NEBRODI, SALVARE LA NOCCIOLA E LA BANCA DEL GERMOPLASMA


Pubblico e Privato uniti in un progetto scientifico: la Famiglia Florena ha istituito una borsa di studio con l’Università di Palermo per sostenere la ricerca delle caratteristiche nutraceutiche della nocciola nella banca del Germoplasma di Ucria che riceverà anche un finanziamento dal Parco dei Nebrodi

Ucria, 13/12/2016 - Ucria centro culturale dei Nebrodi per la promozione di quell’identità storico-culturale e scientifica, costruita sulle eccellenze. Pubblico, privato ed istituzione accademica si sono uniti in un progetto scientifico finalizzato alla caratterizzazione delle collezioni di germoplasma vegetale conservate presso la Banca Vivente di Ucria, con particolare attenzione alla coltivazione del nocciolo dei Nebrodi. Un’azione concreta che favorirà il rilancio di un’economia sostenibile volta al recupero delle principali coltivazioni che hanno caratterizzato il patrimonio agroalimentare dei Nebrodi. Nell’ambito della conferenza “La Cultura della Pietra”, organizzata dall’”Associazione Culturale Nebrodi”, con il patrocinio del Parco dei Nebrodi, presso la Banca vivente del Germoplasma di Ucria, è stata ufficializzata dal prof. Matteo Florena, anche Presidente dell’Associazione organizzatrice, la volontà della Famiglia Florena di istituire e sostenere, anche economicamente, una borsa di studio di durata semestrale, da destinare ad un giovane ricercatore dell’Università degli studi di Palermo finalizzata ad approfondire, finalmente, la conoscenza delle caratteristiche nutraceutiche e salutistiche della nocciola dei Nebrodi. Il supporto economico privato, consentirà, peraltro, l’immediato utilizzo di un laboratorio di biologia applicata presso la “Banca di Germoplasma” di Ucria con l'annesso "Giardino dei Semplici", dedicato all'illustre botanico nebroideo Bernardino da Ucria (1739 – 1796).

All’impegno privato, si unirà anche la disponibilità di risorse finanziarie pubbliche. “Investiremo nella struttura – ha annunciato ufficialmente Giuseppe Antoci, Presidente del Parco dei Nebrodi, una parte della cospicua somma, ovvero un milione e quattrocento mila euro, che la Regione Sicilia, come disposto da una sentenza, dovrà versare al Parco”. Una sede di eccellenza creata dall'Ente Parco dei Nebrodi con il supporto tecnico e scientifico dell'Università di Palermo, Dipartimento di Scienze Biologiche, che ospita i campi collezione delle diverse specie di piante di interesse naturalistico, agrario e terapeutico la raccolta di semi di vecchie cultivar tradizionali da frutto che rischiano di scomparire. “È stato allestito anche un laboratorio biologico per la tutela e moltiplicazione del germoplasma finalizzato alla conservazione della biodiversità.

La Banca vivente del Germoplasma vegetale dei Nebrodi è la prima che nasce in un Parco, ma è anche la più completa sotto il profilo scientifico. L'attività di collezione riguarda il reperimento, la difesa, la moltiplicazione e la conservazione di semi di specie forestali e di specie indigene erbacee arbustive endemiche e rare dei Nebrodi, in pericolo di estinzione. “Il nostro obiettivo – ha spiegato il Professore Matteo Florena, Presidente dell’Associazione Culturale Nebrodi – è quello di trasformare la città di Ucria, in un centro di cultura e ricerca scientifica. Siamo convinti che formazione e sviluppo del territorio siano un binomio imprescindibile per costruire un sano futuro nel segno della sostenibilità e recupero dell’eccellenza.”L’iniziativa si è anche significativamente arricchita dell’intervento, non previsto dal programma, del prof. Fabrizio Micari – Magnifico Rettore dell’Università di Palermo, che ha anche dichiarato che “La formazione oggi deve confrontarsi con le richieste del territorio. Per esempio, uno dei nostri corsi di laurea: Scienze e tecnologia agroalimentare è nata dal confronto con 60 imprenditori.” Ucria, nel corso della sua storia, si è anche distinta per la ricchezza di creazioni artistiche. La cultura della pietra ne è un esempio e da questo assunto è partita l’iniziativa di cui vi riferiamo . “Gli scalpellini, (maestri che trasformano le pietre in opere d’arte) infatti, - ha spiegato Iole Nicolai, avvocato ed esponente dell’Associazione “La cruna dell’ago”- hanno lasciato disseminate nel centro abitato e nel territorio le opere della loro arte: i lavori in pietra sono manufatti che non solo abbelliscono, ma testimoniano la memoria storica del nostro paese.”

Questa straordinaria tradizione è stata raccolta da Antonino Rigoli, giovane di 27 anni che supportato da apposita formazione ne ha fatto un mestiere. Recuperando le antiche tecniche ed attualizzando le richieste del mercato ha realizzato un laboratorio - mostra creando ed esportando straordinari pezzi di arte realizzati con roccie nebroidee essenzialmente caratterizzate dalla presenza di argille ed arenarie. “Questa geodiversità sicuramente è un ricchezza – ha spiegato Valerio Agnesi, professore ordinario di Geomorfologia dell’Università di Palermo- questa pietra tipica di queste aree ha un diverso grado di compattazione e pertanto si presta alle diverse lavorazioni.”

Salvatore Giarratana, vice presidente dell’Associazione Culturale Nebrodi, dopo avere collocato la Banca vivente del Germoplasma di Ucria nell’ambito del sistema regionale delle 12 Banche del Germoplasma finanziate dall’Azienda Foreste Demaniali della Regione Siciliana, oggi soppressa, con i fondi della Misura 1.12 del POR Sicilia 2000/2006, ha introdotto le specificità di quella di Ucria, mettendo in luce l’importanza della tutela di questo patrimonio genetico locale, da tutelare perché fonte di biodiversità di notevole valore sociale, culturale ed economico”. “In tale contesto di valorizzazione della biodiversità – la Banca vivente del germoplasma - ha continuato Franco Maria Raimondo, già Direttore dell’Orto botanico di Palermo, ma anche mente del progetto iniziale della struttura inaugurata nel 2010, - deve legarsi allo sviluppo del territorio, ma soprattutto alla tutela degli ambienti tipici dei Nebrodi, che rappresentano ecosistemi ad elevata biodiversità”.

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