Case rifugio per le vittime di violenza: la Convenzione sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne

Le Case rifugio e le strutture residenziali non specializzate per le vittime di violenza. La Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne e contro la violenza domestica (Istanbul, 2011) prevede che gli Stati aderenti predispongano “servizi specializzati di supporto immediato, nel breve e lungo periodo, per ogni vittima di un qualsiasi atto di violenza che rientra nel campo di applicazione” della Convenzione. A partire dalla ratifica in Italia della suddetta Convenzione i Piani nazionali contro la violenza hanno segnato un importante cambio di passo nella conoscenza del sistema della protezione delle donne vittime di violenza. L’Istat ha iniziato dal 2017 a rilevare dati sul Sistema della Protezione delle donne vittime di violenza. Nel 2018 sono state avviate le Indagini sulle prestazioni ed erogazioni dei servizi offerti dai Centri antiviolenza e analoga rilevazione sulle Case rifugio, nel 2020 è stata realizzata la rilevazione statisti...

CASTELLI DI SABBIA: CASE POPOLARI DI SABBIA PER I POVERI

30/07/2019 - Mario Zucca, cabarettista, attore e doppiatore torinese famoso per aver lanciato il tormentone Vi amo bastardi a Drive In, nel 1987, ospite fisso del Maurizio Costanzo Show dal 1992 al 1995, anno in cui ha affiancato Vittorio Gassman al Teatro Parioli di Roma, scherza sui castelli di sabbia. E dice: “Da piccolo andavo al mare in una colonia di bambini così poveri che invece dei castelli facevano le case popolari di sabbia”.
Una battuta amara e ‘populista’ che però allude alla versatilità della fantasia e della creatività, che permette pure inclinazioni ideologiche a chi voglia giocare in spiaggia a costruire castelli di sabbia, un gioco sempre diffuso tra i bambini ma pure tra gli adulti. Tanto da dare luogo a competizioni, festival manifestazioni e premi. Castelli di sabbia per tutti i gusti, dal più semplice e inventato a quelli più architettonici e studiati.

Guardare i bambini giocare con la sabbia, impegnati in fantasiose costruzioni: scavare buche profonde per vedere affiorare l’acqua dal fondo, disegnare e scrivere sulla sabbia bagnata, costruire castelli. Ieri come oggi giocare con la sabbia, in spiaggia, accomuna i bambini ma coinvolge pure gli adulti. La spiaggia, la sabbia bagnata, un secchiello, una paletta e delle strane formine sono tutto l’occorrente per affondare le mani e la fantasia dove la realtà non arriva.

Sporcarsi le mani con la sabbia, con la terracotta, con la pasta morbida o con i colori è sempre l’inizio di un’avventura. Modellare la sabbia umida con le mani, darle forme inventate è un’opera nuova ogni volta, e costruire castelli incantati è la nuova invenzione.

Giocare con la sabbia di una spiaggia rende protagonisti i bambini, è principio di libertà, occasione di infinito, di libera creatività, opportunità di libero gioco.
Libera l’immaginazione, stimola la fantasia, la creatività e la concentrazione, esercita i cinque sensi, sviluppa le abilità di manipolazione e la destrezza, allena il corpo e la mente, favorisce le abilità grafiche, concentra e rilassa.

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