MASSONERIA: LA COMMISSIONE ANTIMAFIA SEQUESTRA GLI ELENCHI DEGLI ISCRITTI ALLE LOGGE DI CALABRIA E SICILIA

02/03/2017 - Lo Scico della Guardia di Finanza sta sequestrando gli elenchi degli iscritti alle logge di Calabria e Sicilia delle associazioni massoniche: Grande Oriente d'Italia; Gran Loggia Regolare d'Italia; Serenissima Gran Loggia d'Italia; Gran Loggia d'Italia degli Antichi Liberi Accettati Muratori, dal 1990 a oggi. La richiesta di intervento è stata avanzata dalla Commissione parlamentare antimafia, presieduta da Rosy Bindi, che oggi ha deliberato all'unanimità il sequestro degli elenchi degli iscritti. Il provvedimento è stato assunto in seguito alla mancata consegna degli elenchi più volte richiesti dalla Commissione alle quattro obbedienze. Da tempo l'Antimafia ha acceso un faro sui rapporti tra mafie e massoneria sia in seguito agli sviluppi di alcune inchieste della Dda di Reggio Calabria, sia dopo l'audizione della procuratrice aggiunta di Palermo, Teresa Principato, che ha raccontato della rete di protezione di cui gode il boss latitante Matteo Messina Denaro (Ansa).

Daniele Capezzone: "Non comprendo sequestro elenchi, responsabilità penale è personale
Dichiarazione di Daniele Capezzone, deputato Direzione Italia" |

"A titolo assolutamente personale, desidero esprimere dissenso e sconcerto per l’iniziativa di sequestro degli elenchi dei cittadini appartenenti alla massoneria. La responsabilità penale è personale. Se qualcuno è sospettato di aver commesso un reato, sia indagato, processato ed eventualmente condannato, dopo un giusto processo: che sia massone o no, credente o no, cattolico o no, laico o no, avvocato o no, dentista o no, sindacalista o no, e così via. Ed è giusto che questo accada a prescindere da ogni connotazione culturale, filosofica, o magari religiosa, politica, sindacale, professionale, e così via. Se invece si percorre (magari in buona fede, perfino con le migliori intenzioni) la strada dei sequestri e delle indagini su intere “categorie” di cittadini, ci si incammina su una via pericolosa".

Riccardo Nuti‏: "Massoneria e #antimafia sequestrati elenchi delle logge di Calabria e Sicilia. Attendiamo quelli di Toscana e Lazio per maggiori sorprese"...
Roberto Fiore: "#Massoneria cancro d' Italia e vivaio mafioso.Lo Stato imbavaglia noi con la "Scelba" e non scioglie associazioni segrete?Allora e' complice".

Ed ancora Daniele Capezzone sul suo blog, il 2 marzo 2017, con il titolo LA SOLITA GOGNA:

"Mio intervento questa mattina in prima pagina sul quotidiano Il Tempo sul sequestro degli elenchi degli appartenenti alla massoneria. Dimenticate per un momento la massoneria. Immaginate invece una qualunque altra forma di vita associativa: di natura filosofica, religiosa, politica, sindacale, e così via. Scegliete voi. E poi immaginate che qualcuno, stamattina, proponga di acquisire e sequestrare l’elenco degli aderenti alla Cgil, o degli iscritti al Pd, o di coloro che hanno frequentato una cerimonia religiosa.

Cosa accadrebbe? Ve lo dico io: si griderebbe (e giustamente!) alla lesione delle libertà fondamentali, a una immotivata campagna di discriminazione, a una ingiusta messa all’indice di cittadini che – per quell’adesione in sé e per sé – non hanno assolutamente fatto nulla di male.

Se la Costituzione non è stata cambiata stanotte (non si sa mai…), l’articolo 27 recita ancora che la “responsabilità penale è personale”. Personale: non di gruppo, non di partito, non di sindacato, non di confessione religiosa. E neppure di loggia.

Insomma, se un cittadino iscritto alla massoneria è per caso sospettato di aver commesso un reato, è giusto, anzi sacrosanto, che sia indagato, processato, ed eventualmente condannato. Esattamente come per ogni altro cittadino: iscritto alla Cgil o al Pd, credente o laico, avvocato o dentista, eccetera.

Ma se invece si comincia (magari con le migliori intenzioni, in perfetta buona fede…) a mettere nel mirino una persona per una sua appartenenza, e addirittura si espongono a una generalizzata messa all’indice tutti coloro che (senza commettere reati) condividono quell’adesione, si apre una porta che conduce a esiti pericolosi e cupi.

