Case rifugio per le vittime di violenza: la Convenzione sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne

Le Case rifugio e le strutture residenziali non specializzate per le vittime di violenza. La Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne e contro la violenza domestica (Istanbul, 2011) prevede che gli Stati aderenti predispongano “servizi specializzati di supporto immediato, nel breve e lungo periodo, per ogni vittima di un qualsiasi atto di violenza che rientra nel campo di applicazione” della Convenzione. A partire dalla ratifica in Italia della suddetta Convenzione i Piani nazionali contro la violenza hanno segnato un importante cambio di passo nella conoscenza del sistema della protezione delle donne vittime di violenza. L’Istat ha iniziato dal 2017 a rilevare dati sul Sistema della Protezione delle donne vittime di violenza. Nel 2018 sono state avviate le Indagini sulle prestazioni ed erogazioni dei servizi offerti dai Centri antiviolenza e analoga rilevazione sulle Case rifugio, nel 2020 è stata realizzata la rilevazione statisti...

FAVARA AGRIGENTO E ARAGONA, RIDISEGNATI PER LEGGE I CONFINI

Ars: Ridisegnati per legge i confini tra Favara Agrigento e Aragona. Stop a doppie bollette e disservizi. Di Caro (M5S): "Cambia la qualità delle vita per tanti cittadini”.

Palermo, 10 dicembre 2019 - “Stop a doppie bollette imu e Tari e ai disservizi burocratici, da quelli di pertinenza comunale, dall’anagrafe ai servizi cimiteriali. I cittadini di Favara, adesso sono formalmente e di diritto a casa propria”. A dichiararlo è il deputato regionale del Movimento 5 Stelle Giovanni Di Caro promotore del disegno di legge, oggi approvato a maggioranza dalla seduta parlamentare di Sala d’Ercole sulla ridefinizione dei confini di Favara, Agrigento e Aragona. “Questa legge non cambierà certo le sorti della Sicilia - spiega Di Caro - ma cambierà eccome, la qualità della della vita di centinaia di cittadini favaresi che per decenni hanno vissuto in un limbo di lungaggini burocratiche, in un luogo diventato di nessuno:

Centinaia di cittadini favaresi di fatto a un certo punto si sono ritrovati ad essere residenti in un’altra città che, dal punto di vista territoriale non aveva nulla a che vedere con Favara, quindi: disservizi, doppie bollettazioni dei tributi locali, difficoltà con il medico di famiglia, con il trasporto scolastico, problemi con i documenti anagrafici, difficoltà per esercitare il diritto di voto, i residenti del quartiere della zona ovest di Favara hanno avuto anche problemi a garantire ai propri cari una degna sepoltura nel paese di origine. Fino ad arrivare al referendum sulla variazione dei confini territoriali tra Favara, Agrigento e Aragona del 5 maggio scorso. Grazie ad un grandissimo coinvolgimento dal basso e grazie ai comitati cittadini di cui oggi abbiamo avuto una rappresentanza in aula, il referendum ha raggiunto un quorum che ha sfiorato il 90% degli aventi diritto. Un vero e proprio record di democrazia che testimonia l’urgenza di porre fine a questa incredibile situazione”.

“In questa occasione - sottolinea Di Caro - l'ARS ma anche gli uffici che ringrazio hanno dimostrato di poter dare risposte immediate ai siciliani. Dal referendum del 5 maggio i tre comuni hanno avuto tre mesi di tempo per gli adempimenti burocratici. Il 26 novembre scorso il ddl è arrivato in prima Commissione e oggi l’aula ha dato a maggioranza l’ok definitivo. Oggi - conclude Di Caro - è stato un grande onore per me poter dire a miei concittadini bentornati finalmente a casa”.

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