Divario digitale dal Mezzogiorno alla Sicilia, un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale

  DIVARIO DIGITALE: SICILIA INDIETRO ANTOCI APRE IL CASO A BRUXELLES. Antoci: “Senza interventi concreti, Sicilia e Mezzogiorno rischiano di restare indietro anche nell’istruzione digitale.” Strasburgo, 29 aprile 2026 – Il persistente divario digitale tra le regioni italiane, con particolare riferimento al Mezzogiorno e alla Sicilia, continua a rappresentare un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale, incidendo in modo diretto anche sul sistema scolastico e sulle opportunità delle nuove generazioni. Per questo l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea, chiedendo una valutazione aggiornata del fenomeno e misure concrete per ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle tecnologie digitali e all’istruzione. “Secondo i dati più recenti – dichiara Antoci – l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi europei sulle competenze digitali di base. Una situazione che diventa ancora più critica nel...

DROGA & MAFIA, 23 ARRESTI A CATANIA, SEQUESTRATI CIRCA 39 KG. DI HASHISH, 48 DI MARIJUANA E 4,5 DI COCAINA

Sequestrati per pagare la droga della mafia, 23 arresti a Catania. Sequestrati circa 39 chili di hashish, 48 di marijuana e 4,5 di cocaina. Il gruppo agiva con la protezione del clan Cappello – Bonaccorsi ed era in grado di gestire vendite e acquisti di notevoli quantitativi di sostanze stupefacenti. I rifornendosi provenivano da esponenti della criminalità organizzata di Gioia Tauro rivendendo la droga agli spacciatori di Catania, Palermo e Siracusa. Alle operazioni hanno partecipato equipaggi del Reparto prevenzione crimine Sicilia Orientale e personale delle Squadre mobili di Palermo, Messina e Cosenza.

5 ottobre 2017 - Sono 23 le misure cautelari notificate ad altrettante persone al termine dell’operazione “Double track” condotta dagli investigatori della Squadra mobile di Catania su delega della locale Procura distrettuale antimafia.
Gli indagati sono accusati, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata al traffico e spaccio di sostanze stupefacenti (cocaina, hashish e marijuana) e detenzione ai fini di spaccio, con l’aggravante di avere commesso il fatto agendo con il metodo mafioso e al fine di agevolare le attività dell’associazione mafiosa riferibile al clan mafioso Cappello - Bonaccorsi.
Gli arrestati sono: Domenico Cristian Santonocito, di 29 anni; Nunzio Davide Scrivano, di 21; Giuseppe Treccarichi Scauzzo, di 52; Francesco Pellegriti, di 58; Pietro Privitera, di 39, che era sottoposto alla misura alternativa alla detenzione dell'affidamento in prova ai servizi sociali, arrestato a Messina; Marco Perna, di 43, che era agli arresti domiciliari per altra causa, arrestato a Cosenza; Filippo Beninato, di 27; Daniele Mirco Pucci, di 33, arrestato a Cosenza. 
L’indagine, che si è sviluppata tra l’ottobre 2014 e l’aprile 2016, ha portato ad individuare l’attività di diverse organizzazioni criminali specializzate nel narcotraffico e attive in alcuni quartieri catanesi e della provincia. L’attività investigativa ha evidenziato anche alcuni particolari relativi al modus operandi dei criminali che, in alcuni casi, arrivavano a sequestrare gli acquirenti che non pagavano la droga acquistata.
Nel corso delle indagini sono stati sequestrati circa 39 chili di hashish, 48 di marijuana e 4,5 di cocaina.
In carcere i provvedimenti restrittivi sono stati notificati a: 
Consolato Salvatore Coppola, di 49 anni; 
Francesco Troina, di 46; 
Gregorio e Giuseppe Cacciola, rispettivamente di 59 e 21 anni, padre e figlio; 
Giosafatte Giuseppe Elia, di 43; 
Pasquale Francavilla, di 42; 
Simone Guglielmino, di 24; 
Antonino Ivano Santangelo di 28. 
Agli arresti domiciliari sono finiti Mattea Barbera e Ramona Santa Boncaldo, madre e figlia, rispettivamente di 44 e 26 anni anni; Gabriele Lo Pinto, di 34, Rocco Tutone, di 29, e Manuel D'Antoni, di 29, tutti e tre bloccati a Palermo. Arresti domiciliari anche per altri due palermitani, Fabio Comito, di 38 anni, che era già detenuto, e per Onofrio Lo Nigro, di 44.
Il gruppo, che agiva con la protezione del clan Cappello – Bonaccorsi, era in grado di gestire vendite e acquisti di notevoli quantitativi di sostanze stupefacenti, rifornendosi da esponenti della criminalità organizzata calabrese operativa nella piana di Gioia Tauro (Reggio Calabria), e rivendendo la droga agli spacciatori di Catania, Palermo e Siracusa.
Alle fasi conclusive dell’operazione hanno partecipato equipaggi del Reparto prevenzione crimine Sicilia Orientale e personale delle Squadre mobili di Palermo, Messina e Cosenza.

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