IMMIGRAZIONE & MINORI: UN HOTSPOT A MESSINA SCELTA INFELICE? ACCORINTI PRONTO ALLE BARRICATE

Il sistema di custodia dei minori migranti non accompagnati giunti in Italia 'non funziona', gli hotspot dove restano per lungo tempo sono inadatti alle loro necessità. La denuncia da un rapporto del Consiglio d' Europa, che però vede come 'un passo molto buono' la nuova legge sulle misure di protezione. Debole il sistema dei rimpatri e delle espulsioni forzate, che rischia di incoraggiare un maggior numero di arrivi. Da riformare il sistema dell'accoglienza. Dito puntato però anche sugli altri Paesi, per la lentezza dei ricollocamenti.

Messina, 08/03/2017 - “La scelta del Ministro Minniti e del Prefetto Gabrielli di localizzare in centro a Messina un hot spot per il primo approdo di migranti non renderà certo più sicura la città che già deve affrontare, per incapacità del Sindaco Accorinti, una serie di problematiche annesse all’accoglienza. Riteniamo di dover contrastare questa decisione che non risponde alle esigenze della cittadinanza e getta nel caos più totale il futuro della città. Messina sta già affrontando con fatica il sovraccarico di sbarchi dei migranti, un hotspot in pieno centro rischia solo di creare ulteriore ingorgo umano in un territorio interessato da problematiche scottanti come criminalità, sicurezza ambientale, disoccupazione.” Questo il commento in una nota del Senatore di Forza Italia Domenico Scilipoti Isgrò.

Ma il sindaco di Messina, Renato Accorinti, fa sapere su FB: "Siamo pronti a fare le barricate. Hotspot non è accoglienza. La scelta della nostra amministrazione è l'accoglienza diffusa e implementare il sistema Sprar (numeri piccoli e processi realmente inclusivi)".
Sulla stessa pagina Rosaria Salmeri commenta: "Gli hotspot infatti si sono rivelati una esperienza fallimentare. È giusto provare qualcosa di diverso".

Gli help-desk “Accesso SPRAR”, sono considerati un servizio di supporto agli enti locali per garantire supporto agli enti locali che intendono aderire per la prima volta alla rete di accoglienza dello Sprar e agli enti già titolari di uno Sprar intenzionati a presentare un nuovo progetto per una diversa categoria di beneficiari. E’ l’obiettivo del nuovo servizio di help desk “Accesso Sprar” sostenuto dal Ministero dell’Interno e realizzato da Anci in collaborazione con la Fondazione Cittalia e il Servizio centrale dello Sprar.

Gli enti locali potranno rivolgersi al servizio, accessibile unicamente tramite casella di posta elettronica accesso.sprar@cittalia.it, per ricevere chiarimenti ed informazioni relative alle modalità di accesso allo Sprar, alle linee guida sul funzionamento della rete e alla fase di preparazione e di presentazione della domanda di contributo per l’attivazione di nuovi progetti. Inoltre, l’help-desk fornisce informazioni di base sulle diverse modalità e fasi che caratterizzano la gestione e l’esecuzione dei progetti Sprar al fine di orientare nel miglior modo possibile i potenziali nuovi soggetti aderenti.

Attivo dal 10 marzo, il servizio di help-desk svolgerà le sue funzioni in coordinamento con gli strumenti di back e front-office già esistenti, tra cui la linea dedicata 06.8881.7287 sul Decreto del Ministero dell’Interno del 10 agosto 2016 e la casella di posta elettronica clausolasalvaguardia.immigrazione@anci.it per il monitoraggio dell’applicazione della clausola di salvaguardia.

Il 15 marzo, dalle ore 10.30 alle ore 11.30, avrà luogo il webinar informativo sui servizi ANCI a supporto dei Comuni per l’accesso allo SPRAR.

Al 2 febbraio 2017 risultano finanziati 640 progetti (501 ordinari, 95 per minori non accompagnati, 44 per persone con disagio mentale o disabilità) affidati a 546 enti locali titolari di progetto (482 comuni, 21 Province, 14 Unioni di Comuni, 4 Comunità Montane e 25 altri enti tra ambiti territoriali e sociali, consorzi intercomunali, società della salute) coinvolgendo in totale oltre 1.000 comuni.
Risultano così finanziati 25.838 posti (23.239 ordinari, 2.007 per minori non accompagnati, 592 per persone con disagio mentale o disabilità).
In SICILIA 4.536 posti aggiuntivi di cui:234 per disagio mentale o disabilità fisica
554 minori non accompagnati
80 numero enti locali titolari di progetto
107 numero progetti

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