Caro voli in rima: "Se in Sicilia vuoi tornare 800 euro devi pagare"

Festività in Sicilia è ormai sinonimo di caro voli. Anche quest’anno, tornare a casa per Pasqua sarà proibitivo per tantissimi emigrati. Da una rilevazione di Federconsumatori Sicilia, aggiornata al 18 marzo 2026, emerge il seguente quadro se si sceglie di partire il 2 o 3 aprile e tornare il 7: un volo di andata e ritorno con Ryanair da Milano verso Catania costa 407,39 €; per viaggiare da Torino 431,98€. Non migliora la situazione per chi ha necessità di atterrare all’aeroporto di Palermo: il volo costa 352,64 € da Bergamo e 410,15 euro da Verona €. Peggiora la situazione se si sceglie di volare con Ita Airways: 470,5 euro per un volo Milano-Palermo, 540,88 per la tratta Bologna Catania. 19 mar 2026 - Il fenomeno del caro voli, ormai strutturale nei periodi di alta domanda come le festività, continua a colpire in modo particolare la Sicilia, dove la mobilità dipende quasi esclusivamente dal trasporto aereo. La combinazione tra domanda concentrata in pochi giorni, offerta lim...

MIGRANTI, CAPO D'ORLANDO UNA REALTÀ AFFERMATA NELL'INTEGRAZIONE RICHIEDENTI ASILO

“Capo d'Orlando è stata antesignana in molte cose, anche nel campo dell'integrazione e dell'accoglienza. La cultura dell'ospitalità è principio fondante della comunità orlandina. La presenza e l'operatività dello Sprar in contrada Malvicino, con i suoi 36 posti riservati ai richiedenti asilo, sono esempi concreti di questo modo di concepire la solidarietà e l'integrazione. E su questa strada intendiamo proseguire con coerenza, determinazione e serenità”.

Capo d’Orlando, 27/07/2017 - E' la dichiarazione del Sindaco di Capo d'Orlando Franco Ingrillì a commento della nota inviata ieri alla Prefettura di Messina (che si allega al presente comunicato stampa). Relativamente al bando di gara con procedura aperta per l'affidamento del servizio di accoglienza ed assistenza di cittadini stranieri, il Comune di Capo d'Orlando ha fatto rilevare una differenza tra i posti previsti dal Piano Nazionale di ripartizione richiedenti asilo e rifiugiati e quelli inseriti nell'attuale sistema di accoglienza, che prevede l'arrivo di ulteriori 19 unità.
Considerando, però, che, nel gennaio 2017, la popolazione residente era di 13296 persone, nella nota inviata alla Prefettura, il Comune di Capo d'Orlando ha evidenziato il mancato rispetto dei criteri della clausola di salvaguardia di ripartizione, con il vincolo di accoglienza di 2,5 migranti ogni mille abitanti. E' stato infatti chiesto di prendere atto che, secondo il calcolo che fa riferimento alla clausola di salvaguardia, il dato non è +19 unità, bensì -2.

Con i 36 posti per richiedenti asilo dello Sprar, dunque, la quota stabilita nell'accordo con l'Anci è pienamente rispettata. Da qui la richiesta del Comune alla Prefettura di non effettuare aggiudicazioni di “accordi quadro”, né affidamenti di contratti d'appalto.

“Senza entrare nel merito dei problemi di adeguamento allo standard regionale ed alla vigente normativa sulla sicurezza da parte dell'immobile interessato all'accoglienza dei migranti, al Prefetto chiediamo solo di confermare quanto discusso e stabilito la scorsa settimana nella riunione con i Sindaci dei Nebrodi, con il rispetto della clausola di salvaguardia di ripartizione nei Comuni dove sono presenti Sprar – afferma il Sindaco Ingrillì. A Capo d'Orlando la Struttura per Richiedenti Asilo è operativa dal 2014, è una realtà affermata con la quale vogliamo proseguire il rapporto e l'azione rivolta all'integrazione. Tutto ciò a conferma di uno spirito d'accoglienza che non è frutto di interessi estemporanei, ma poggia su solide basi culturali che fanno parte della storia della nostra città. A questa storia facciamo sempre riferimento con coerenza ed orgoglio”.







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