FIRME FALSE NEL M5S: MEZZE CALZETTE E FAMELICI COME ACARI DELLA POLVERE

La brutta vicenda delle firme false del M5S a Palermo: 8 tra militanti e 'cittadini' indagati. L'assalto alla diligenza è sempre di gran moda nel caravan serraglio della politica e la genialità di Beppe Grillo, la sua superiorità mentale, culturale e d'animo è inversamente proporzionale alla infingardaggine di certe mezze tacche e farabutti, allevati nella bambagia malsana di un tessuto sociale e culturale degno delle loro bassezze. Gianroberto Casaleggio inorridirebbe. Assieme a Beppe Grillo ha segnato il cambiamento culturale e politico del nostro Paese: non possono certo intercettare le 'mezze calzette' e i famelici che possono aggirarsi attorno a questo Movimento innovatore...

18/11/2016 - Sulla vicenda delle firme false del M5S a Palermo (8 tra militanti e 'cittadini' indagati dalla magistratura) è vigente la Comunicazione del MoVimento 5 Stelle sotto il post di Luigi Di Maio. Un post scriptum in cui Di Maio afferma: "Chiediamo a tutti gli indagati nell'inchiesta di Palermo di sospendersi immediatamente dal MoVimento 5 Stelle non appena verranno a conoscenza dell'indagine nei loro confronti a tutela dell'immagine del Movimento e di tutti i suoi iscritti. L'avvenuta sospensione deve essere comunicata attraverso una mail all'indirizzo listeciviche@movimento5stelle.it".

E Beppe Grillo sul Blog delle Stelle, con il titolo "Firme false a Palermo: il MoVimento 5 Stelle è parte lesa", così commenta la vicenda:

"Oggi la procura di Palermo ha riaperto l'inchiesta sulle firme false delle elezioni comunali del 2012 dopo i servizi delle Iene. Confidiamo nell'attività della magistratura e offriremo tutto il nostro supporto affinchè venga fatta chiarezza: il MoVimento 5 Stelle in questa vicenda è parte lesa perchè qualcuno ha probabilmente compiuto un reato utilizzando il nostro simbolo. La prima cosa che è stata fatta non appena ricevuto notizia dei fatti e prima del servizio delle Iene è stata quella di mandare tutti i documenti ai carabinieri. Stando alla ricostruzione andata in onda siamo davanti a un dramma dell'ignoranza. Come ricostruito dalle Iene alle elezioni comunali del 2012 a Palermo sono state raccolte le firme di sostegno su alcuni moduli che riportavano un errore: il luogo di nascita di uno dei candidati. Così, anziché raccogliere nuovamente le firme, sono state ricopiate tutte le firme in un un nuovo modulo, il che configurerebbe un reato grave anche se compiuto in modo stupido e per nessuna ragione. Infatti il numero di firme necessarie sarebbe stato raggiunto comunque e non c'è stato alcun beneficio perchè nessuno dei candidati è stato eletto in comune. Vogliamo vederci chiaro. Se qualcuno degli attivisti del MoVimento 5 Stelle a Palermo sa qualcosa di più ce lo comunichi compilando questo form e rivolgendosi alla procura. I portavoce del MoVimento 5 Stelle accusati nel servizio hanno sporto denuncia per diffamazione e calunnia e si sono dichiarati assolutamente estranei e non coinvolti nei fatti. Ringraziamo Le Iene e le persone che hanno denunciato il fatto. Se sarà accertato che i colpevoli sono iscritti al MoVimento 5 Stelle saranno presi adeguati provvedimenti disciplinari".

Gianroberto Casaleggio inorridirebbe. La sua profondità di pensiero e al tempo stesso la chiarezza e la semplicità ne uscirebbero davvero ammaccate. Assieme a Beppe Grillo, comico e politico geniale, personaggi unici, impostisi all'improvviso all'opinione pubblica, segnando in modo decisivo il cambiamento culturale e politico del nostro Paese, non possono certo intercettare tutte le 'mezze calzette' e i famelici personaggi che possono aggirarsi attorno a questo Movimento innovatore e per molto aspetti salvifico per un Paese corrotto e a brandelli.

