GD MESSINA: TUTELA AMBIENTALE E ULTERIORI RISCHI NELLA VALLE DEL MELA

Al Presidente della Regione Siciliana, On. Rosario Crocetta; Al Governo Regionale Siciliano; Alla Deputazione ARS del Partito Democratico; Al Sindaco della Ciittà Metropolitana di Messina; Ai Sindaci e ai Consigli Comunali di Milazzo, San Filippo del Mela, Santa Lucia del Mela, Pace del Mela, Gualtieri Sicaminò, Condrò, San Pier Niceto, Monforte San Giorgio e Torregrotta

Messina, 31/10/2016 - La Tutela Ambientale attualmente è uno dei temi al centro del dibattito a livello cittadino, provinciale , regionale, nazionale. I cittadini sono sempre più preoccupati per l'emergenza ambientale; maggior risonanza si ha sul territorio della Valle del Mela ove è presente un importante polo industriale che offre occupazione ma senza dubbio ha modificato il naturale sviluppo dell'intero comprensorio. Con il Decreto dell' Assessore Regionale del Territorio e dell’ Ambiente del 4/9/2002, il territorio del comprensorio della Valle del Mela è stato inserito all’interno dell’Area ad Elevato Rischio di Crisi Ambientale e con Decreto del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Mare del 11/8/2006, il territorio del comprensorio della Valle del Mela ricade nel “Sito di bonifica di interesse nazionale dell’ Area Industriale di Milazzo”.
A distanza di oltre dieci anni nessun provvedimento è stato adottato concretamente dagli Enti sovra comunali in materia di bonifica e risanamento del territorio.

Dopo un anno, si accende un altro allarme per gli abitanti di questo comprensorio: “un progetto per l'autorizzazione all'esercizio di un impianto di ricerca e sperimentazione per la gestione di rifiuti pericolosi e non da realizzarsi presso il proprio stabilimento di Giammoro fraz. di Pace del Mela”. Tutto ciò avviene nonostante essersi schierati nettamente contrari ed in modo coeso alla realizzazione dell'inceneritore A2A di San Filippo del Mela la cui autorizzazione da parte degli Enti Regionali vige ancora in fase di stallo.
Già attivi i movimenti ambientalisti e in prima linea Padre Giuseppe Trifirò sempre attento sulle varie evoluzioni delle questioni ambientali locali il quale ha predisposto una raccolta firme tramite un modello per invitare gli organi Regionali a negare l'autorizzazione per tale insediamento industriale. In prima fila anche i Sindaci e i consigli comunali che hanno deliberato già la netta contrarietà alla realizzazione dell'impianto.

Gli inceneritori e/o gli impianti di termovalorizzazione dei rifiuti, anche i più moderni, sono dannosi e inquinanti poiché non esiste a tutt’oggi una tecnologia a zero emissioni.
Nel caso A2A, la realizzazione degli inceneritori e/o impianti per la termovalorizzazione alimentati a CSS non rispetta neanche un punto della Risoluzione del Parlamento Europeo del 9 luglio 2015 ed è inoltre una chiara violazione della normativa europea.

La Direttiva 2008/98/CE ha proposto un quadro giuridico volto a controllare il ciclo dei rifiuti, dalla produzione allo smaltimento, ponendo l’accento sul recupero e il riciclo e definendo anche le misure di prevenzione da adottare prima che una sostanza, un materiale o un prodotto diventino un rifiuto.
Innumerevoli studi scientifici dimostrano la elevata nocività della combustione dei rifiuti trattati negli impianti di incenerimento, anche laddove dotati delle migliori tecnologie disponibili (BAT), sia per i lavoratori, sia per la popolazione residente nelle zone interessate che si riflette sia nell’incrementata incidenza di malattie neoplastiche (soprattutto tumori polmonari, linfomi NH e sarcomi), sia di altro genere (ritardi nello sviluppo sessuale, disturbi dello sviluppo cognitivo in età pediatrica).
Da porre sotto osservazione le varie prospettive: se da una parte si consta un incremento dell'inquinamento sopra e sotto suolo, dall'altra le attività tramite i termovalorizzatori potrebbero sanare la perdurante crisi economica che colpisce la Sicilia, al fine di mantenere i livelli occupazionali e favorire un rapido smaltimento di rifiuti, pur se i tempi di smaltimento dell'eccessivo carico rifiuti non sono così longevi e l'appellarsi ad una politica diversa dall'incenerimento deve attenersi alle normative ed ai contesti Europei.

