Caro voli in rima: "Se in Sicilia vuoi tornare 800 euro devi pagare"

Festività in Sicilia è ormai sinonimo di caro voli. Anche quest’anno, tornare a casa per Pasqua sarà proibitivo per tantissimi emigrati. Da una rilevazione di Federconsumatori Sicilia, aggiornata al 18 marzo 2026, emerge il seguente quadro se si sceglie di partire il 2 o 3 aprile e tornare il 7: un volo di andata e ritorno con Ryanair da Milano verso Catania costa 407,39 €; per viaggiare da Torino 431,98€. Non migliora la situazione per chi ha necessità di atterrare all’aeroporto di Palermo: il volo costa 352,64 € da Bergamo e 410,15 euro da Verona €. Peggiora la situazione se si sceglie di volare con Ita Airways: 470,5 euro per un volo Milano-Palermo, 540,88 per la tratta Bologna Catania. 19 mar 2026 - Il fenomeno del caro voli, ormai strutturale nei periodi di alta domanda come le festività, continua a colpire in modo particolare la Sicilia, dove la mobilità dipende quasi esclusivamente dal trasporto aereo. La combinazione tra domanda concentrata in pochi giorni, offerta lim...

GIORNATA UNIVERSALE DEL BAMBINO, DALLA PARTE DEI SENZA VOCE

Gruppo Pari Opportunità di CMdB ricorda e celebra il 20 Novembre la Giornata universale del bambino, dei diritti dell'infanzia e dell'adolescenza

Messina, 19/11/2018 - Il gruppo Pari Opportunità di CMdB ricorda e celebra il 20 Novembre la Giornata universale del bambino, dei diritti dell'infanzia e dell'adolescenza, con la quale l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite riunì nel 1954 i paesi membri attorno all'imprescindibile tema della tutela del benessere dei bambini, trasversalmente riconosciuto come valore comune e fondamentale di ogni società. La Giornata è stata dedicata, fin dalla sua assegnazione, ad attività di promozione, campagne di informazione, dibattiti e progetti concreti legati al riconoscimento e soprattutto, al mantenimento, di diritti elementari, ancora oggi marginalmente applicati su scala mondiale: il diritto alla vita, alla salute, all’istruzione e al gioco, il diritto alla famiglia, alla protezione dalla violenza, alla non discriminazione e all’ascolto.

Cinquant'anni dopo, Ong e associazioni nazionali e sovranazionali, come Save the children, Unicef e SOS Villaggi dei bambini, presentano report ed illustrano dati allarmanti circa la condizione dei bambini, anche quando raffrontanti a paesi ricchi e democratici: nel mondo infatti, sono 220 milioni che crescono senza l'affetto dei genitori o sono a rischio di perderlo mentre in Italia sono 91000 le vittime di maltrattamenti, un milione e trecento quelli che vivono in povertà, oltre la metà non legge un libro, quasi uno su tre non usa Internet e più del 40% non fa sport. Numeri che danno l'idea di quanto il bambino e l'adolescente siano in fondo, sovraesposti a fenomeni sociali estremi di privazione economica, violenza, discriminazione.

A sostegno di quest'analisi concorrono anche quelle statistiche che descrivono il grado di resilienza dei giovanissimi in materia d'apprendimento:
chi riesce ad ottenere ottimi rendimenti a scuola provenendo da situazioni famigliari svantaggiate, risulta proporzionalmente incentivato dalla presenza di servizi e spazi appositi facilmente fruibili nel proprio territorio. Se al Nord, quindi, più di un minore su 3 risulta "resiliente", al Centro la situazione si assesta tra il 20 e il 30% mentre al Sud precipita con punte al di sotto dell'uno su cinque.

Le sperequazioni culturali e sociali del nostro paese, pertanto, possono essere raccontate proprio a partire dai più giovani, terminali sensibili e spesso non rappresentati, di disagi e problematiche universali.

Anche per questo, considerando il particolare periodo storico in corso, ci appaiono grottescamente paradossali e purtroppo, pericolosi, quei tentavi di minare le già fragili conquiste di diritto a tutela dei minori, che sono state fatte finora:
il DdL Pillon che mette in discussione la voce del bambino, introducendo l'aberrazione antiscientifica della Pas (Sindrome da Alienazione Parentale) e ne distrugge la stabilità trattandolo non come individuo, ma campo di battaglia e spartizione fra genitori concorrenti, è paradigma di una politica profondamente avversa ai più piccoli e indifesi.
In continuità con simile involuzione, arriva proprio in questi giorni la notizia della riduzione del congedo parentale da parte del governo giallo-verde, a riprova che se qualcuno pensava che con il DdL Pillon sarebbe stato maggiore il protagonismo dei padri, si sbagliava: il diritto dei bambini a godere appieno anche della genitorialità e delle cure paterne viene notevolmente limitato, in favore di una visione della famiglia nuovamente sbilanciata in termini di carichi di responsabilità, compiti, incombenze e di conseguenze, ruoli, tempi, prospettive.

Per questo, come gruppo Pari Opportunità riteniamo quanto più necessario schierarci dalla parte dei senza voce, frammentati volti del nostro futuro e chiedere con maggior forza che l'infanzia e l'adolescenza siano protette dagli interessi degli adulti, perché sacra e precaria è l'età della formazione etica, culturale e sociale della persona e nostro dovere difenderla sempre.
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«LA PACE, FILASTROCCA CHE PIACE»
di Mimmo Mòllica
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