Ma è proprio nel tessuto sociale (e politico) tanto incancrenito e devastato moralmente ed eticamente che come acari della polvere si annidano mezze tacche e farabuttelli, gente che gli scrupoli non sa cosa siano, pronta a saltare su ogni carro che passa, se dal carro proviene odore di cibo, di roba da mangiare, odore di potere e di denaro: pecunia non olet. L'assalto alla diligenza è sempre di moda nel caravan serraglio della politica e la genialità di Beppe Grillo, la sua superiorità mentale, culturale e d'animo è inversamente proporzionale alla infingardaggine di certe mezze tacche e farabutti, allevati nella bambagia malsana di un tessuto sociale e culturale degno delle loro bassezze.

Il M5S all’Ars, intanto, entra ufficialmente nella vicenda con un comunicato stampa di poche righe: “Apprezziamo gesto della collega La Rocca. Il gruppo M5S all’Ars esprime il suo apprezzamento per il gesto compiuto da Claudia La Rocca che, oltre a collaborare, si è autosospesa dal MoVimento in attesa di conoscere i risvolti giudiziari della vicenda legata alle firme raccolte per la lista presentata alle comunali di Palermo del 2012. La sua scelta, sicuramente non semplice, denota una coerenza che va senz'altro apprezzata".

MASSIMILIANO TREZZA il 18 NOVEMBRE 2016 scrive: "Sì, certo, gesto d’apprezzare… dopo 4 anni dall’aver commesso il fatto, dopo 2 mesi dall’inchiesta delle Iene, ma che aspettava?".

Replica: "L’unica cosa di diverso è il non aver querelato e l’essersi autosospesa!".

SOLE ANGELO on 19 NOVEMBRE 2016 01:18
"Il chiasso sulla vicenda delle firme ricopiate è esagerato. Non si è commesso alcun reato perché le quattro firme ricopiate non hanno portato vataggi ad alcuno. Purtroppo il piccolo duce ha ordinato di fare chiasso sull'argomento fino a giorno 4 dicembre p.v.".

"Premesso che ritengo sbagliato falsificare le firme, anche in caso di ricopiatura dei moduli per errore del luogo di nascita del candidato, mi chiedo però come siano "usciti" questi moduli, tanto da arrivare a quelli delle Iene, dopo 4 anni?!?! Chi li ha fatti rinvenire?", si chiede Daniela Filippone sul  Blog delle Stelle.

Emanuele Lauria per “la Repubblica”

Beppe Grillo lo qualifica come “dramma dell’ignoranza” con un’espressione non proprio lusinghiera per alcuni attivisti del movimento. Di certo, il caso delle firme false per la presentazione della lista di M5S alle comunali di Palermo del 2012, si è trasformato in una bufera che ha travolto il movimento in una delle sue roccaforti. La procura, ieri, ha riaperto l’inchiesta sugli elenchi fasulli depositati da 5 stelle in tribunale: alcuni sottoscrittori, intervistati dai giornalisti della trasmissione “Le Iene”, hanno disconosciuto la propria firma e due periti calligrafici hanno affermato che buona parte delle centinaia presentate non sono autentiche.

Un attivista palermitano, il professore di educazione fisica Vincenzo Pintagro, afferma di aver visto due militanti - la deputata Claudia Mannino e l’assistente parlamentare Samanta Busalacchi - ricopiare di proprio pugno le firme per sopperire a un precedente errore materiale: nella lista originale era sbagliato il luogo di nascita di un candidato. Le interessate hanno annunciato querela per Pintagro ma pochi, anche dentro il movimento, negano ormai che il fatto - che costituisce reato - sia realmente avvenuto.

E a non considerarlo un peccato veniale è proprio la base che sui social contesta pure il silenzio che ha avvolto la vicenda prima e dopo che venisse denunciata in tv. È dovuto intervenire Beppe Grillo per dire che 5 stelle è «parte lesa», per offrire «sostegno alla magistratura», addirittura per fornire un modulo agli attivisti che vogliono contribuire alla verità («Chi sa parli»), ma soprattutto per minacciare sanzioni nei confronti dei suoi: «Se sarà accertato che i colpevoli sono iscritti a M5S saranno presi adeguati provvedimenti disciplinari ».

Comunque finisca sul piano giudiziario, è una sconfessione del gruppo dirigente di Palermo.

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