AGRIGENTO E SIRACUSA LE PROVINCE PIÙ POVERE D’ITALIA

Lazio e Sicilia le regioni più terziarizzate
12/12/2016 - Medio Campidano, Agrigento e Barletta-Andria-Trani le province più povere. Le province che nel 2014 presentano il valore aggiunto pro capite più basso sono quelle di Medio Campidano, Agrigento, Barletta-Andria-Trani, Cosenza, Vibo Valentia e Siracusa, con circa 13mila euro per abitante, contro 23,9mila euro a livello nazionale. All’interno delle province con valore aggiunto pro capite inferiore alla media nazionale si
individuano alcuni segmenti produttivi importanti a livello locale, tra i quali spiccano quello dei Servizi tradizionali nelle province di Livorno (7mila euro), Savona, Alessandria, Imperia, Cagliari, Olbia-Tempio e Reggio-Calabria (6mila euro) e quello dell’Industria a Vercelli e Fermo con circa 7mila euro.

Il Lazio è la regione più terziarizzata: con l’85% circa del suo valore aggiunto (misurato a prezzi
correnti) nei servizi e, in particolare, quasi il 33% nei servizi finanziari, immobiliari e
professionali. La quota del terziario è molto elevata (sopra l’80%), anche in Sicilia, Calabria,
Sardegna, Liguria e Campania. Nelle prime tre regioni prevale il settore degli altri servizi (servizi
pubblici e alle famiglie), con un’incidenza di oltre il 31% (Figura 8).
La più alta quota di valore aggiunto dell’Industria si osserva in Basilicata (32,5%), nelle regioni
del Nord-est (oltre il 30% in Veneto e in Emilia-Romagna), in Abruzzo e nelle Marche (circa
29%). La Basilicata e l’Abruzzo rappresentano le regioni più industrializzate del Mezzogiorno,
avendo registrato un ulteriore aumento della relativa incidenza nel 2015.

Milano, Bolzano e Bologna le province più ricche nel 2014
Milano è la provincia più ricca in termini di valore aggiunto per abitante prodotto nel 2014 (circa
45mila euro), seguita da Bolzano (36mila) e Bologna (34mila) (Figura 9). Dal punto di vista
dell’importanza dei segmenti produttivi, il contributo maggiore in termini assoluti è fornito quasi
ovunque dal settore dei Servizi alle imprese, finanziari e immobiliari (che a livello nazionale pesa
per il 29%), con circa 18mila euro per abitante a Milano e circa 11mila a Roma.
Anche l’apporto dei Servizi del commercio, di ristorazione e dei trasporti e telecomunicazioni è
più elevato per la provincia di Milano (13mila euro per abitante); seguono Bolzano con 10mila
euro e Bologna e Genova con 9mila euro.

Per quanto concerne i Servizi pubblici e gli altri Servizi privati alle famiglie, le province con i
maggiori contributi sono Bolzano, Aosta, Roma, Trieste e La Spezia (8mila). Il contributo
dell’Industria è rilevante in molte province del Nord-est, in particolare in quelle di Modena
(11mila euro), Vicenza (10mila euro) e Parma, Reggio nell'Emilia, Bergamo e Lecco (9mila).
Il valore aggiunto pro capite derivante dal settore delle Costruzioni è in calo e non supera i 2mila
euro in tutte le province italiane. Infine, l’Agricoltura fornisce il contributo più significativo (con
circa 2mila euro di valore aggiunto per abitante) nelle province di Bolzano, Mantova, Pistoia
(Figura 9) e, nel Mezzogiorno, in quelle di Ragusa e Oristano

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