CARO BEPPE, CARO MATTEO: DA BLOG A BLOG, DA PADRE A UOMO

05/03/2017 - Lo scrive Matteo Renzi sul suo blog: "Caro Beppe Grillo, ti rispondo da blog a blog dopo aver letto le tue frasi su mio padre. Ti scrivo da padre. Ti scrivo da figlio. Ti scrivo da uomo. Da giorni il tuo blog e i tuoi portavoce attaccano mio padre perché ha ricevuto qualche giorno fa un avviso di garanzia per “concorso esterno in traffico di influenza”. È la seconda volta in 65 anni di vita che mio padre viene indagato. La prima volta fu qualche mese dopo il mio arrivo a Palazzo Chigi: è stato indagato per due anni e poi archiviato perché – semplicemente – non aveva fatto niente. Vedremo che cosa accadrà. Mio padre ha reclamato con forza la sua innocenza, si è fatto interrogare rispondendo alle domande dei magistrati, ha attivato tutte le iniziative per dimostrare la sua estraneità ai fatti.
Personalmente spero che quando arriverà la parola fine di questa vicenda ci sia la stessa attenzione mediatica che c’è oggi. La verità arriva, basta saperla attendere.

Ma tu, caro Grillo, oggi hai fatto una cosa squallida: hai detto che io rottamo mio padre. Sei entrato nella dinamica più profonda e più intima – la dimensione umana tra padre e figlio – senza alcun rispetto. In modo violento.
In una trasmissione televisiva ieri ho spiegato la mia posizione, senza reticenze. Da uomo delle istituzioni ho detto che sto dalla parte dei giudici. Ho detto provocatoriamente che se mio padre fosse colpevole meriterebbe – proprio perché mio padre – il doppio della pena di un cittadino normale. E ho detto che spero si vada rapidamente a sentenza perché le sentenze le scrivono i giudici, non i blog e nemmeno i giornali. Per decidere chi è colpevole e chi no, fa fede solo il codice penale, codice che pure tu dovresti conoscere, caro Beppe Grillo".

"Mio padre è un uomo di 65 anni, tre anni meno di te. Probabilmente ti starebbe anche simpatico, se solo tu lo conoscessi. È un uomo vulcanico, pieno di vita e di idee (anche troppe talvolta). Per me però è semplicemente mio padre, mio babbo".

"Buttati come sciacallo sulle indagini, se vuoi, caro Beppe Grillo. Mostrati per quello che sei. Ma non ti permettere di parlare della relazione umana tra me e mio padre. Perché non sai di che cosa parli e non conosci i valori con i quali io sono cresciuto".

E Beppe Grillo risponde "da blog a blog dopo aver letto le tue frasi su mio padre":

"L'unica notizia vera è la frase più infelice e stupida della storia, quella del rottamatore che riuscì a rottamare solo il padre. È appena incominciata un'altra diarrea mediatico/giornalistica, articoli e approfondimenti del nulla su papà Tiziano, nomi che sono gli stessi per tutti: Romeo, accuse non chiare, ipotesi creative , inventate da una stampa che ha un solo compito... fagocitare quello che resta della democrazia e dell'idea di famiglia. Si comporta come l'ultimo cucciolo di alien, quello bianco (mezzo uomo e mezzo alien) nasce e si mangia la madre. Così come il menomato morale dice: "per mio padre doppia condanna", lo esclama così... con l'intensità morale di un'ordinazione al bar del circolo dei compagni di merende. Sono prime pagine che non si possono leggere, le uniche cose comprensibili sono schifezze.

Ma cosa vuol dire "per mio padre doppia condanna"? E poi, cosa significa questa girandola di accuse incomprensibili? Una cosa alla volta: sicuramente nessuno avrebbe mai pronunciato una frase del genere prima di oggi, che sia gente malata lo dico da sempre: arrivismo e sterile incapacità a riconoscere le emozioni proprie e degli altri: insomma il travestitismo morale alexitimico. Se a Berlusconi avessero toccato la mamma si sarebbe costituito, il menomato morale non si rende neppure conto che questa uscita lo segnerà per sempre. Come si fa a dimenticarla? Dal piazzista di pentole al piazzista di anime, ricordi, amore... mio padre è un pezzo di quel puzzle che non mi riesce mai: lo butto via, lo regalo dopo un "venghino siori venghino" al mercatino improvvisato dei cimeli di famiglia.

Ma perché la ha detta? Probabilmente si è cortocircuitato l'avatar mentale del ragazzetto con la sua personalità reale. Un uomo minuscolo che improvvisamente si rende conto del fatto che i giornali non sono, e non sono mai stati, al suo servizio. Sono padroni senza alcuna morale ed etica, pronti a fare con lui quello che lui, istintivamente, ha fatto subito dopo con suo padre... buttarti nel cesso, doppia condanna al papà e alla mamma un ergastolo! Venghino Siori venghino

Ma se le reazioni di Renzi lo qualificano nella sua inettitudine morale quelle dei giornali cosa significano? Siamo di nuovo al titolismo puro, alle allusioni, le ricostruzioni fantasiose di gruppetti senza alcun senso. Con tutto quello che ha fatto per le banche lo ripagano così?
Le banche non ti ripagano mai, dovrebbe saperlo. Mentre i giornali trasformano i fastidi dei poteri forti in gialli di quart'ordine immersi in intricate, quanto inverosimili, "vicende giudiziarie".

"E così l'unica vera notizia in mezzo a questa robaccia la sapevamo già: il bersaglio sono la famiglia ed il buon senso. L'unica notizia è che il rottamatore riuscirà, forse, solo a rottamare il padre. L'unica notizia è che Verdini, uno dei padri costituenti mancati dei sogni di gloria del menomato, ha preso 9 anni in primo grado. Ad ogni epoca il suo Pacciani, ed i suoi compagni di merende. Come la finanza uccide l'economia reale così l'informazione fagocita il dialogo sociale e qualunque possibile tentativo di fare (bene o male che sia) ci viene strappato di mano, ogni volta che apriamo un giornale".

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