Divario digitale dal Mezzogiorno alla Sicilia, un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale

  DIVARIO DIGITALE: SICILIA INDIETRO ANTOCI APRE IL CASO A BRUXELLES. Antoci: “Senza interventi concreti, Sicilia e Mezzogiorno rischiano di restare indietro anche nell’istruzione digitale.” Strasburgo, 29 aprile 2026 – Il persistente divario digitale tra le regioni italiane, con particolare riferimento al Mezzogiorno e alla Sicilia, continua a rappresentare un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale, incidendo in modo diretto anche sul sistema scolastico e sulle opportunità delle nuove generazioni. Per questo l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea, chiedendo una valutazione aggiornata del fenomeno e misure concrete per ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle tecnologie digitali e all’istruzione. “Secondo i dati più recenti – dichiara Antoci – l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi europei sulle competenze digitali di base. Una situazione che diventa ancora più critica nel...

LA SICILIA POTREBBE PERDERE 780 MILIONI DI EURO

A denunciarlo è l'eurodeputato M5S Ignazio Corrao: “Rischio gravissimo connesso all'abuso dei cosiddetti progetti retrospettivi. Persi soldi per innovazione mentre sprecate risorse Ue per grandi progetti già avviati. Salta l'acquedotto Aragona - Gela”
Palermo 10 novembre 2016 – “I numeri sono disastrosi. La macchina regionale siciliana, che avrebbe dovuto spendere 4,5 miliardi di fondi UE destinati alla Sicilia per il periodo 2007-2013, potrebbe perdere circa 780 milioni di euro, che risultano ancora oggi da certificare. Siamo alla resa dei conti. Sta per scadere l’ultimatum per la spesa dei fondi europei FESR 2007-2013 e la Sicilia ha ancora un primato negativo”. A lanciare l'allarme è l'eurodeputato del Movimento 5 Stelle Ignazio Corrao che, carte alla mano ricostruisce il buco della mancata certificazione della programmazione 2007-2013 e della ancora mancata attivazione dei bandi 2014-2020.
“La giunta regionale Crocetta è paralizzata – sottolinea Corrao -. Non un euro è stato messo al bando dei 4,3 miliardi previsti per la programmazione 14-20. Uno scandalo in piena regola. Un rischio gravissimo connesso anche all’abuso dei cosiddetti progetti retrospettivi. Un vero e proprio escamotage contabile che permette alla Regione di spendere i fondi UE facendosi rimborsare progetti vecchi, già realizzati anni prima e finanziati con altri fondi (regionali, statali, prestiti), che poco o niente hanno a che fare con gli obiettivi dello sviluppo della Sicilia. Progetti vecchi, obsoleti, anziché progetti nuovi di zecca utili per rilanciare lo sviluppo. La Commissione non li vieta ma ne sconsiglia l’uso, perché questi progetti rischiano di non essere approvati dall’Europa.

E invece noi, che non siamo stati capaci in ben 7 anni di produrre progetti nuovi e seri, ne abusiamo tantissimo pur di riuscire a spendere i soldi. Basti pensare che nella programmazione 2007-2013, quella che sta per chiudersi, la Regione sta per presentare ben 650 progetti retrospettivi, per un totale di 900 milioni di euro. Dunque quasi un miliardo di euro di progetti vecchi, talvolta inutili, che tutto sono tranne che progetti per lo sviluppo della Sicilia. Qualche esempio? Tramite nostre fonti all'interno degli uffici della Commissione europea abbiamo scoperto che tra questi progetti ci sono tantissime manutenzioni ordinarie, parcheggi, bocciodromi, piccole sistemazioni di campi sportivi, climatizzazione di ospedali, maneggi, attrezzature per asili nido, manutenzione del verde pubblico. Per carità, tutti interventi che sicuramente per la gran parte saranno stati utili per i beneficiari, ma che non è compito dei fondi europei finanziare. Progetti lontani anni luce dal vero obiettivo dei fondi europei. Nel frattempo, mentre il dipartimento programmazione cerca di tappare i buchi della disastrosa gestione dei fondi 2007-2013, il caos della rotazione del personale degli altri dipartimenti dell’amministrazione regionale, unita alla sua fragilità politica, stanno inesorabilmente perdendo tempo preziosissimo nel avviare la nuova programmazione. Che beffa sapere che avevamo a disposizione centinaia di milioni per cambiare il volto della Sicilia con progetti innovativi che invece spenderemo per tanti micro interventi ordinari ormai vecchi, mentre – conclude Corrao - saltano le risorse Ue per i grandi progetti, già avviati, come la ricostruzione dell’acquedotto Aragona - Gela”.

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