Ebbene ricordare che non tutti i rifiuti prodotti in Sicilia non verranno trattati dagli impianti proposti sul territorio regionale, bensì in altri impianti fuoriporta comportando maggiori costi di smaltimento agli Enti locali.
Esistono moderne tecnologie e soluzioni di selezione e recupero della materia che possono ridurre in maniera significativa i volumi di rifiuti oggi conferiti in discarica e/o inceneriti, capaci di generare una filiera economica ed occupazionale sostenibile.
Si deve realizzare una rete di monitoraggio ambientale moderna ed efficiente per rilevare costantemente e dettagliatamente la concentrazione degli agenti inquinanti eventualmente presenti nell'ambiente.
A tal proposito diventa fondamentale il cosiddetto registro tumori compilato al fine di una maggiore conoscenza della diffusione e dell’incidenza di queste gravi malattie sulla popolazione per prevenire, diagnosticare e curare le stesse.
Le industrie devono rispettare gli obblighi di legge in materia di ambiente e investire pesantemente nel campo della sicurezza e impiegare le migliori tecnologie presenti sul mercato per l'abbattimento delle emissioni in atmosfera.

E' importante incentivare la creazione di nuovi impianti di stoccaggio e trattamento dei rifiuti differenziati, creando vere e proprie filiere del riuso e del riciclo in Sicilia, fin ora carenti. Un'attività di forte sensibilizzazione e informazione sulla Raccolta Differenziata e di incentivazione verso gli Enti locali, in particolar modo dal basso, dai Comuni, ponendo come iniziale obiettivo le convenzioni con i consorzi di filiera per poi gradualmente trovare le migliori soluzioni per un efficiente RD sui territori, rafforzandola e migliorandola ove già è attiva nonostante ancora fatichi a decollare, mirando al raggiungimento e al superamento del 65% di RD, traguardo dettato dalla Comunità Europea come punto di patenza.

La politica deve intervenire progettando un razionale piano di risanamento e di bonifica attraverso cui è auspicabile un rilancio del territorio verso un’occupazione sostenibile ma che al contempo garantisca ai lavoratori diretti e dell’indotto il mantenimento del loro impiego.
Crediamo sia doveroso come Giovani Democratici, prendere una netta posizione di contrarietà ad un'industria obsoleta inerente il trattamento dei rifiuti, manipolata dai soliti orditori della politica che nel caso specifico della Città Metropolitana di Messina risultano essere fautori delle pagine più cupe dell'ultimo trentennio. Noi Giovani Democratici della Federazione GD Messina ,con l’impegno di tutti i Gd siciliani

chiediamo un maggiore segnale di attenzione su questa tematica a tutti i livelli,dalle deputazioni Regionali del Partito Democratico, agli organi di Governo Regionale. Chiediamo un repentino e vero rilancio di questo territorio, partendo dall'approvazione del Piano Paesaggistico della Regione Siciliana, ribadendo per l'ennesima volta, debba perseguire una graduale bonifica delle aree soggette a forte impatto di inquinanti, evolvendosi con l'innesto di una nuova politica economica tramite supporti e sostegni di ricercatori e professionisti, incentrando una programmazione per un nuovo sviluppo territoriale alimentato da nuove fonti: ecologia, turismo, agricoltura, sulla tecnologie di nuova generazione, tutto ciò rispettando compatibilmente le caratteristiche del territorio, studiando e approfondendone le sue dimensioni.

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