Divario digitale dal Mezzogiorno alla Sicilia, un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale

  DIVARIO DIGITALE: SICILIA INDIETRO ANTOCI APRE IL CASO A BRUXELLES. Antoci: “Senza interventi concreti, Sicilia e Mezzogiorno rischiano di restare indietro anche nell’istruzione digitale.” Strasburgo, 29 aprile 2026 – Il persistente divario digitale tra le regioni italiane, con particolare riferimento al Mezzogiorno e alla Sicilia, continua a rappresentare un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale, incidendo in modo diretto anche sul sistema scolastico e sulle opportunità delle nuove generazioni. Per questo l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea, chiedendo una valutazione aggiornata del fenomeno e misure concrete per ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle tecnologie digitali e all’istruzione. “Secondo i dati più recenti – dichiara Antoci – l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi europei sulle competenze digitali di base. Una situazione che diventa ancora più critica nel...

FAKE NEWS, DI MAIO (M5S): “NON HO POTUTO NÉ INVOCARE L’IMMUNITÀ, NÉ RINUNCIARVI”

07/12/2017 - Luigi Di Maio: “A proposito di fake news: alcuni giornali continuano a sostenere che io mi sia avvalso dell’immunità parlamentare per sfuggire alle querele di un gruppo di giornalisti. È falso. Abbiamo sempre detto che i portavoce del MoVimento 5 Stelle non utilizzano l’immunità prevista per i parlamentari e così è. In merito alla querela ricevuta, e archiviata dal gip di Roma, i fatti sono i seguenti:
non mi è stata notificata alcuna querela, ma solo una richiesta di nomina di difensore;
la Procura non mi ha mai contestato alcun reato;
non mi è stato mai notificato il decreto di archiviazione e non ho mai avuto accesso agli atti.
Dunque non ho potuto né invocare l’immunità, né rinunciarvi.
Il giudice che ha archiviato ha evidentemente ritenuto applicabile il diritto di critica, riconosciuto a tutti i cittadini.
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06/12/2017 - Si è insediato questa mattina, in Viminale,il Centro di coordinamento delle attività di monitoraggio, analisi e scambio permanente di informazioni sul
fenomeno degli atti intimidatori nei confronti dei giornalisti.
Al tavolo, presieduto dal ministro dell'Interno, Marco Minniti, hanno partecipato il capo della Polizia, Franco Gabrielli, il presidente e il segretario dell'Ordine nazionale dei giornalisti, Carlo Verna e Guido D'Ubaldo il segretario generale e il presidente della Federazione nazionale della stampa italiana, Raffaele Lorusso e Giuseppe Giulietti.
Il Centro di coordinamento per la sicurezza dei giornalisti, primo esempio in campo europeo, nasce con lo scopo di monitorare il fenomeno delle minacce ai cronisti e mettere a punto le necessarie misure di tutela, garantendo operatività immediata nei casi di minaccia, valutando i singoli episodi e disponendo le adeguate misure di tutela a garanzia del diritto dei cittadini ad essere informati.
Nel corso della riunione sono stati anche analizzati gli ultimi dati relativi agli atti intimidatori contro gli operatori dell'informazione: sono 19 i dispositivi di protezione nei confronti di giornalisti e 167 le misure di vigilanza adottate a tutela di rappresentanti degli organi di informazione. 90 gli episodi di intimidazione registrati tra il 1 gennaio e il 31 ottobre 2017.
Successivamente il Coordinamento degli enti della categoria (Ordine, Fnsi, Inpgi e Casagit) è stato ricevuto a Palazzo Chigi dal Presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni.
Nel corso dell’incontro, in cui si è parlato principalmente di precariato e minacce ai giornalisti, il presidente dell’Ordine nazionale Carlo Verna ha puntato l’attenzione sulla necessità di definire dei criteri per ‘certificare’ lo status di giornalista minacciato. “Noi non siamo preposti a valutare la presunzione di reato. Noi abbiamo il dovere di difendere la libertà di stampa e quindi dobbiamo tutelare il collega che dice di essere minacciato. Sta a forze dell’ordine e magistratura valutare se la minaccia è reale”.
“Garantiremo la scorta mediatica – ha aggiunto il segretario D’Ubaldo - a chi si fa carico del diritto del cittadino ad essere informato”.

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