ABBANDONO SCOLASTICO: IN SICILIA (24,3%) LE QUOTE PIÙ ELEVATE

Rapporto Bes 2016: il benessere equo e sostenibile in Italia. Giunto alla quarta edizione, il Rapporto Bes offre un quadro integrato dei principali fenomeni economici, sociali e ambientali che caratterizzano il nostro Paese, attraverso l'analisi di un ampio set di indicatori suddivisi in 12 domini.

14/12/2016 - Quest'anno il Rapporto Bes si lega a due importanti novità: l'inclusione degli indicatori di benessere equo e sostenibile tra gli strumenti di programmazione e valutazione della politica economica nazionale, come previsto dalla riforma della Legge di bilancio, entrata in vigore nel settembre 2016;
l'approvazione da parte delle Nazioni Unite dell'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile e dei 17 obiettivi (SDGs nell'acronimo inglese), con i quali vengono delineate a livello mondiale le direttrici dello sviluppo sostenibile dei prossimi anni.

Il gap territoriale a sfavore del Mezzogiorno è particolarmente rilevante rispetto sia al tasso
di uscita precoce dagli studi sia ai Neet, due indicatori molto significativi per valutare la capacità
del sistema scolastico di supportare gli studenti sino alla conclusione del percorso formativo.
Nel 2015, il tasso di abbandono precoce dagli studi si attesta all’11,6% nel Centro-Nord
e al 19,2% nel Mezzogiorno. A livello regionale, il fenomeno assume intensità contenute in
Friuli-Venezia Giulia (6,9%), Veneto e Umbria (8,1% in entrambe le regioni) e più elevate in
Sicilia (24,3%) e Sardegna (22,9%).

Rispetto ai Neet, fenomeno sul quale incidono sia la capacità del sistema di istruzione
e formazione di essere efficacemente “inclusivo” sia la situazione del mercato del lavoro, il
divario tra il Nord e il Mezzogiorno è ancora più marcato: nel 2015, la quota di Neet era pari
al 18,4% nelle regioni settentrionali e quasi doppia nel Mezzogiorno (35,3%). In un quadro
di generale mantenimento delle differenze tra Nord e Mezzogiorno, in Basilicata e in Molise
nell’ultimo anno la quota di Neet è diminuita, rispettivamente, di 1 e 3 punti percentuali.

Le differenze territoriali non cambiano se si considerano i tassi dei diplomati e dei laureati.
In entrambi i casi, il gap tra il Mezzogiorno e le altre ripartizioni del Paese non accenna a
diminuire, anzi in alcune fasce di età si registra un lieve aumento. Tra le persone nella classe
di età 25-64 anni con almeno il diploma, la distanza tra il Mezzogiorno e il Centro si presenta
stabile rispetto al 2014 (circa 15 punti percentuali) ma in peggioramento rispetto al 2004
quando il divario era di 12,1 punti percentuali. La distanza nella quota di 30-34enni con un

In ripresa la partecipazione culturale:

  • Cinema quattro o più volte l'anno
  • Teatro almeno una volta l'anno
  • Concerti di musica classica almeno una volta l'anno
  • Altri concerti di musica almeno una volta l'anno
  • Musei, mostre almeno una volta l'anno
  • Siti archeologici e monumenti almeno una volta l'anno
  • Leggono quotidiani tre o più volte a settimana
  • Leggono quattro o più libri l'anno
  • Partecipazione culturale (a)
___________
Fonte: Istat

Commenti