Francesca Albanese, Relatrice Speciale ONU per i diritti umani: Acquedolci ospiterà l'incontro online

Acquedolci ospiterà l'incontro online con Francesca Albanese, Relatrice Speciale dell'ONU per i diritti umani nei territori palestinesi occupati da Israele.  16/06/2026 - L'iniziativa avverrà il 19 giugno, alla Casa delle culture su maxi-schermo, in collegamento con tutte le oltre 140 piazze italiane che hanno aderito. L'iniziativa partita da due comitati di Milano e Cagliari ha riscontrato l'interesse di molte realtà organizzate della solidarietà e nei movimenti per la Pace, tra le quali ACM e Anbamed. L'incontro inizierà puntuale alle 20.45 e l'intervento di Francesca Albanese avverrà alle 20:50, quindi, si raccomanda la puntualità. L'iniziativa avverrà alla Casa delle Culture,  indirizzo: via Vittorio Emanuele II, 3/5 . 98070 Acquedolci (ME) Data: venerdì 19 giugno 2026 ore 20:30 Ingresso gratuito. Grazie per l'attenzione e l'eventuale pubblicazione. Cordiali saluti Farid Adly

POSTE: “UN FALLIMENTO LA SPERIMENTAZIONI NEL SETTORE RECAPITO IN SICILIA”

Palermo, 17/12/2016 - È trascorso quasi un anno dall’inizio dell’implementazione dell’accordo sul recapito firmato nel 2015 che purtroppo possiamo definirla, fallimentare ! Un accordo di responsabilità fu definito dall’ azienda cd a giorni alterni ( il prodotto non vieni recapitato ogni giorno). Un accordo tra Azienda e sindacati " prendere o lasciare" con tante assicurazioni, prima fra tutte la garanzia di ricollocazione di personale in eccedenza. Per conseguenza in Sicilia ad esclusione di Agrigento Ragusa e Caltanissetta e nei comuni di Palermo e Catania , è stato dato il via al nuovo modello di recapito. "raddoppiato il lavoro dei portalettere con tagli di posti di lavoro" Tutto questo per volere del governo e del nuovo piano industriale.

Già da subito nutrimmo molte perplessità sulle modalità del nuovo modello, tagli e caos per la nostra regione. Un piano che nei due anni 2016/17 di fatto prevede perdita di posti di lavoro in una regione già martoriata dalla disoccupazione. L’azienda assicurò che il piano prevedeva, tra l altro, strumenti e perfino un rilancio con nuove acquisizioni di mercato, vedi pacchi . In effetti negli ultimi mesi migliaia di pacchi invadono i locali dei centri di smistamento e nelle sale portalettere ma i risvolti sono eloquenti. Nessuna programmazione con totale caos e disagio dei lavoratori. Giacenze di prodotto, mancanza di strumenti, totale anarchia, contratto di lavoro praticamente annullato, normative sulla sicurezza, contenuto dell’accordo e' come se non ci fossero/inapplicabile. Il personale allo sbando, esasperato, gestito come metodi di " caporalato", minacciato e sfruttato, senza rispettare orari di lavoro e costretto, a loro carico, fuori dalle regole orarie ( non retribuito) a smaltire prodotto umanamente impossibile da recapitare. Peggio ancora i pochi assunti a tempo determinato. " se non ubbidisci non ti rinnovo il contratto" .

Ci spiace utilizzare espressioni forti ma i lavoratori sono all’estremo, psicologicamente provati dalle minacce, minacce e poi minacce. L azienda prenda atto che il modello è sbagliato che deve correre ai ripari senza più tentennamenti. Da mesi in Sicilia abbiamo capito e denunciato, prima nei luoghi preposti e dopo con i sit in, denunce, fino ad arrivare allo sciopero generale del 4 novembre dove i lavoratori del settore si sono espressi: " modello recapito da cambiare radicalmente ". Ovviamente il caos la forte tensione nei luoghi di lavoro ha conseguenza sulla qualità del servizio e, quindi, sulla clientela che non riceve il prodotto nei tempi stabiliti.
Come organizzazione sindacale riceviamo ogni giorno quasi un supplizio da parte della categoria " fate qualcosa qui si scoppia " . E l azienda sta a guardare ! Ancora oggi poste è pubblica e le istituzioni, la politica, hanno il dovere d intervenire per garantire un servizio al cittadino . Noi non ci fermeremo dinnanzi a questo scempio che colpisce i lavoratori, clienti e che mette a rischio anche il futuro di Poste a cui noi teniamo per la garanzia dei posti di lavoro. Intanto si continua con lo sciopero dello straordinario fino al 9 gennaio.



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