RENZI: IL PIÙ ODIATO NEL CONDOMINIO ITALIA E NEL PIANETA SICILIA

«Non credevo che potessero odiarmi così tanto», si lascia andare Matteo Renzi dopo la batosta elettorale al Referendum del 4 dicembre.
06/12/2016 - Gli italiani si scoprono 'populisti', quasi che quella di esprimere il proprio voto fosse una concessione (del telefono), un privilegio concesso da chi governa a un popolo di ectoplasmi privi di diritti e di identità. «Se perdo me ne vado pure dal partito». «Non credevo che potessero odiarmi così tanto». «Odio distillato, purissimo». «Li voglio vedere, non hanno un leader alternativo e non hanno un programma, avevano solo un nemico comune». «Stavano insieme soltanto per battermi, del merito della riforma della Costituzione non importava niente a nessuno».
«Adesso sarà la palude». «Si è condannata l'Italia all'immobilismo e non si riuscirà più a fare niente».
Come se fosse una faccenda di gossip, una partita privata di natura familiare o condominiale, dove le antipatie e i vecchi rancori contano più dei diritti di un popolo, più della volontà, più della sovranità popolare. «Beppe Grillo, altro che mucca in corridoio».

Parole pessime, indegne delle sorti di un Paese, di un popolo sovrano. Qua qualcuno ha perso il senso delle cose e la misura. Qua la faccenda sembra tra comari. Che Paese è questo, in cui i personalismi sono in grado di seppellire la dignità popolare, la sovranità e il decoro?
«Se perdo me ne vado anche dal partito». L'amarezza di un individuo è ben poca cosa, anche se quell'individuo è il capo del Governo. Anzi, a maggior ragione. Se a "odiarmi così tanto" è il mio popolo ho il dovere di riportare la pace sociale, di interrogarmi, di lasciare come un gesto di autentica grandezza, di magnanimità planetaria.

Il partito e la cordata, i ministri e le loro aspettative sono ben  poca cosa al cospetto dei diritti, delle aspettative e della sovranità di un popolo. E populista non può dirsi un popolo che vota. Un popolo che vota è un popolo civile e democratico, figlio della Costituzione e della Libertà. Grazie a Dio.
Se portatori di «un odio distillato, purissimo» non sono gli italiani ma gli avversari politici, compresi quelli del suo stesso partito, il presidente del Consiglio Renzi se ne faccia una ragione. In fondo, pur rassegnando le dimissioni (se mai lo farà veramente) rimane un ricchissimo, potente, privilegiato.
E' il popolo 'populista' che ne patisce i danni e le conseguenze.

Alla Sicilia Matteo Renzi riconosca il merito di un primato: quello del NO. In Sicilia il NO supera il 70 per cento. Ad AGRIGENTO il NO è al 74,51%. A CATANIA raggiunge il 75,31%. A CALTANISSETTA il 72,45%. La provincia di Palermo raggiunge il 72,2 per cento di No. Ad ENNA il NO si attesta al 70,42%. A MESSINA al 70,54%, poco più di Enna. A RAGUSA hanno detto NO il 62,37% dei votanti, a SIRACUSA ha votato NO il 69,86%. TRAPANI riporta la Sicilia oltre il 70% votando NO al 73,19%.
Tra le cittadine del messinese, SANT'AGATA DI MILITELLO si manitiene al di sotto del 70% con il NO al 68,12%. TAORMINA, dove a maggio si terrà il G7, il 71,48% ha detto NO senza appello alla riforma della ministra Maria Elena Boschi.

Il capo del governo Matteo Renzi ha annunciato le sue dimissioni da presidente del Consiglio: “Ho perso io”., - ha detto Renzi. In Italia ha votato il 68,48 per cento, una percentuale di votanti elevata in grado di di mobilitare una parte davvero rilevante della popolazione: il No vince con il 59,5 per cento dei voti contro il 40,4%. All’estero ha votato SI il 65 per cento degli aventi diritto.

Intanto Beppe Grillo torna a parlare di energia. "Sono 30 anni che parlo di energia. Dal Wuppertal Institute al Fattore Quattro, ai fratelli Weizsäcker, Sachs, Lester Brown. Li avevo conosciuti tutti nel mondo. Tutti che parlavamo di energia perché è un cambio di civiltà. Allora fatevi una domanda: un barile di petrolio costa 50 dollari, un barile di Coca Cola costa 350 dollari. Secondo voi è una cosa normale? Secondo voi è un'economia razionale? Intelligente? Di buon senso? Che cosa c'è sotto che vogliono ancora ripristinarci il petrolio, il gas, il carbone. Ancora il carbone, perché i costi sono inferiori, mentre andiamo verso tecnologie raffinate, le stampanti 3D che metteranno assolutamente in crisi la vecchia e utopica industria pesante".

L'energia è un cambio di civiltà, l'energia è un cambio del mondo. Si, è di un cambio di civiltà che il Paese ha bisogno.

Commenti