Divario digitale dal Mezzogiorno alla Sicilia, un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale

  DIVARIO DIGITALE: SICILIA INDIETRO ANTOCI APRE IL CASO A BRUXELLES. Antoci: “Senza interventi concreti, Sicilia e Mezzogiorno rischiano di restare indietro anche nell’istruzione digitale.” Strasburgo, 29 aprile 2026 – Il persistente divario digitale tra le regioni italiane, con particolare riferimento al Mezzogiorno e alla Sicilia, continua a rappresentare un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale, incidendo in modo diretto anche sul sistema scolastico e sulle opportunità delle nuove generazioni. Per questo l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea, chiedendo una valutazione aggiornata del fenomeno e misure concrete per ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle tecnologie digitali e all’istruzione. “Secondo i dati più recenti – dichiara Antoci – l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi europei sulle competenze digitali di base. Una situazione che diventa ancora più critica nel...

Precariato: assunzioni, la contrazione a marzo è stata molto forte (-24%)

Le assunzioni attivate dai datori di lavoro privati nei primi tre mesi del 2020 sono state 1.338.000. Rispetto al primo trimestre del 2019 la  contrazione è stata molto forte (-24%) ed è risultata particolarmente rilevante nel mese di marzo, per effetto dell’emergenza legata alla pandemia Covid-19.


Roma, 18 giugno 2020Tutte le tipologie contrattuali sono state interessate; ciò si osserva in maniera nettamente accentuata per tutte le
assunzioni con contratti di lavoro a termine (stagionali, intermittenti, somministrati, a tempo determinato). Le trasformazioni da tempo determinato nel periodo gennaio-marzo 2020 sono
risultate 166.000, anch’esse in flessione rispetto allo stesso periodo del 2019 (-26%), quando il loro volume era risultato eccezionalmente elevato per effetto dell’impatto delle modifiche normative dovute al “decreto dignità”. Tuttora in crescita (+19%) risultano invece le conferme di rapporti di apprendistato giunti alla conclusione del periodo formativo.
Le cessazioni nel complesso sono state 1.393.000, in lieve diminuzione rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente.
Nel report quattro tavole, basate su dati trimestrali, consentono l’analisi della dinamica dei flussi di attivazione in relazione a dimensioni aziendali, tipologie orarie, tipi di agevolazione contributiva; i flussi di cessazione sono analizzati anche in relazione alla loro motivazione (licenziamento, dimissioni etc.).

1 La pubblicazione dell’Osservatorio sul Precariato con i dati del mese di marzo 2020 avviene con un mese di ritardo a causa del ridotto numero delle denunce pervenute dovuto alla sospensione degli adempimenti contributivi prevista dai decreti legge n. 9 del 2.3.2020 e n. 18 del 17.3.2020.
La natura tipicamente amministrativa delle fonti informative utilizzate per la predisposizione dell’Osservatorio comporta un aggiornamento continuo dei dati, anche pregressi, dovuto a ritardi nella trasmissione delle denunce contributive, rettifiche di quelle già trasmesse, miglioramenti delle procedure informatiche che supportano lo svolgimento delle attività istituzionali e l’elaborazione delle informazioni. Tutto ciò può dar luogo a rettifiche dei dati contenuti in precedenti pubblicazioni; il consolidamento dei dati avviene normalmente nell’arco di tre mesi dalla prima pubblicazione.

Dati gli effetti diffusi e trasversali, la flessione delle assunzioni nel primo trimestre
2020 ha riguardato tutte le classi dimensionali e lo stesso dicasi per le tipologie orarie.
D’altro canto i licenziamenti relativi a contratti di lavoro a tempo indeterminato, sia di
natura economica che disciplinare, sono diminuiti, segnalando quindi l’effetto del
blocco dei licenziamenti introdotto dal governo con il Decreto del 17 marzo “Cura
Italia”.

Nel periodo gennaio-marzo 2020, 21.432 rapporti di lavoro (12.199 assunzioni e
9.233 trasformazioni a tempo indeterminato) hanno usufruito dei benefici previsti
dall’esonero triennale strutturale per le attivazioni di contratti a tempo indeterminato
di giovani fino a 35 anni (legge n. 205/2017), valore in diminuzione rispetto allo
stesso periodo dell’anno precedente (-39%). I rapporti incentivati costituiscono il
4,1% del totale dei rapporti a tempo indeterminato attivati (assunzioni +
trasformazioni).


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