MATERNITÀ, IL SUO COSTO E IL RUOLO DELLE POLITICHE FAMILIARI CON VISITINPS SCHOLAR

Roma, 22 marzo 2017 - “VisitInps Scholars”, selezionati 31 studiosi su un totale di 78 domande, l’Inps apre oggi 22 marzo 2017 la seconda selezione. Attraverso questo programma l'INPS consente l’uso dei suoi database ai ricercatori nazionali e internazionali interessati a lavorare sulle tematiche previdenziali, definite dall’Istituto come “Aree strategiche”, trascorrendo un periodo di studio a Roma presso la sede dell'INPS. Un breve riassunto dei primi risultati di alcune delle ricerche con implicazioni rilevanti per la politica economica italiana avviate grazie al progetto VisitInps.

Sintesi dei primi risultati di una selezione di ricerche VisitINPS

Ricerca: Il costo della maternità e il ruolo delle politiche familiari
VisitINPS Scholar: Enrica Maria Martino, Università di Torino e Collegio Carlo Alberto


La ricerca analizza l’effetto della genitorialità sulle prospettive delle donne sul mercato del lavoro ed il ruolo delle politiche di sostegno alla genitorialità nell’influenzare le scelte familiari.
Nell’ambito della riforma del lavoro del 2012, sono state introdotte diverse misure con l’intento esplicito di “sostenere la genitorialità, promuovendo una cultura di maggiore condivisione dei compiti di cura dei figli all’interno della coppia e per favorire la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro”.
Questo studio fornisce una prima valutazione dell’introduzione del Bonus Infanzia, che consente alle madri di rinunciare al congedo parentale facoltativo, fino ad un massimo di 6 mesi, in cambio di un sussidio per le spese di baby-sitting o asilo nido.

La ricchezza dei dati amministrativi Inps, contenenti informazioni dettagliate sui lavoratori a livello mensile, consente di osservare il trend reddituale delle donne intorno alla nascita del figlio, stimando l’impatto dell’interruzione di carriera intorno alla nascita sul reddito da lavoro e sul salario nel medio-lungo periodo. L’introduzione del Bonus Infanzia nel 2012, inoltre, permette di stimare l’impatto causale della durata dell’interruzione lavorativa intorno alla nascita di un figlio sulle carriere delle madri (offerta di lavoro al margine, salario, caratteristiche del contratto) nel breve periodo.
I risultati preliminari suggeriscono una penalità reddituale intorno al 12% del reddito potenziale nel medio periodo. Per fare un esempio, ciò significa che ad uno stipendio medio intorno ai € 1600 prima della gravidanza corrisponde una riduzione di reddito di poco meno di €200 fino ad almeno 3 anni dopo la maternità. Il canale principale di questa penalità è la riduzione dell'offerta di lavoro: il 20% delle donne risulta non più occupata come lavoratrice dipendente a due anni dalla nascita del figlio, mentre fra le donne che mantengono il lavoro la probabilità di avere un contratto a tempo pieno si riduce del 15%. Anche l'incidenza dei contratti a tempo indeterminato si riduce significativamente, di circa il 10%.

La riduzione della durata del congedo parentale indotta dall’introduzione del Bonus Infanzia garantisce un reddito superiore dopo il termine del congedo di maternità obbligatorio.

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