CARNE CLANDESTINA SUI NEBRODI: IL CODACONS AVEVA GIÀ PRESENTATO ESPOSTI A 9 PROCURE

Scandalo carni infette e macellazione clandestina sui Nebrodi: il Codacons si costituisce parte offesa. Nel mese di giugno il Codacons aveva già presentato esposti alle nove Procure della Repubblica siciliane, adesso chiede controlli a tappeto in tutte le province dell’isola.

Messina, 15 dicembre 2016 - Gravissime violazioni alla normativa di settore posta a tutela della salute pubblica: un’altra storia torbida di connivenza tra istituzioni e organizzazioni criminali, quella relativa alle ordinanze di misura cautelare emesse in Sicilia, nella zona dei Nebrodi, per lo scandalo carni infette e macellazione clandestina.  Il Codacons già nel mese di giugno aveva lanciato l’allarme, presentando esposti alle nove Procure della Repubblica siciliane, e chiesto ai Nas controlli sulle condizioni degli allevamenti di animali destinati alla produzione di carne e trasformati, per verificare l’esistenza di omissioni nei controlli da parte dei soggetti preposti, l’eventuale abuso di antibiotici e farmaci abusivi miscelati nell’acqua, che inevitabilmente, dopo essere assunti dagli animali, finiscono sulle tavole dei consumatori.

Oggi il Codacons, a tutela dei consumatori che non sanno cosa arriva sulle loro tavole, si costituisce parte offesa e chiede a tutte le autorità competenti di avviare urgentemente controlli a tappeto in tutte le province siciliane, in modo da scongiurare ulteriori gravi rischi alla salute dei consumatori.

Giuseppe Antoci, Presidente del Parco dei Nebrodi, ringrazia la Procura della Repubblica di Patti e la Polizia di Stato per l’operazione portata a compimento oggi.

“I miei più sentiti ringraziamenti alla dott.ssa Rosa Raffa,
Procuratore della Repubblica di Patti ed ai suoi Sostituti per il
lavoro costante e fondamentale messo in campo a beneficio dei Nebrodi
e della collettività tutta. Complimenti vivissimi al Questore di
Messina Giuseppe Cucchiara e al Dirigente del Commissariato Vice
Questore Daniele Manganaro e a tutti gli uomini e le donne della
Polizia di Stato che hanno lavorato e contribuito al risultato
raggiunto. Grazie di cuore”.

E’ da tempo che il Parco si sta muovendo sul fronte della qualità dei
prodotti enogastronomici creando il marchio Nebrody Sicily, presentato
ad Expo e che, tra l’altro, è stato recentemente premiato a Firenze
come migliore pratica italiana di un’area protetta.

“Abbiamo contemperato la tutela dell’ambiente con lo sviluppo del
territorio attraverso la valorizzazione delle eccellenze dei nostri
Nebrodi, non ultime quelle legate ai nostri cibi e alle nostre
tradizioni”.

Appare chiaro che operazioni come quella di oggi dimostrano che si è
sulla giusta strada e che la parte non sana dei nostri Nebrodi, che è
quella minoritaria, deve essere sostituita con l’esempio di tanti
imprenditori ed allevatori onesti che con tanti sacrifici hanno
portato avanti nel nostro territorio le eccellenze che tutti ci
riconoscono.

Il nostro marchio Nebrodi Sicily, unico tra l’altro a prevedere la
certificazione antimafia, rappresenta per i Nebrodi il giusto connubio
tra il “Buono, il Pulito ed il Giusto”.
Con l’operazione di oggi si mette in evidenza che questa formula non
solo è necessaria ma è anche coerente con un percorso di Legalità e
Sviluppo che i Nebrodi hanno intrapreso e che ne fanno un esempio per
la Sicilia e per l’Italia – conclude Giuseppe Antoci.



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