Niscemi interviene Sigea: atti di compravendita di un immobile, è il colpo nella pistola della “roulette russa”

Niscemi interviene Sigea.  La Società Italiana di Geologia Ambientale propone che gli atti di compravendita di un immobile contengano anche il certificato che descriva i pericoli geologici riguardanti le aree interessate.  "In Italia oggi la popolazione a rischio frane è 1.284.960 e a rischio alluvioni è 6.818.375; gli edifici rispettivamente 742.192 e 1.549.759; le imprese rispettivamente 74.974 e 642.979.  Questi sono i numeri che l’ISPRA raccoglie dall’ISTAT e dalle Autorità di Bacino".    31/01/2026 - "Nessuna delle famiglie che stanno vivendo il drammatico disagio a Niscemi, e quelle che saranno coinvolte nei prossimi mesi, avrebbe investito tutti i propri risparmi per la cosa che tutti riteniamo il rifugio economico, materiale e sociale per eccellenza, la propria casa, sapendo che un giorno una frana l’avrebbe distrutta. Nessuna delle famiglie sfollate, avrebbe con ogni probabilità investito tutti i propri risparmi per la casa sapendo che un giorno una fra...

“PIPPO FINESTRA” VIOLA LA SORVEGLIANZA SPECIALE: ARRESTATO

03 Marzo 2017 - I Carabinieri della Stazione di Sinagra, in esecuzione di ordine espiazione pena in regime di carcerazione, emesso dall’Ufficio Esecuzioni Penali della Procura della Repubblica presso il Tribunale Ordinario di Patti, nella tarda serata di ieri hanno tratto in arresto SINAGRA Giuseppe, cl.1976, di Sinagra. L’uomo, attualmente agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico, dovrà scontare la pena di 1 anno, 3 mesi e 14 giorni di reclusione per aver commesso il reato di inosservanza degli obblighi della Sorveglianza Speciale di P.S. con obbligo di soggiorno nel Comune di Sinagra, in quanto, nel periodo tra il 2007 e il 2008, violava ripetutamente le prescrizioni impostegli continuando a frequentare pregiudicati della zona Nebroidea e continuando a guidare autovetture pur avendo la patente revocata.

Il SINAGRA, detto “PIPPO FINESTRA”, è stato in passato un esponente di rilievo dei clan operanti nell’area brolese, tanto che, nel marzo 2003, fu tratto in arresto in flagranza di reato dai Carabinieri del ROS di Messina, all’atto di farsi consegnare il pizzo dal titolare di una grossa concessionaria di automobili.
Nel luglio del 2012, inoltre, era stato colpito da ordine di carcerazione scaturito dall’operazione Antimafia “Icaro”, per associazione a delinquere di stampo mafioso, per reati posti in essere dal 2000 al 2003 nel comprensorio nebroideo.

Successivamente, nel 2013, personale del Nucleo Operativo della Compagnia di Patti e della Stazione Carabinieri di Sinagra, ha dato esecuzione all’ordinanza di applicazione del sequestro preventivo dei beni finalizzata alla successiva confisca, emessa dalla Corte d’Appello di Reggio Calabria a seguito di indagini dei Carabinieri di Patti nell’ambito di un’articolata attività investigativa condotta nei confronti di varie famiglie mafiose, tra cui quella dei tortoriciani e dei barcellonesi.

Il provvedimento di sequestro emesso a suo tempo riguardava beni il cui valore complessivo era stato stimato per un importo pari a duecentomila euro ed in particolare: undici terreni agricoli, tre unità immobiliari e un buono postale, rispetto ai quali si rilevava la netta sproporzione tra i redditi dichiarati dall’interessato e le ricchezze dallo stesso accumulate nel tempo.
Il SINAGRA, espletate le formalità di rito, è stato tradotto presso la Casa Circondariale di Messina Gazzi dove espierà la detenzione.

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