Niscemi non è in cartografia geologica, una radiografia del territorio

Niscemi  non in cartografia geologica.   L’Italia ha una Cartografia Geologica moderna ferma al 50%.  La Carta è ferma perchè non ci sono mai coperture finanziarie stabili e continue. L’Italia è dotata di una vecchia Cartografia Geologica addirittura su scala da 1:100.000. Niscemi   non rientra in questa Cartografia Geologica che va completata. Dunque il 50% del territorio nazionale è ancora privo di una Cartografia Geologica Moderna. 30/01/2026 -  Rodolfo Carosi   – Docente Dipartimento Scienze della Terra – Università di Torino e Presidente della Società Geologica Italiana: " In Italia alcune delle zone critiche importanti non sono coperte dalla Cartografia Geologica alla scala  1:50.000, che è come la radiografia del corpo umano. Questo significa che queste aree non sono sufficientemente coperte da una conoscenza geologica approfondita. La Carta è ferma perchè non ci sono mai coperture finanziarie stabili e continue, permanenti ed annuali. L’It...

CORONAVIRUS, COMMISSIONE UE: NESSUN DISIMPEGNO DI FONDI PER LE ISOLE

CORONAVIRUS. PRESIDENTE COMMISSIONE UE RISPONDE A CORRAO (M5S): NESSUN DISIMPEGNO DI FONDI PER LE ISOLE

Palermo 30 luglio 2020 - “Le isole europee tra cui Sicilia e Sardegna non subiranno alcun definanziamento dei fondi europei a causa del Coronavirus. Tutto ciò grazie alla promessa di un maggiore controllo sulla riprogrammazione delle risorse già destinate alle isole. Sarà rafforzato l’impegno ad assicurare la continuità territoriale e avere prezzi accessibili per raggiungere le isole e sarà garantita maggiore trasparenza sull’utilizzo e sull’efficacia delle risorse che devono arrivare ai cittadini e alle imprese”. A dichiararlo è l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Ignazio Corrao che rende nota la risposta della Presidente della Commissione Europea Ursula Von Der Leyen alla missiva che lo stesso europarlamentare eletto in Sicilia e Sardegna ha inviato alla massima esponente dell’esecutivo europeo per chiedere, insieme all'intergruppo di altri 10 eurodeputati rappresentanti delle maggiori isole europee, di "preservare e mantenere i fondi già assegnati e non ancora utilizzati della programmazione 2014/2020".

“La pandemia che sta attraversando il nostro continente - aveva scritto Corrao - rischia di avere conseguenze economiche devastanti per Sicilia e Sardegna e ovviamente per tutte le isole minori del Paese e dell'Unione Europea. Le isole, infatti, rischiano di vedersi sottratte le risorse europee e nazionali già programmate. Sicilia e Sardegna potrebbero accusare un colpo durissimo con l'impatto disastroso sull'economia e sull'emergenza infrastrutturale”.

In queste ore è arrivata la risposta ufficiale della Presidente della Commissione Europea Von Der Leyen. “Condivido pienamente la tua valutazione dell'impatto asimmetrico dell'epidemia di Covid-19 - scrive la presidente della Commissione - sulla situazione nei vari Stati membri e regioni dell'UE, in particolare sulle regioni insulari. A causa della loro dipendenza dal turismo e dal trasporto aereo e marittimo, l'economia di queste regioni viene influenzata in modo senza precedenti”.

“Nello specifico - sottolinea Corrao - la presidente della Commissione Europea annuncia le misure a favore soprattutto delle isole: La sospensione del patto di stabilità, la possibilità di poter chiedere aiuti di stato possibili fino al 31 dicembre del 2020, l’attivazione dei Fondi strutturali e d’investimento attivati attraverso due piani d’iniziativa di investimento (CRII e CRII Plus) per dare liquidità, flessibilità e sburocratizzazione. La presidente Von Der Leyen chiude la sua missiva condividendo il fatto che le risorse liberate devono essere utilizzate motivando specificatamente l’azione che affronterà gli impatti da pandemia a livello locale/regionale e la capacità di reazione alla crisi. Morale - conclude Corrao - adesso aspettiamo i fatti ma è compito dei territori, Stato e Regioni far si che i soldi non finiscano ai soliti noti e non tornino indietro e non rimangano nei cassetti a causa di lungaggini burocratiche e mancati investimenti”.

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