PARCO DEI NEBRODI: RAFFICA DI AVVISI DI GARANZIA PER L’ATTENTATO AD ANTOCI

Sicilia: Raffica di avvisi di garanzia per l’attentato al Presidente del Parco dei Nebrodi. Antoci: fiducia nella giustizia ben riposta.
S.Agata Militello, 15 maggio 2017 – Ad un anno dall’attentato contro il Presidente del Parco dei Nebrodi Giuseppe Antoci, sembrano confermate le emissioni di avvisi di garanzia per più di dieci persone coinvolte, a vario titolo, in quanto accaduto la notte fra il 17 e il 18 di maggio, quando a seguito di un gravissimo attentato, Antoci e la sua scorta scamparono per un soffio ad un efferato agguato mafioso.
“Apprendo dagli organi di stampa che sono stati spiccati parecchi avvisi di garanzia emessi nei confronti di più di dieci persone che sarebbero coinvolte nel mio attentato. Ho sempre avuto grande fiducia nei magistrati e nelle forze dell’ordine che indagano con costanza e tenacia e avevo ragione dichiara Antoci” . L’ipotesi sarebbe quella di tentato omicidio per quanto accaduto la notte dell’attentato.

“E’ passato un anno da quella notte tremenda, non sarò mai più la stessa persona che ero fino al 17 maggio del 2016, non potrò più esserlo, la mia vita è cambiata come sono cambiate le mie notti, i miei sogni, le mie paure. Ma quando vedo i risultati che stiamo ottenendo nella lotta alla mafia attraverso il Protocollo di Legalità, quando vedo tanta gente che ci crede, quando vedo tanti giovani che mi dicono: “andiamo avanti”, allora, a quel punto, tutto diventa più chiaro e più sereno, come quando nel cielo si diradano le nuvole. Adesso le nuvole cominciano a diradarsi anche nelle indagini, spero che presto arrivi il Sole - conclude Antoci.

“Continua su più fronti l’impegno del governo e delle forze dell’ordine contro la mafia dei Nebrodi. I 14 avvisi di garanzia spiccati dalla Direzione investigativa antimafia di Messina, in relazione all’attentato al presidente del Parco dei Nebrodi Giuseppe Antoci, seguono l’istituzione nei giorni scorsi del Reparto speciale Cacciatori dei Carabinieri a Sigonella”. Lo dice il senatore del Pd Giuseppe Lumia, componente della Commissione parlamentare antimafia.

“Si tratta – aggiunge – di una mafia violenta, ricca e potente. Ha fatto bene l’esecutivo a non sottovalutarla. La notizia di oggi conferma che ci troviamo di fronte ad un’organizzazione spietata, capace di tutto, di fare affari grazie alle collusioni con il mondo dei colletti bianchi e di sparare”.
“L’attentato ad Antoci – prosegue Lumia – è stato un atto di sfida alle istituzioni. ‘È guerra e guerra sia’ fu l’espressione che usai all’indomani di quel fatto drammatico, che non è finito in tragedia solo grazie all’intervento del vice questore aggiunto Daniele Manganaro e agli assistenti capo Sebastiano Proto, Salvatore Santostefano e Tiziano Granata”.

“Da allora – continua – Antoci ha avuto la forza ed il coraggio di portare avanti la sua azione contro gli interessi della ‘mafia dei terreni’, a favore dello sviluppo sostenibile del territorio, della promozione delle tante aziende sane e del lavoro per i giovani. Lo ha fatto senza cadere in alcune provocazioni orchestrate per 'mascariare' e depistare”.
“All’indomani dell’attentato – conclude Lumia – oltre a chiedere l’individuazione e l’arresto dei responsabili nel più breve tempo possibile, chiesi anche la presenza del Reparto speciale dei Cacciatori dei Carabinieri e una più stringente aggressione ai patrimoni dei boss. Ringrazio per le pronte risposte date il governo, la magistratura e le forze dell’ordine”.

Commenti