LA LEGGENDA DI COLAPESCE, FILASTROCCA MODERNA DI UN’ANTICA LEGGENDA

«La leggenda di Colapesce» di Mimmo Mòllica, filastrocca moderna di un’antica leggenda. Mòllica ha riscritto in versi e strofe, in lingua italiana, la leggenda del ragazzo di Messina, figlio del mare di Sicilia bella. I suoi segreti e il mare come amico, gli abissi oscuri e i fantasmi dell’inconscio

07/12/2018 - «La leggenda di Colapesce» di Mimmo Mòllica è la filastrocca moderna di un’antica leggenda. “Dramma collettivo di questo mondo che a loro indubbiamente doveva sembrar cattivo e cominciarono a pensare nel loro grande mare Com'è profondo il mare”. Era chiamato Cola Pesce "uomo veramente degno di cui si maraviglino gli huomini in tutti i secoli. Costui lasciando quasi la compagnia de gli huomini si viveva tra' pesci del mare di Messina, e perché ei non poteva star molto tempo fuori dell'acqua, però egli s'acquistò il cognome di pesce".

Gli abissi oscuri a volte sono in noi, fantasmi dell’inconscio e del pensiero, figli della paura, quando smarriamo la rotta ed il sentiero. Il mistero più grande della Terra è regolare il clima del Pianeta, stemperando le emissioni di gas serra, ma l’uomo pensa solo alla moneta.
«Certo, chi comanda non è disposto a fare distinzioni poetiche. Il pensiero, come l'oceano, non lo puoi bloccare, non lo puoi recintare. Così stanno bruciando il mare. Così stanno uccidendo il mare. Così stanno umiliando il mare. Così stanno piegando il mare». (Lucio Dalla, Com'è profondo il mare).
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LA LEGGENDA DI COLAPESCE
di Mimmo Mòllica
Filastrocca moderna di un’antica leggenda
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