Niscemi non è in cartografia geologica, una radiografia del territorio

Niscemi  non in cartografia geologica.   L’Italia ha una Cartografia Geologica moderna ferma al 50%.  La Carta è ferma perchè non ci sono mai coperture finanziarie stabili e continue. L’Italia è dotata di una vecchia Cartografia Geologica addirittura su scala da 1:100.000. Niscemi   non rientra in questa Cartografia Geologica che va completata. Dunque il 50% del territorio nazionale è ancora privo di una Cartografia Geologica Moderna. 30/01/2026 -  Rodolfo Carosi   – Docente Dipartimento Scienze della Terra – Università di Torino e Presidente della Società Geologica Italiana: " In Italia alcune delle zone critiche importanti non sono coperte dalla Cartografia Geologica alla scala  1:50.000, che è come la radiografia del corpo umano. Questo significa che queste aree non sono sufficientemente coperte da una conoscenza geologica approfondita. La Carta è ferma perchè non ci sono mai coperture finanziarie stabili e continue, permanenti ed annuali. L’It...

LA COMUNICAZIONE È DI SINISTRA, RIPRENDIAMOCELA

4 ottobre 2017 - Dal 1994 a oggi, uno dei più rilevanti risultati egemonici della destra berlusconiana è stato la presa di possesso del concetto di “comunicazione”. Cioè far pensare naturalmente a chiunque sia a sinistra che la comunicazione non è una cosa che riguarda i suoi valori, e che è invece uno strumento naturaliter di destra, come dichiarò Bobbio a proposito della tv.
Di sicuro furono novità sconvolgenti: l’universo televisivo che si fa partito, il conseguente trionfo elettorale di Forza Italia. Tuttavia il risultato andò oltre l’evento politico. Fu allora che uno strumento della modernità, quello dei media di massa, si trasformò agli occhi della sinistra in un linguaggio specifico del liberismo e dell’anti socialità. Da lì in poi, comunicare significava Berlusconi. Mentre la sinistra – e s’inaugurò così lo stigma ancora oggi imperante – “non sa comunicare”. Fu un esproprio. E riuscì alla perfezione.
Quante volte oggi sentiamo dire “è comunicazione” per bollare l’inconsistenza di un annuncio politico? Dovrebbe bastarci dire “è una bugia”, e mantenere così in mani democratiche il valore del comunicare che, non dimentichiamolo, viene dal latino, vuol dire “mettere in comune”. In quell’antica accezione, il termine comunicare si addiceva a oggetti consistenti, al pane, a cose concrete che passavano di mano in mano.

Oggi la sinistra vive invece un sostanziale scacco mediatico. Da un lato è ormai certa che comunicare sia in sé falsificare, dall’altro le è moralmente impedito prendere possesso del tema e spesso subisce l’altrui aggressività. Tuttavia, in paesi che questo esproprio l’hanno impedito – non è un bene comune, la comunicazione? – gli schieramenti di progresso hanno utilizzato i media parlando un proprio linguaggio, diffondendo i propri valori, senza camuffarsi, senza restringere la propria idea di comunicazione alle fotogenie o alla scelta dei look.
Si tratta di recuperare temi basilari, bandiere valoriali. E tradurle in un’epica nuova. In tempi di polemica nostrana sui diritti di cittadinanza, per esempio, la campagna “Together” firmata a suo tempo da Bernie Sanders è un modello: ecco come anche un concetto già noto – l’uguaglianza – può diventare urgente, coinvolgente e diremmo anche – guardando alle timidezze di casa nostra – persino sfrontato. Semplicemente, usando il brano di un comizio.

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