Caro voli in rima: "Se in Sicilia vuoi tornare 800 euro devi pagare"

Festività in Sicilia è ormai sinonimo di caro voli. Anche quest’anno, tornare a casa per Pasqua sarà proibitivo per tantissimi emigrati. Da una rilevazione di Federconsumatori Sicilia, aggiornata al 18 marzo 2026, emerge il seguente quadro se si sceglie di partire il 2 o 3 aprile e tornare il 7: un volo di andata e ritorno con Ryanair da Milano verso Catania costa 407,39 €; per viaggiare da Torino 431,98€. Non migliora la situazione per chi ha necessità di atterrare all’aeroporto di Palermo: il volo costa 352,64 € da Bergamo e 410,15 euro da Verona €. Peggiora la situazione se si sceglie di volare con Ita Airways: 470,5 euro per un volo Milano-Palermo, 540,88 per la tratta Bologna Catania. 19 mar 2026 - Il fenomeno del caro voli, ormai strutturale nei periodi di alta domanda come le festività, continua a colpire in modo particolare la Sicilia, dove la mobilità dipende quasi esclusivamente dal trasporto aereo. La combinazione tra domanda concentrata in pochi giorni, offerta lim...

MARSIGLIA: TRUMP UNA MARCIA IN PIU' ALLO SVILUPPO PETROLIFERO

11/11/2016 - “Sicuramente il Presidente Trump non sarà di ostacolo ai così detti 'petrolieri' ed a tutto il nostro settore ma darà un marcia in più allo sviluppo petrolifero” queste le parole del Presidente di FederPetroli Italia Michele Marsiglia alla vittoria elettorale del nuovo Presidente degli Stati Uniti d'America. Continua Marsiglia, “Trump è un imprenditore di successo, è fuori da ogni dubbio che un uomo di impresa non possa incrementare con la politica la sfera economica ed industriale di un paese. Certamente per il nostro settore bisognerà monitorare ed attendere la politica estera che il nuovo Presidente intende percorrere. E' di fondamentale importanza il rapporto e la geopolitica con il Medio Oriente, l'Asia e l'Europa in particolare.

Gli Stati Uniti vivono di una politica energetica piuttosto complessa e dipendente dal resto del Mondo, sicuramente alcuni punti ed opinioni espresse nella campagna elettorale sono alquanto dubbiose su quello che potrà essere un ruolo moderato con il resto degli attori e dei paesi di sviluppo energetico. Il capitolo Iran sarà prioritario anche in vista degli accordi che in questi giorni grandi Compagnie Petrolifere stanno siglando per lo sviluppo di importanti giacimenti”.

In tema di politica energetica interna “L'America con l'amministrazione Obama lascia un'eredità energetica frastornata, stiamo parlando del Paese dello Shale Oil, di grandi strutture logistiche ed oleodotti di grandi dimensioni ma allo stesso tempo di aziende che hanno chiuso i battenti a causa della crisi internazionale legata al prezzo del greggio e degli investimenti in nuove tecniche di sviluppo degli idrocarburi.

Oggi attendiamo di conoscere quello che sarà in questa nuova era l'America energetica e come proseguirà il rapporto con i Paesi OPEC e non-Opec. Se i prezzi dei greggi (WTI e BRENT) non risalgono ai livelli di qualche anno fà, ci saranno problematiche anche per gli U.S.A”, conclude Marsiglia.


Commenti