Varietà vegetali protette: dalla Sicilia una sentenza storica per l'Italia

  Dalla Sicilia una sentenza storica per l'Italia: la Corte di Cassazione conferma la responsabilità per riproduzione illegale di varietà vegetali protette Confermata la responsabilità civile di un produttore e di un vivaista che avevano riprodotto e commercializzato una varietà di pomodoro coperta da brevetto comunitario Ragusa, 3 marzo 2026 -  La Corte di Cassazione, con una sentenza pubblicata qualche giorno fa, ha confermato la responsabilità civile di un produttore e di un vivaista della provincia di Ragusa per la riproduzione e commercializzazione abusiva di varietà di pomodoro protette da brevetto comunitario. Si tratta di una importante nuova pronuncia della Suprema Corte in sede penale in materia di violazione di privative vegetali. La decisione rappresenta un passaggio di rilievo per l’intera filiera orticola e per il settore vivaistico, ribadendo con chiarezza che la tutela dei diritti di proprietà industriale in agricoltura costituisce una priorità e che le violazi...

LA BARONESSA DI CARINI: C'ERA UNA VOLTA UNA BELLA LEGGENDA

La Baronessa di Carini ovvero Il triste caso della Signora di Carini in versi e strofe

28/07/2019 - Incontrare una principessa non è difficile, difficile è
riconoscerla. La principessa, invero, crescerà in grazia e bellezza, tutti quelli che la conoscono la ameranno! Ma, prima che il sole tramonti sul suo sedicesimo compleanno, ella si pungerà il dito con il fuso di un arcolaio e cadrà in un sonno simile alla morte! (La bella addormentata nel bosco, Charles Perrault).
C’era una volta una bella principessa… Anzi no. C’era una volta una bella baronessa.
Questa è la triste storia di una nobile donna vittima d’un padre brutale, che con la sua stessa spada fa scempio dell’amore e del cuore di lei, imponendole un marito nel quale egli vede l’alba dei propri buoni giorni. Il contratto è firmato. Ma il giorno dopo Caterina sarà già morta.
La storia è la più bella e dolorosa, tremenda storia e orrenda canzone. Anticamente si cantava con una musica sola, e faceva piangere e tremare, ma bisognava cantarla di nascosto perché il principe non lo voleva affatto.

L'amaro caso della Baronessa di Carini. In questa appassionata filastrocca, Mimmo Mòllica mette in versi, per la prima volta in lingua italiana, il triste caso della Signora di Carini, vicenda divenuta di dominio pubblico solo in tempi moderni. Pietro La Grua Talamanca, Barone di Carini, il 4 dicembre 1563, dava la morte alla figlia Caterina, con le proprie mani e nel suo stesso Castello di Carini, credendola "rea di fallo venereo avuto con uno di Casa Vernagallo": è «il triste Caso della figlia di Carini».
Caterina venne uccisa dal suo stesso padre e la Giustizia non ardì proferir verbo. Vincenzo Vernagallo, suo segreto spasimante, dovette nascondersi in un convento fuori dall’Isola. Il Vernagallo scampò alla morte nascosto in un quartiere di Palermo ma, poi, pentito si consacrò a Dio.

Povera baronessa di Carini, giovane stella dei serafini, profumo di fiori e dei cherubini. La croce avanti, l’amaro canto, popolo e strade tutti al balcone, per lei la scrissero questa canzone.

Triste è il suono di questa romanza
custode di memoria e costumanza,
di familiari, popolo e persona;
fiori di campo e fiori di corona,
di palme, la bara della vergine buona,
pomposo carro e dolore sincero,
mesta è la folla e il salmodiar del clero.

Tristezza cupa in piazza si consuma
giustizia dorme nell’apprestar rimedi,
dorme il potere, la quiete si frantuma,
l’ avaro pensa ai beni che possiedi.

Venduto al Diavolo il malvagio barone,
nel sonno dal Demonio fu abbagliato,
ricco e potente, forte del blasone,
da streghe e cose magiche accecato:
la cieca avidità rende aberrante,
ingordo testamento d’ignorante.
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LA BARONESSA DI CARINI
di Mimmo Mòllica
L'amaro caso, in versi e strofe
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