Caro voli in rima: "Se in Sicilia vuoi tornare 800 euro devi pagare"

Festività in Sicilia è ormai sinonimo di caro voli. Anche quest’anno, tornare a casa per Pasqua sarà proibitivo per tantissimi emigrati. Da una rilevazione di Federconsumatori Sicilia, aggiornata al 18 marzo 2026, emerge il seguente quadro se si sceglie di partire il 2 o 3 aprile e tornare il 7: un volo di andata e ritorno con Ryanair da Milano verso Catania costa 407,39 €; per viaggiare da Torino 431,98€. Non migliora la situazione per chi ha necessità di atterrare all’aeroporto di Palermo: il volo costa 352,64 € da Bergamo e 410,15 euro da Verona €. Peggiora la situazione se si sceglie di volare con Ita Airways: 470,5 euro per un volo Milano-Palermo, 540,88 per la tratta Bologna Catania. 19 mar 2026 - Il fenomeno del caro voli, ormai strutturale nei periodi di alta domanda come le festività, continua a colpire in modo particolare la Sicilia, dove la mobilità dipende quasi esclusivamente dal trasporto aereo. La combinazione tra domanda concentrata in pochi giorni, offerta lim...

CIALOMA. IN UN CANTO DI PESCA UN GERGO ANGLO-SICULO DAVVERO INCOMPRENSIBILE


Cialoma è un canto di mare, probabilmente da shalom 'pace' o forse dall'arabo kelum 'vela' o 'viaggio'. Tra il XVIII e l’inizio del XIX secolo la Corte borbonica di Napoli fu costretta a cercare riparo in Sicilia. Si spiega così il formarsi di un gergo siculo-partenopeo

29/12/2018 - Quando fra il cadere del secolo XVIII e l’inizio del XIX, l’Europa intera era scossa dalle conseguenze della Rivoluzione francese e dalle guerre napoleoniche, quando la Corte borbonica di Napoli per due volte fu costretta a cercar riparo in Sicilia, la flotta inglese incrociò lungamente nei mari dell’Isola, anzi in questi mari fu costretta a trascorrere anni.
Lontana dalle sue basi di raddobbo, essa si vide obbligata a ricorrere all’arruolamento di marinai siciliani; onde venne a formarsi un curioso gergo anglo-siculo, specialmente pei canti di lavoro, che oggi ci riesce incomprensibile. A tale gergo appartiene certo il presente canto, intorno al quale molto mi affaticai, finché un colto ufficiale di marina mi diede la spiegazione che ora ho riferito. (A. Favara)

Cialoma quannu si isa la vela *
(in navi a vela inglesi)

O ringo ringo cunuè,
sciaviravi ringa sciaviravi nè
câ lu nivuru ‘n teni re.Iu mi partu d’a me terra
io mi vadu a dispaccià.

Tirulè, lè, lè,
Pappagallo tocca ‘n pè.
Lo pollaro i verencelli,
lo pollaro i vroncò.

Vittoria, vittoria,
Sciaviravirà bombò, oh, oh!
Vittoria, vittoria,
Sciaviravirà bombò!

Ai bini volli dei.
Urrà! Rancicò!
O rancicò, o pullierù,
là là là là là là là là là.

Ai cheme orcicò,
ai cheme grasse ven.
O gersù, ai che me grasse ven .
O gersù!

Vittoria, vittoria,
Sciaviravira bombò, oh, oh!
Vittoria, vittoria,
Sciaviravira bombò!
Tra il 1875 e il 1880, la scoperta di rigogliosi banchi di corallo nello smeraldino mare di Sciacca e di Trapani attrasse in quegli anni una moltitudine di barche provenienti da Napoli (in particolare), dove la pesca e la trasformazione del corallo venivano praticate già da tempo. Questo spiega il formarsi di un gergo siculo-partenopeo, che in questo canto può dirsi davvero esemplare. (A. Favara) **

* Cialoma: probabilmente da shalom, formula di saluto in ebraico per dire 'pace'; ovvero dall'arabo kelum (إِبْحَار), che può significare vela ma pure viaggio.
** Corpus di musiche popolari siciliane / Alberto Favara ; a cura di Ottavio Tiby , 2

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