Divario digitale dal Mezzogiorno alla Sicilia, un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale

  DIVARIO DIGITALE: SICILIA INDIETRO ANTOCI APRE IL CASO A BRUXELLES. Antoci: “Senza interventi concreti, Sicilia e Mezzogiorno rischiano di restare indietro anche nell’istruzione digitale.” Strasburgo, 29 aprile 2026 – Il persistente divario digitale tra le regioni italiane, con particolare riferimento al Mezzogiorno e alla Sicilia, continua a rappresentare un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale, incidendo in modo diretto anche sul sistema scolastico e sulle opportunità delle nuove generazioni. Per questo l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea, chiedendo una valutazione aggiornata del fenomeno e misure concrete per ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle tecnologie digitali e all’istruzione. “Secondo i dati più recenti – dichiara Antoci – l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi europei sulle competenze digitali di base. Una situazione che diventa ancora più critica nel...

Mafia: «Revocata la protezione a Cutrò, testimone di giustizia in pericolo di vita»

Mafia, Aiello (Misto): «Lo Stato revoca la protezione a Ignazio Cutrò, testimone di giustizia in pericolo di vita»


22/12/2020 - «Venerdì ho presentato un’interrogazione scritta al ministro dell’Interno per chiedere spiegazioni in merito all’assurda decisione della Commissione centrale ex art. 10 (legge 82/1991) di revocare le misure speciali di protezione a Ignazio Cutrò. Imprenditore e testimone di giustizia dal 2006, Cutrò ha contribuito con le sue denunce all’arresto dei fratelli Panepinto e all’istruzione del relativo processo “Face off”. Procedimento in cui i Panepinto sono stati riconosciuti responsabili di minacce, estorsioni, danneggiamenti in ambito edilizio, incendi e associazione mafiosa. Gli stessi risulterebbero inoltre imputati per omicidio. Ma c’è di più, perché dalle intercettazioni emerse nell’ambito della inchiesta cosiddetta “mafia della montagna”, risultano parole agghiaccianti pronunciate dal presunto capomafia di San Biagio Platani, Giuseppe Nugara (oggi al 41 bis): “Appena lo Stato si stanca….che gli toglie la scorta poi vedi che poi….”. 

Intercettazioni che gli organi preposti alla valutazione di rischio per l’incolumità di Cutrò hanno omesso di comunicare, tanto che lo stesso testimone di giustizia non ne è stato mai informato. Viste le circostanze, ritengo inaccettabili le decisioni prese e la complessità di quanto accaduto mi ha spinto a richiedere l’audizione in Commissione Antimafia sia del prefetto di Agrigento sia, nuovamente, dello stesso Cutrò. Non possiamo permettere che una vittima della mafia diventi anche vittima dello Stato». A dichiararlo è Piera Aiello, deputata del gruppo Misto, membro della Commissione Antimafia a Montecitorio e da anni sotto scorta per minacce mafiose.

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