Case rifugio per le vittime di violenza: la Convenzione sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne

Le Case rifugio e le strutture residenziali non specializzate per le vittime di violenza. La Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne e contro la violenza domestica (Istanbul, 2011) prevede che gli Stati aderenti predispongano “servizi specializzati di supporto immediato, nel breve e lungo periodo, per ogni vittima di un qualsiasi atto di violenza che rientra nel campo di applicazione” della Convenzione. A partire dalla ratifica in Italia della suddetta Convenzione i Piani nazionali contro la violenza hanno segnato un importante cambio di passo nella conoscenza del sistema della protezione delle donne vittime di violenza. L’Istat ha iniziato dal 2017 a rilevare dati sul Sistema della Protezione delle donne vittime di violenza. Nel 2018 sono state avviate le Indagini sulle prestazioni ed erogazioni dei servizi offerti dai Centri antiviolenza e analoga rilevazione sulle Case rifugio, nel 2020 è stata realizzata la rilevazione statisti...

ORAZIO STRANO DAL NASTRO MAGNETICO ALLE BANCARELLE DI TUTTA LA SICILIA

31/12/2018 - Orazio Strano è "l’arte del cantastorie". Nato a Riposto, in provincia di Catania, il 19 settembre 1904, Orazio Strano è stato e rimane il caposcuola dei cantastorie della Sicilia, sicuramente il più famoso assieme a Ciccio Busacca. Girava la Sicilia con il suo cartellone e la chitarra che lo resero leggendario. La sua voce, ricca di pathos, era inconfondibile, bella e assai gradevole. Nonostante fosse costretto in carrozzina, Orazio Strano, si spostava di città in paese per portare le sue storie nelle piazze della Sicilia, dove era atteso come una star, esibendosi seduto sulla sua carrozzella, inseparabile come la sua chitarra.
Orazio Strano fu eletto “Trovatore d’Italia” alle Sagre dei Cantastorie del 1960 e del 1962, organizzate dall'Associazione Italiana Cantastorie Ambulanti (AICA). La storia di Salvatore Giuliano era sicuramente la ballata più conosciuta e richiesta del suo repertorio, il suo cavallo di battaglia, un’opera d’arte tutt’oggi inimitata e struggente, il cui testo appartiene al grande poeta dialettale Turiddu Bella.
Orazio Strano eseguì la ballata per la prima volta a Montelepre, in provincia di Palermo, quando il bandito Salvatore Giuliano era ancora in vita, prima che venisse assassinato. Prima però pregò il cantastorie Giacomo Saso di Trabia (Pa) di parlare con il padre di Salvatore Giuliano, perché gli accordasse il permesso di cantarla. E lo ottenne. Il padre di Giuliano si dimostrò compiaciuto e onorato per tale delicato comportamento, ma pure per la fama che una simile ballata conferiva al figlio, al punto che volle farlo esibire proprio sotto casa, nel tratto di strada antistante l’abitazione del bandito, suo figlio.

Il repertorio di Orazio Strano era – tuttavia – ben più vasto e ricco di argomenti e vicende che spaziavano da fatti di cronaca realmente accaduti a macchiette e ballate di sapore ironico, erotico, umoristico. Ancora oggi è possibile trovare le ballate del cantastorie Strano incise su nastro magnetico (musicassette) o cd, sulle bancarelle di tutta la Sicilia. Tra le ballate più celebri e conosciute ricordiamo Turi Giulianu di Montelepri, La vita di John F. Kennedy, Lu miraculu di S. Alfio, Peppi Musulinu Re di L'Asprumunti, La Sicilia di Orazio Strano e Prucessu a porti chiusi.

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