Divario digitale dal Mezzogiorno alla Sicilia, un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale

  DIVARIO DIGITALE: SICILIA INDIETRO ANTOCI APRE IL CASO A BRUXELLES. Antoci: “Senza interventi concreti, Sicilia e Mezzogiorno rischiano di restare indietro anche nell’istruzione digitale.” Strasburgo, 29 aprile 2026 – Il persistente divario digitale tra le regioni italiane, con particolare riferimento al Mezzogiorno e alla Sicilia, continua a rappresentare un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale, incidendo in modo diretto anche sul sistema scolastico e sulle opportunità delle nuove generazioni. Per questo l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea, chiedendo una valutazione aggiornata del fenomeno e misure concrete per ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle tecnologie digitali e all’istruzione. “Secondo i dati più recenti – dichiara Antoci – l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi europei sulle competenze digitali di base. Una situazione che diventa ancora più critica nel...

UCCIDEVA MALATI TERMINALI SULL'AMBULANZA PER ‘VENDERNE’ I FUNERALI ALLA MAFIA

'Ambulanza della morte', un arresto a Biancavilla. Uccideva anziani malati terminali sull'ambulanza per ‘venderne’ i funerali. I malati terminali sarebbero stati uccisi durante il trasporto con un'ambulanza durante il tragitto dall’ospedale. Biancavilla, in provincia di Catania, è il teatro dell’attività criminale. Accusato del terribile gesto è Davide Garofalo, 42 anni, arrestato dai carabinieri. Gli omicidi risalgono al 2012. Al momento della consegna della salma ai familiari, veniva giustificato il decesso durante il trasporto con cause naturali. I barellieri incrementavano così le loro entrate, svolgendo pure il servizio di trasporto e vestizione dei defunti. Tra i 200 e i 300 euro il compenso percepito.

Catania, 21/12/2017 - Uccideva anziane sull'ambulanza per ottenere i funerali. I malati terminali sarebbero stati uccisi durante il trasporto con un'ambulanza durante il tragitto dall’ospedale, a Biancavilla, in provincia di Catania. Accusato del terribile gesto è Davide Garofalo, 42 anni, ora arrestato dai carabinieri, su ordine della Procura di Catania, in seguito alle indagini dei Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Paternò. Garofalo è accusato di avere ucciso 3 anziani malati terminali con l’aggravante di aver agevolato le attività illecite del clan “Mazzaglia-Toscano- Tomasello” di Biancavilla, e del clan “Santangelo” di Adrano.

Secondo le dichiarazioni di alcuni testimoni e parenti delle vittime, i malati sarebbero stati uccisi durante il trasporto dall’ospedale con l'ambulanza. Garofalo, infermiere addetto ai trasporti, secondo l’accusa iniettava aria nelle vene delle vittime, provocando la morte per embolia gassosa. Le prime rivelazioni furono quelle di un 'pentito' in un'intervista a 'Le Iene'. Il pentito si era poi recato in Procura per riferire i fatti a sua conoscenza. I Carabinieri della compagnia di Paternò, su delega dei magistrati della Dda etnea, hanno acquisito cartelle cliniche nell'ospedale.
A Garofalo viene pure contestata l’aggravante della crudeltà verso i pazienti, per avere agito in circostanze di tempo e di luogo tali da ostacolare la pubblica e privata difesa. Viene contestata inoltre l’aggravante di aver commesso il fatto con abuso di prestazione d’opera.

"L'Ambulanza della morte", come è stata denominata l'operazione, era il 'luogo' dove Davide Garofalo, 42 anni, ammazzava i malati terminali iniettando loro aria nel sangue. Quindi 'vendeva' le spoglie ad agenzie di onoranze funebri 'amiche', per somme variabili dai 200 ai 300 euro. L''Ambulanza della morte' ha impegnato per mesi la Procura di Catania che aveva aperto un'inchiesta per omicidio, dopo le rivelazioni di un collaboratore di giustizia, che accusa la mafia locale di avere avuto un ruolo nella vicenda. I casi sarebbero iniziati nel 2012, all'insaputa dei medici dell'ospedale e del personale sanitario.
"La gente non moriva per mano di Dio", spiegò allora il collaboratore, ma per "guadagnare 300 euro, invece di 30 o 50". Secondo la sua ricostruzione, il malato terminale tornava a casa "siccome era in agonia e sarebbe deceduto lo stesso, gli iniettavano dell'aria con l'agocannula nel sangue, e il malato moriva per embolia", così i familiari non se ne accorgevano.

Sarebbero oltre 50 i casi su cui indaga ora la Procura distrettuale di Catania, decessi avvenuti tra il 2012 e il 2016. Una decina, secondo i Carabinieri, hanno "una maggiore pregnanza", ma soltanto 3 sono al momento i decessi portati all'attenzione del Gip che ha emesso l'ordinanza di custodia cautelare in carcere, come ha fatto sapere il procuratore aggiunto Francesco Puleio.

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