Accesso a Medicina, il Tour dei Diritti arriva in Sicilia: tappe a Catania e Palermo, ''illegittimità e anomalie'' del semestre filtro

  Accesso a Medicina, il Tour dei Diritti arriva in Sicilia: tappe a Catania e Palermo. Il Comitato Medicina Senza Filtri porta il dossier con tutte le ''illegittimità e anomalie'' del semestre filtro 15/01/2026 - “L’accesso a Medicina non può essere una lotteria né una selezione a geometria variabile”. È da questa constatazione che prosegue il  Tour dei Diritti , la mobilitazione nazionale promossa dal  Comitato Medicina Senza Filtri  – che riunisce  Studio Legale Leone-Fell & C., Radicali Italiani, Dispenso Academy, Associazione Acquirenti e Associazione Intesa Universitaria  – per denunciare pubblicamente le criticità e le illegittimità del nuovo sistema di accesso ai corsi di Medicina e Chirurgia. Dopo la prima tappa di Napoli, il Tour fa ora  tappa in Sicilia , con due appuntamenti consecutivi: Catania – 16 gennaio , ore  15:00 ,  Palazzo Biscari , via Museo Biscari, 10 Palermo – 17 gennaio , ore  15:00 ,  Astoria Pala...

Precari: Ale Ugl Sicilia, mancata stabilizzazione Asu colpa del governo Musumeci e Conte

"La mancata stabilizzazione dei lavoratori Asu è il frutto della mancanza di volontà del governo Musumeci e dei deputati che noi siciliani abbiamo eletto? È colpa del governo nazionale e dei parlamentari che lo sostengono? Sì, è colpa loro, ognuno di loro è responsabile”. 

Palermo, 28 settembre 2020 - Lo dichiarano il segretario regionale dell’Ale Ugl Vito Sardo ed il segretario aggiunto Mario Mingrino. “Infatti – continuano – dopo l’approvazione dell’art. 11 della legge 8/2017 bastava davvero poco per chiudere questa brutta storia di precariato ultraventennale senza nessuna nuova spesa. Non hanno voluto ed ora ci vuole di più, molto di più. Il governo ed i parlamentari siciliani sono stati troppo impegnati per occuparsi di questa categoria di lavoratori. Peccato che nessuno abbia tratto i benefici del sudore della loro fronte. Anzi no, qualcuno c'è. Non si sa quali alchimie abbiano utilizzato, ma sono riusciti a far stabilizzare i contrattisti senza concorso. E della loro stabilizzazione siamo contenti, ma non basta”. “Ora stanno chiedendo al governo nazionale – proseguono Sardo e Mingrino – una deroga per la stabilizzazione di un'altra categoria (forse più di una) di precari, ma non per gli Asu, i quali continuano a garantire servizi indispensabili negli enti locali. 

Servizi necessari a garantire celermente la ripartenza delle imprese dopo il lockdown”. “La Regione, con la stabilizzazione degli Asu – proseguono – previa riassegnazione di quelli in esubero di cui all’art 11 della l.r. 8/2017 (Enti senza capacità assunzionali e privato sociale), ad invarianza di saldi di finanza pubblica, potrebbe davvero aiutare gli amministratori locali a garantire servizi efficienti ed efficaci per cittadini ed imprese. Purtroppo, dalle stanze dei bottoni, non si rendono conto che la Sicilia cade a pezzi, mentre i sindaci non hanno gli strumenti idonei nemmeno a garantire l’ordinario”. “A questo punto – si chiedono Sardo e Mingrino – perché solo questa categoria è messa da parte, anche a discapito dell'intera collettività? Perché questo governo ha deciso di continuare a mantenere il lavoro nero? Perché continua ad essere debole con i forti e forte con i deboli, con l'avallo dei parlamentari eletti da noi tutti cittadini? 

Perché continuare a dare fiato a questo becero populismo che porta a dire che sia giusto tagliare la spesa pubblica, senza valutare se sia produttiva o meno al fine di raccattare qualche voto alle prossime elezioni? Forse la risposta a ciò la diede il compianto presidente Sandro Pertini: “Gli affamati ed i disoccupati sono il materiale con il quale si edificano le dittature”. “Ci rivolgiamo ai sindaci e all'Anci – concludono Vito Sardo e Mario Mingrino – con l’impegno imprescindibile della Regione, perché si attivino al fine di chiedere una deroga nazionale alla normativa vigente sulle capacità assunzionali degli enti locali. Già alcuni comuni con carenza di personale non riescono a garantire servizi decenti. Poi, ci rivolgiamo ai lavoratori Asu ma anche alle altre categorie di precari, affinché prendano definitivamente coscienza di ogni aspetto della loro situazione lavorativa. 

La soluzione c'è per tutti, ma solo tutti insieme possono farla attuare. Diffidate da chi vi propone di dividervi. Dividi et impera non è il motto dei lavoratori”.

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