Caro voli in rima: "Se in Sicilia vuoi tornare 800 euro devi pagare"

Festività in Sicilia è ormai sinonimo di caro voli. Anche quest’anno, tornare a casa per Pasqua sarà proibitivo per tantissimi emigrati. Da una rilevazione di Federconsumatori Sicilia, aggiornata al 18 marzo 2026, emerge il seguente quadro se si sceglie di partire il 2 o 3 aprile e tornare il 7: un volo di andata e ritorno con Ryanair da Milano verso Catania costa 407,39 €; per viaggiare da Torino 431,98€. Non migliora la situazione per chi ha necessità di atterrare all’aeroporto di Palermo: il volo costa 352,64 € da Bergamo e 410,15 euro da Verona €. Peggiora la situazione se si sceglie di volare con Ita Airways: 470,5 euro per un volo Milano-Palermo, 540,88 per la tratta Bologna Catania. 19 mar 2026 - Il fenomeno del caro voli, ormai strutturale nei periodi di alta domanda come le festività, continua a colpire in modo particolare la Sicilia, dove la mobilità dipende quasi esclusivamente dal trasporto aereo. La combinazione tra domanda concentrata in pochi giorni, offerta lim...

Caccia: il TAR Sicilia ha accolto il ricorso contro il Calendario Venatorio 2020-2021

CACCIA, IL TAR SICILIA ACCOGLIE IL RICORSO DELLE ASSOCIAZIONI AMBIENTALISTE CONTRO IL CALENDARIO VENATORIO. SOSPESA LA CACCIA AL CONIGLIO, PROTEZIONE INTEGRALE PER ALTRE SPECIE E CENSURATA ANCHE LA PREAPERTURA DI SETTEMBRE
 

26/09/2020 - Con una articolata e importante ordinanza del 26 settembre, la Seconda Sezione del TAR Sicilia-Palermo ha accolto il ricorso contro il Calendario Venatorio 2020-2021 presentato dalle Associazioni ambientaliste Legambiente, LIPU e WWF, patrocinate dagli Avv.ti Antonella Bonanno e Nicola Giudice del Foro di Palermo. Nell'immediato viene sospesa completamente la caccia al Coniglio per l’assenza di censimenti, viene sancita l’integrale protezione delle specie Pavoncella e Moriglione tipiche delle zone umide, vietati anche immissioni e abbattimenti di Fagiano e Starna, viene vietata la caccia a gennaio alla Beccaccia. E' stata accolta, fatto rilevante, anche la censura alla preapertura dei primi giorni di settembre, ma purtroppo l'udienza si e' celebrata solo ora. 

Ma - cosa estremamente importante - il TAR Sicilia ha ribadito per l'ennesima volta alcuni principi, già fissati in altre sentenze ed anche dal Consiglio di Giustizia Amministrativa : - ''la preminenza dell’interesse faunistico-ambientale rispetto all'interesse alla pratica della caccia''; - ''in mancanza di certezza scientifica, l'attivita' di programmazione, regolatoria e amministrativa deve ispirarsi al principio di precauzione, il quale puo' giustificare l'adozione di misure di protezione anche laddove permangano incertezze scientifiche sull’esistenza o la portata dei rischi''. Dinnanzi a questi precedenti chiari ed univoci appare grave la posizione tenuta in questa vicenda dall’Assessore Regionale all’Agricoltura Edy Bandiera che ha emanato atti identici a quelli in passato dichiarati illegittimi solo per raccogliere il consenso della parte piu' estremista del mondo venatorio, causando al contempo un danno al patrimonio faunistico regionale e facendo fare ancora una volta una pessima figura alla Regione Siciliana. 

Legambiente, LIPU e WWF, riservandosi di agire sul piano dei danni sino ad oggi causati alla fauna siciliana, chiedono l’immediata esecuzione della ordinanza del TAR a partire dai divieti che scattano gia' domani e che vengano date immediate disposizioni agli organi di vigilanza per evitare ogni atto di bracconaggio.

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