ZOOMAFIA NEBRODI: UN VERO SISTEMA DI MALAFFARE: ALLEVAMENTI, TRUFFE, TRAFFICO ILLEGALE DI MEDICINALI

Oltre la metà dei procedimenti, 278 fascicoli, pari al 61% del totale, riguarda i reati venatori con il 71% degli indagati (243 persone). La provincia di Brescia rappresenta l’hotspot del bracconaggio più importante d’Italia. Segue Cagliari con 192 procedimenti e 146 indagati; Catania 175 procedimenti e 104 indagati; Siracusa con 140 procedimenti e 51 indagati. Ogni anno scompaiono nel nulla circa 150.000 animali. L’abigeato è un vero business per la criminalità organizzata. Solo in
Sicilia nel 2015 si sono registrati più di 12 mila animali da allevamento rubati o smarriti.
Sui Monti Nebrodi in Sicilia è stato registrato un crescente aumento di casi di furto di
animali - cavalli, agnelli, mucche, pecore. La mafia dei pascoli ha ripreso a sparare, come dimostra l’attentato subito dal presidente del Parco dei Nebrodi, Giuseppe Antoci. 

05/11/2016 - Il nuovo Rapporto Zoomafia, come ogni anno, fa luce su crimini nascosti, spesso
sistematici e seriali, che mietono migliaia di vittime animali. Il Rapporto Zoomafia 2016
“Crimini organizzati contro gli animali”, redatto da Ciro Troiano, criminologo e
responsabile dell’Osservatorio Zoomafia della LAV, è alla sua diciassettesima edizione
e analizza lo sfruttamento criminale di animali avvenuto nel 2015.
“È sempre più evidente la presenza di una sorta di affaristi zoomafiosi formati da
imprenditori senza scrupoli e speculatori che, per il raggiungimento dei loro obiettivi,
creano sinergie scellerate con delinquenti, funzionari collusi e faccendieri, uniti
dall’interesse economico comune - afferma Ciro Troiano-. Segnali di questo tipo si
rilevano nel traffico di cuccioli, nella gestione dei canili, nell’allevamento e macellazione
di animali, nella distribuzione agroalimentare.

La penetrazione della criminalità organizzata nel mondo degli allevamenti, della
macellazione e della distribuzione della carne trova un’evidente conferma dai dati
giudiziari del 2015, basta vedere i provvedimenti adottati dalla magistratura o i
sequestri della polizia giudiziaria: terreni, allevamenti di bovini e ovini, caseifici, aziende
bufaline. Ogni anno scompaiono nel nulla circa 150.000 animali. L’abigeato, reato da
sempre sottovalutato, è in realtà un vero business per la criminalità organizzata. Solo in
Sicilia nel 2015 si sono registrati più di 12 mila animali da allevamento rubati o smarriti.
Sui Monti Nebrodi in Sicilia è stato registrato un crescente aumento di casi di furto di
animali - cavalli, agnelli, mucche, pecore. La mafia dei pascoli, messa in pericolo da
nuovi provvedimenti, ha ripreso a sparare, come dimostra l’attentato subito dal
presidente del Parco dei Nebrodi, Giuseppe Antoci.

Sullo sfondo un vero sistema di malaffare legato alla gestione di allevamenti, alle truffe, al traffico illegale di medicinali e sostanze dopanti, al furto di animali da allevamento, alla falsificazione di documenti sanitari. Diverse le forme di macellazione clandestina, che vanno da quella domestica, o
per uso proprio, a quella organizzata, riconducibile a traffici criminali, da quella
collegata alla caccia di frodo a quella etnica. Le sofisticazioni alimentari creano sempre
maggiore allarme sociale. Tonnellate di alimenti di origine animale sequestrate. Nel
2015 sono stati chiuse dai Nas 1035 strutture del sistema agroalimentare con il
sequestro di 25,2 milioni di prodotti alimentari adulterati, contraffatti, senza le
adeguate garanzie qualitative o sanitarie, o carenze nell’etichettatura e nella
rintracciabilità. Dai 38.786 controlli effettuati dai Nas nell’ultimo anno sono emerse non
conformità in un caso su tre (32%).

La tabella dei dati pervenuti dalle Procure ci dà uno spaccato reale dei reati contro gli
animali accertati sul territorio nazionale e ci consente anche un’analisi della
distribuzione geografica dei crimini contro gli animali. Un dato che appare singolare e
atipico è rappresentato dalla Procura di Sassari dove non risultano iscritti per l’anno
2015 procedimenti penali per i reati presi in esame. Appare davvero inverosimile che
nell’intero distretto di tale Procura non si siano verificate forme di maltrattamento di
animali. Basta fare una veloce verifica in Internet per imbattersi nell’allarme
avvelenamenti e uccisione di animali in alcune zone della provincia o in casi di
maltrattamento di animali risalenti al 2015. Dato anomalo anche quello di Savona dove
non sono stati registrati reati di uccisione, maltrattamento e detenzione incompatibile
di animali, oltre che per combattimenti e spettacoli e manifestazioni, ma solo 9
procedimenti per reati venatori, di cui 5 noti e 4 ignoti, con 6 indagati. Ovviamente il
dubbio non è sulla veridicità dei dati rilasciati dalle Procure, ma sull’effettivo
accertamento di tali reati. Dopo i casi di Sassari e Savona, la Procura con meno
procedimenti per reati contro gli animali è quella di Trapani con 8 procedimenti e 4
indagati. Seguono Vasto con 12 procedimenti e 8 indagati; Crotone con 12 procedimenti
e 6 indagati; Sciacca con 13 procedimenti e 7 indagati: Lamezia Terme con 14
procedimenti e 9 indagati.

Anche la provincia di Cagliari è un territorio martoriato dal bracconaggio, come i fatti giudiziari dimostrano.  Seguono Verona, con 179 procedimenti e 98 indagati; Catania con 175 procedimenti e 104 indagati; Firenze, con 171 procedimenti e 108 indagati; Udine con 162 procedimenti e 46 indagati; Bergamo, altra provincia con una forte pressione venatoria, con 160 procedimenti e 102
indagati. I fascicoli per reati venatori sono 70, oltre il 43% del totale e gli indagati 64,
oltre il 62%. Ancora: Siracusa con 140 procedimenti e 51 indagati; Forlì con 138
procedimenti e 53 indagati; Palermo con 130 procedimenti e 73 indagati; Grosseto con
129 procedimenti e 79 indagati; Torino, con 128 procedimenti e 92 indagati; Latina con
109 procedimenti e 55 indagati, Padova 102 procedimenti e 88 indagati.

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