Niscemi non è in cartografia geologica, una radiografia del territorio

Niscemi  non in cartografia geologica.   L’Italia ha una Cartografia Geologica moderna ferma al 50%.  La Carta è ferma perchè non ci sono mai coperture finanziarie stabili e continue. L’Italia è dotata di una vecchia Cartografia Geologica addirittura su scala da 1:100.000. Niscemi   non rientra in questa Cartografia Geologica che va completata. Dunque il 50% del territorio nazionale è ancora privo di una Cartografia Geologica Moderna. 30/01/2026 -  Rodolfo Carosi   – Docente Dipartimento Scienze della Terra – Università di Torino e Presidente della Società Geologica Italiana: " In Italia alcune delle zone critiche importanti non sono coperte dalla Cartografia Geologica alla scala  1:50.000, che è come la radiografia del corpo umano. Questo significa che queste aree non sono sufficientemente coperte da una conoscenza geologica approfondita. La Carta è ferma perchè non ci sono mai coperture finanziarie stabili e continue, permanenti ed annuali. L’It...

Beni culturali, Fava: "Questa proposta va ritirata"

Beni culturali, Fava: "Ritirare DDL e ripartire da proposte della società civile."

Palermo, 1 giu 2020 - "Il DDL sui Beni culturali all’esame della V commissione dell'Assemblea Regionale Siciliana va ritirato, come richiesto da associazioni e reti ambientaliste e impegnate nella tutela del paesaggio e del patrimonio culturale, non solo per quanto in essa è contenuto, a cominciare da un concreto rischio per il sistema delle tutele paesaggistiche, ma anche per quello che non c’è, ad esempio gli interventi necessari sul riordino dei ruoli tecnici nel comparto in Sicilia.
L'unico merito che possiamo riconoscere alla proposta è probabilmente quello di avere stimolato, nella fase istruttoria, decine e decine di segnalazioni ed osservazioni da parte delle realtà istituzionali e associative, impegnate nel lavoro di valorizzazione e tutela dei beni culturali in Sicilia.
La mia proposta è che si parta proprio da questi contributi e da queste esperienze per riscrivere, stavolta in modo partecipato e condiviso, un testo di riordino del settore che affronti i limiti attuali delle Sovrintendenze senza però compromettere la loro azione di tutela e di vigilanza."

Lo ha dichiarato il presidente della Commissione regionale antimafia dell’Ars Claudio Fava.

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