Caro voli in rima: "Se in Sicilia vuoi tornare 800 euro devi pagare"

Festività in Sicilia è ormai sinonimo di caro voli. Anche quest’anno, tornare a casa per Pasqua sarà proibitivo per tantissimi emigrati. Da una rilevazione di Federconsumatori Sicilia, aggiornata al 18 marzo 2026, emerge il seguente quadro se si sceglie di partire il 2 o 3 aprile e tornare il 7: un volo di andata e ritorno con Ryanair da Milano verso Catania costa 407,39 €; per viaggiare da Torino 431,98€. Non migliora la situazione per chi ha necessità di atterrare all’aeroporto di Palermo: il volo costa 352,64 € da Bergamo e 410,15 euro da Verona €. Peggiora la situazione se si sceglie di volare con Ita Airways: 470,5 euro per un volo Milano-Palermo, 540,88 per la tratta Bologna Catania. 19 mar 2026 - Il fenomeno del caro voli, ormai strutturale nei periodi di alta domanda come le festività, continua a colpire in modo particolare la Sicilia, dove la mobilità dipende quasi esclusivamente dal trasporto aereo. La combinazione tra domanda concentrata in pochi giorni, offerta lim...

DONNA UCCISA A COLTELLATE DAL MARITO, LA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO CERCA UNA SCAPPATOIA

La vicenda è quella di Marianna Manduca, uccisa dal marito Saverio Nolfo, nel 2007 a coltellate, a Palagonia. La Corte d’Appello di Messina ha stabilito che ci fu dolo e colpa grave nell’inerzia dei magistrati. La Presidenza del Consiglio ha chiesto all'Avvocatura generale dello Stato di valutare ogni possibile soluzione per una definizione consensuale della vicenda giudiziaria, nell'interesse dei familiari della donna uccisa.  

3 Agosto 2017 - La Presidenza del Consiglio ha chiesto all'Avvocatura generale dello Stato di valutare ogni possibile soluzione, compresa la ricerca di una definizione consensuale della vicenda giudiziaria di Marianna Manduca, la donna uccisa dal marito nel 2007 a Palagonia, fino ad arrivare anche alla ipotesi della desistenza da qualsiasi azione giudiziaria, nel rispetto della legge e tenendo conto dell'interesse dei familiari della donna. La vicenda è quella di Marianna Manduca, uccisa dal marito Saverio Nolfo, nel 2007 a coltellate. La Corte d’Appello di Messina ha stabilito che ci fu dolo e colpa grave nell’inerzia dei magistrati che, dopo i primi segnali di violenza da parte del marito, non trovarono il modo di fermarlo, malgrado le le molteplici e reiterate denunce da parte della Manduca, che  il 27 settembre 2006 denunciava il marito tossicodipendente per maltrattamenti. Il 10 ottobre 2006 la Manduca chiedeva la separazione dal marito violento. Le altre querele seguivano in data 12 ottobre; il 14 ottobre, il 7 novembre, quando aggrediva la donna cagionandole lesioni.
Per tale stesso episodio - però - il marito querelava a sua volta la Manduca asserendo di essere stato aggredito dalla moglie e dai suoi genitori, subendo lesioni.

Il Tribunale riconosce in torto la moglie. Peraltro il Sert afferma che l'uomo non è tossicodipendente, mentre una perizia esclude patologie psichiatriche, i figli vengono affidati al padre.

In data 4,15,16,17 gennaio 2007 e successivamente il 4 marzo 2007 Marianna Manduca sporge querela contro il marito che non le fa vedere i bambini. La Manduca, altresì, accusa il marito di avere gettato in strada tutte le sue cose, di averle pure dato uno schiaffo. Il 20 marzo il marito restituisce la a Marianna per avere danneggiato la porta della mia casa ed avere tentao di investirlo con l'auto. Poi accuse di calci e pugni, quindi il 3 settembre, nelle querele della moglie compare un coltello: mio marito lo ha estratto con aria di sfida e ci si è pulito le unghie, mi sento minacciata.
Il 4 ottobre 2007 Saverio Nolfo uccide a coltellate la moglie Marianna Manduca che lascia tre figli.

Carmelo Calì, un lontano parente che vive lontano decide di adottare i tre figli della Manduca e tramite i suoi avvocati chiede un risarcimento, poiché la morte sarebbe stata la conseguenza dell'immobilismo dei magistrati che non hanno arrestato Saverio Nolfo, non hanno disposto una perquisizione che avrebbe consentito di sequestrare il coltello.
Il Tribunale, però, non accoglie le argomentazioni del Calì, anche perchè sulla base dei reati denunciati da Marianna Manduca non erano previsto l'arresto; Nolfo era stato dichiarato sano di mente e sarebbe stato arbitrario e impossibile disporre il Tso o il ricovero in ospedale psichiatrico. La perquisizione avrebbe potuto fare individuare il coltello con cui Nolfo ha ammazzato la moglie? Mancano le prove che l’arma del delitto sia stata proprio il coltello cui la Manduca fa riferimento nelle querele del 2 giugno e del 3 settembre 2007.

Intanto è stato messo on line il nuovo bando di finanziamento dei progetti volti alla prevenzione e al contrasto alla violenza alle donne, anche in attuazione della convenzione di Istanbul.
Il bando, che finanzierà progetti per 10 milioni di euro, permetterà di supportare attività di sensibilizzazioni rispetto a sei aree d’intervento: donne migranti e rifugiate, inserimento lavorativo delle donne vittime di violenza, supporto alle donne detenute che hanno subito violenza, programmi di trattamento di uomini maltrattanti, supporto e protezione delle donne sottoposte anche a violenza “economica” e progetti di sensibilizzazione, prevenzione e educazione.

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NEBRODI E DINTORNI
Supplemento alla testata giornalistica 'Il Parco dei Nebrodi'
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