Non si tratta di essere massoni: chi scrive, ad esempio, non lo è. Ma quando inizia una caccia alle streghe, quando si accendono roghi anche solo metaforici e simbolici, è bene vigilare e preoccuparsi. Oggi tocca a qualcuno, domani può toccare a qualcun altro. La ruota della criminalizzazione preventiva e della costruzione del mostro gira vorticosamente.

Esprimo un’opinione del tutto personale: la mia sensazione – e ciò rende le cose ancora più tristi e preoccupanti – è che nell’Italia del 2017 quella ruota del sospetto e della presunzione di colpevolezza giri ormai perfino in automatico, nell’inconsapevolezza o nella tragica sottovalutazione anche da parte di chi, di volta in volta, la muove e la maneggia".

https://danielecapezzone.wordpress.com/2017/03/02/oggi-due-questioni-gogna-e-massoneria-politicamente-corretto-e-polizia-del-linguaggio-giudittas-files-la-newsletter-di-daniele-capezzone-numero-199-2-marzo-2017/

E Il Sole 24 Ore a firma di  Roberto Galullo, in data 1 marzo 2017  scrive:
Nell’ambito dell’inchiesta sui rapporti tra mafie e massoneria, la Commissione parlamentare Antimafia, nella seduta odierna, ha deliberato all’unanimità il sequestro degli elenchi degli iscritti, dal 1990 a oggi, alle logge di Calabria e Sicilia delle associazioni massoniche: Grande Oriente d’Italia; Gran Loggia Regolare d’Italia; Serenissima Gran Loggia d’Italia; Gran Loggia d’Italia degli Antichi Liberi Accettati Muratori.

Il provvedimento è stato assunto in seguito alla mancata consegna degli elenchi più volte richiesti dalla Commissione.

Al fine di acquisire la documentazione necessaria, la Commissione ha delegato lo Scico della Guardia di Finanza di Roma a procedere alle perquisizioni delle sedi nazionali delle quattro associazioni.

Mentre lo Scico della Gdf di Roma è all’opera, dal Goi e dalle altre obbedienze massoniche ancora nessun commento.

Il Goi sarà stato senza dubbio sorpreso dalla notizia mentre a Casa Nathan, a Roma, parla di “massoneria come passione e nella storia d’Italia”. Presente il Gran Maestro Stefano Bisi. L’occasione è la presentazione del libro “Massoneria, un amore. #Etica, #cultura, #libertà” di Virgilio Gaito che fu Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia negli anni Novanta. Tra i relatori, Tiziana Parenti, già magistrato del pool di Mani Pulite ed ex presidente della Commissione parlamentare Antimafia. Parenti è autrice della prefazione del libro.

Stefano Bisi ha inserito sul sito del Goi questa dichiarazione: “Oggi è stata commessa una palese discriminazione nei confronti di una Istituzione libera e secolare come la Massoneria e c’è stata una grave violazione della democrazia e delle leggi dello Stato. Il sequestro degli elenchi dei liberi muratori del Grande Oriente d’Italia appartenenti alle logge di Calabria e Sicilia da parte della Commissione Antimafia presieduta dall’onorevole Rosy Bindi, è un atto arbitrario e intimidatorio. Quando il protagonismo politico, mascherato da indagine, prende il sopravvento si finisce per percorrere una strada che porta lontano dalla necessità di capire e che finisce per sconfinare nell’illegalità. Si fa solo del sensazionalismo che non serve ad altro che ad alimentare una ingiustificata ed intollerabile caccia all’uomo e che colpisce migliaia di cittadini perbene iscritti ad una nobile Istituzione. Chi ha riportato indietro le lancette della storia, arrivando a prendere provvedimenti che certi regimi in passato hanno attuato, si assuma oggi le proprie responsabilità. Sappia che noi massoni andremo sino in fondo a questa triste pagina che qualcuno ha voluto scrivere a tutti i costi e che abbiamo già denunciato l’illeceità dell’azione esercitata dalla Commissione. Il Grande Oriente d’Italia si tutelerà in tutte le sedi italiane ed europee perché non vengano intaccati i principi fondamentali del libero pensiero e non venga oscurata una grande fiamma che alimenta la Libertà nel nostro Paese. Uniti in catena, con grande forza, coraggio e orgoglio gridiamo ad alta voce: “Viva il Grande Oriente d’Italia”.

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