Varietà vegetali protette: dalla Sicilia una sentenza storica per l'Italia

  Dalla Sicilia una sentenza storica per l'Italia: la Corte di Cassazione conferma la responsabilità per riproduzione illegale di varietà vegetali protette Confermata la responsabilità civile di un produttore e di un vivaista che avevano riprodotto e commercializzato una varietà di pomodoro coperta da brevetto comunitario Ragusa, 3 marzo 2026 -  La Corte di Cassazione, con una sentenza pubblicata qualche giorno fa, ha confermato la responsabilità civile di un produttore e di un vivaista della provincia di Ragusa per la riproduzione e commercializzazione abusiva di varietà di pomodoro protette da brevetto comunitario. Si tratta di una importante nuova pronuncia della Suprema Corte in sede penale in materia di violazione di privative vegetali. La decisione rappresenta un passaggio di rilievo per l’intera filiera orticola e per il settore vivaistico, ribadendo con chiarezza che la tutela dei diritti di proprietà industriale in agricoltura costituisce una priorità e che le violazi...

«MAMMA MAMMINA», UNA STORIA NON CRUDA, MA GROTTESCA E… A LIETO FINE

18/01/2019 – “Tu sei la sola al mondo che sa, del mio cuore, ciò che è stato sempre, prima d’ogni altro amore”, Pier Paolo Pasolini (Supplica a mia madre). Le canzoni svolgono ancora il ruolo del racconto sociale e perfino ideologico, dando voce a vicende, personaggi e a tematiche dolorose, tristi, amare, qualche volte crudeli, drammatiche e sciagurate. Girano sui grammofoni canzoni strappalacrime, storie di amori tristi e infelici, di donne tentatrici e peccaminose. Il realismo, la quotidianità e la lingua parlata divengono ‘l’attualità’ della canzone italiana e non solo.
Canzoni come Mamma mammina, Mamma, Tutte le mamme (Son tutte belle le mamme del mondo), Balocchi e profumi, entrano a far parte del repertorio umoristico, con parodie dissacranti, intese a sdrammatizzare il dolore, la nostalgia, la tristezza e i toni melodrammatici.

«Mamma mammina» è un brano scritto nel 1919 da Arturo Trusiano, poeta napoletano, autore di molti versi, divenuti in seguito magnifiche canzoni e divertenti ‘macchiette’ d'avanspettacolo, interpretate da famosi attori e rinomate compagnie teatrali.
Nel 1964 il gruppo di cabaret de «I Gufi» ripropose il brano «Mamma mammina» con il titolo "Il neonato", storia di un trovatello abbandonato dalla madre a Parigi, con alcune modifiche nel testo.
Sennonché i versi della canzone non sembrarono convenienti alla Rai. Raccontare la storia di una madre tanto malvagia e snaturata da abbandonare la sua piccola creatura dev’essere sembrata cosa troppo cruda ai funzionari Rai, che suggerirono delle varianti:

"A Parigi un neonato un dì in chiesa si trovò,
era un figlio del peccato che la madre abbandonò "
divenne
“A Parigi un avvocato un bel giorno s'incontrò,
un cliente derubato…", etc.

I Gufi non accettarono tale stravolgimento del testo e scattò la censura. In seguito I Gufi riadattarono «Mamma mammina» cambiando alcuni versi, come pubblichiamo più avanti, che però non stravolgono il testo e non ne alterano il significato.
L’interpretazione de I Gufi è volutamente grottesca e forzatamente ‘strappalacrime’, con l’intento di sfatare la crudeltà umana, la dissennatezza di una madre che val la pena di raccontare, perché irreale e a lieto fine. «Mamma mammina» rimane così una storia non cruda, ma grottesca e… a lieto fine.
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MAMMA MAMMINA
di Mimmo Mòllica
Filastrocche e canzoni strappalacrime, ma geniali e a lieto fine
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