Divario digitale dal Mezzogiorno alla Sicilia, un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale

  DIVARIO DIGITALE: SICILIA INDIETRO ANTOCI APRE IL CASO A BRUXELLES. Antoci: “Senza interventi concreti, Sicilia e Mezzogiorno rischiano di restare indietro anche nell’istruzione digitale.” Strasburgo, 29 aprile 2026 – Il persistente divario digitale tra le regioni italiane, con particolare riferimento al Mezzogiorno e alla Sicilia, continua a rappresentare un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale, incidendo in modo diretto anche sul sistema scolastico e sulle opportunità delle nuove generazioni. Per questo l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea, chiedendo una valutazione aggiornata del fenomeno e misure concrete per ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle tecnologie digitali e all’istruzione. “Secondo i dati più recenti – dichiara Antoci – l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi europei sulle competenze digitali di base. Una situazione che diventa ancora più critica nel...

FORMAZIONE, GERMANÀ: "BENE CROCETTA, GIÀ IL MESE SCORSO AVEVO SOLLEVATO LA QUESTIONE”

Nota dell'onorevole Germanà sull'avviso 8 e le rassicurazioni del governatore Crocetta
24/11/2016 – "Bene Crocetta sul caso formazione. Già il mese scorso avevo sollevato la questione in modo importante affinché si correggessero le condizioni dettate dall'avviso 8", così il deputato regionale di Area Popolare Ncd, Nino Germanà che, in occasione di una conferenza stampa, aveva espresso una seria preoccupazione verso le misure che pareva si volessero adottare a riguardo. "È essenziale, come ho sostenuto settimane addietro, che gli enti di formazione assumano facendo riferimento all'albo regionale. Si tratta di un numero di lavoratori ai quali era doveroso dare risposte positive e puntuali. Adesso bisogna andare avanti e proseguire nella direzione da noi indicata. I lavoratori devono essere presi dall'albo e le regole devono rispondere a quelle impiegate per le graduatorie della scuola: sviluppate con la logica del punteggio e non, invece come è oggi, in base a criteri alfabetici che, a mio avviso, non rispecchiano il principio di giustezza".

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