Divario digitale dal Mezzogiorno alla Sicilia, un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale

  DIVARIO DIGITALE: SICILIA INDIETRO ANTOCI APRE IL CASO A BRUXELLES. Antoci: “Senza interventi concreti, Sicilia e Mezzogiorno rischiano di restare indietro anche nell’istruzione digitale.” Strasburgo, 29 aprile 2026 – Il persistente divario digitale tra le regioni italiane, con particolare riferimento al Mezzogiorno e alla Sicilia, continua a rappresentare un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale, incidendo in modo diretto anche sul sistema scolastico e sulle opportunità delle nuove generazioni. Per questo l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea, chiedendo una valutazione aggiornata del fenomeno e misure concrete per ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle tecnologie digitali e all’istruzione. “Secondo i dati più recenti – dichiara Antoci – l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi europei sulle competenze digitali di base. Una situazione che diventa ancora più critica nel...

Autostrade Siciliane (CAS): "Una simile trasformazione gioverebbe per la nostra terra?"

On. Pullara: dubbi su ddl di riforma del CAS. Presentata interrogazione urgente, con risposta scritta all’Assessore Falcone prima della discussione in aula: "Una simile trasformazione gioverebbe per la nostra terra, oppure è una delle disgraziate conseguenze dell’accordo tra Stato e Governo regionale sulla ripartizione del pagamento del disavanzo di 10 miliardi della nostra terra nei confronti di Roma?" 

23/01/2021 - La prossima settimana in aula verrà discusso il disegno di legge, approvato in Commissione, finalizzato a modificare il regime giuridico del Consorzio per le Autostrade Siciliane (C.A.S.) da ente pubblico regionale non economico ad ente pubblico economico. Ad intervenire è deputato regionale On. Carmelo Pullara. Seppur il Governo regionale – prosegue il deputato - ha più volte evidenziato che la trasformazione del Consorzio in questione permetterebbe il superamento di talune criticità già evidenziate durante i lavori in Commissione, una simile trasformazione sembrerebbe, esclusivamente, la perdita di una ulteriore prerogativa della Regione Siciliana.Gli enti pubblici economici, infatti, non fanno parte della P.A., ma spesso sono legati alla macchina amministrativa in quanto gli organi di vertice sono nominati, in tutto o in parte, dai ministeri della Repubblica competenti per il settore e ad essi spetta un potere di indirizzo generale e di vigilanza. Più chiaramente - spiega Pullara - tali enti pubblici economici sono quegli strumenti attraverso i quali lo Stato fa il suo ingresso nel sistema economico.

Una simile trasformazione gioverebbe per la nostra terra, oppure è una delle disgraziate conseguenze dell’accordo tra Stato e Governo regionale sulla ripartizione del pagamento del disavanzo di 10 miliardi della nostra terra nei confronti di Roma? Anche al fine di trovare risposte esaustive a tale domanda ho appena presentato un’interrogazione al Presidente della Regione Musumeci e all’Assessore alle Infrastrutture e la Mobilità Falcone per chiedere, tra l’altro, maggiori informazioni sulla struttura personale del C.A.S. Al contempo, -conclude Pullara - ho presentato un emendamento volto ad evitare impugnative nella stabilizzazione del personale rifacendomi ai principi della Legge Madia.

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