presti è legare etica ed estetica in un legame indissolubile per una nuova politica dell'essere, una politica sociale forte fatta di impegno civile. In fondo si tratta di dare nuova linfa ad un pensiero di cui erano già portatori gli antichi greci, soprattutto il grande Aristotele.

In questo momento storico, il messaggio di Antonio Presti al mondo dell’arte, agli intellettuali, agli artisti, ai giovani, è di intraprendere un percorso nuovo di impegno politico e sociale. Nella contemporaneità l'artista tende ad usare l'arte come ostentazione del proprio 'ego' e del facile arricchimento. La cultura di cui Antonio Presti parla, invece deve essere politica. Non un’autocelebrazione per pochi, ma il valore dell’impegno: un concetto di Bellezza che può essere compreso e condiviso anche da chi non si sia mai confrontato con un manuale d’arte. Un'Arte non protagonista di un'estetica dell'apparire, ma azione artistica che interviene nella vita sociale.

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