Niscemi interviene Sigea: atti di compravendita di un immobile, è il colpo nella pistola della “roulette russa”

Niscemi interviene Sigea.  La Società Italiana di Geologia Ambientale propone che gli atti di compravendita di un immobile contengano anche il certificato che descriva i pericoli geologici riguardanti le aree interessate.  "In Italia oggi la popolazione a rischio frane è 1.284.960 e a rischio alluvioni è 6.818.375; gli edifici rispettivamente 742.192 e 1.549.759; le imprese rispettivamente 74.974 e 642.979.  Questi sono i numeri che l’ISPRA raccoglie dall’ISTAT e dalle Autorità di Bacino".    31/01/2026 - "Nessuna delle famiglie che stanno vivendo il drammatico disagio a Niscemi, e quelle che saranno coinvolte nei prossimi mesi, avrebbe investito tutti i propri risparmi per la cosa che tutti riteniamo il rifugio economico, materiale e sociale per eccellenza, la propria casa, sapendo che un giorno una frana l’avrebbe distrutta. Nessuna delle famiglie sfollate, avrebbe con ogni probabilità investito tutti i propri risparmi per la casa sapendo che un giorno una fra...

Musumeci chiede l’immediato rientro di almeno il 50% dei dipendenti, ma prima la salute

Smart working alla Regione, Siad-Cisal: “Musumeci vuole tutti al lavoro? Prima la sicurezza”

Palermo, 18 giugno 2020 – “Apprendiamo dalla stampa di una lettera che il presidente Musumeci avrebbe scritto all’assessore alle Autonomie
locali, Bernardette Grasso, per chiedere l’immediato rientro in ufficio di almeno il 50% dei dipendenti della Regione siciliana, a
causa di ‘disservizi e ritardi intollerabili’. Una richiesta condivisibile, ma solo se prima saranno garantite le misure necessarie a tutelare la salute dei lavoratori e dei cittadini in tutti gli uffici, da quelli centrali ai più periferici: guanti, mascherine, gel, sanificazioni, barriere, distanze fra postazioni e sistemi di prenotazione per l’utenza, oltre alla pulizia dei sistemi di climatizzazione. Attendiamo anche che l’Aran Sicilia si decida finalmente a regolare lo smart working, così come sta facendo l’Aran nazionale”. Lo dicono Giuseppe Badagliacca e Angelo Lo Curto del sindacato Siad-Cisal.

“Ricordiamo a tutti – dicono Badagliacca e Lo Curto - che il ricorso
allo smart working non è stato il capriccio di qualche direttore
generale, ma un obbligo imposto dal Governo nazionale per preservare
la salute di tutti gli italiani nel bel mezzo di una pandemia che ha
provocato migliaia di vittime. Il rientro alla normalità è doveroso,
ma ancor prima lo sono il rispetto delle regole e la tutela della
salute: ci auguriamo che Musumeci abbia la certezza che in tutti gli
uffici regionali, dai più grandi ai più piccoli, siano state eseguite
le sanificazioni e distribuiti i dispositivi di protezione
individuale, perché a noi invece non risulta. Per non parlare del
fatto che le distanze sociali hanno ridotto gli spazi: gli assessorati
hanno stanze così grandi da accogliere tutti i dipendenti e non solo
il 50%?”.

“Le norme nazionali prevedono inoltre garanzie precise per disabili,
fasce deboli e genitori – concludono i due sindacalisti – Chiediamo
all’assessore Grasso la convocazione di un incontro per studiare un
protocollo ad hoc che garantisca non solo le percentuali, ma anche il
rispetto delle leggi di garanzia vigenti”.

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