Caro voli in rima: "Se in Sicilia vuoi tornare 800 euro devi pagare"

Festività in Sicilia è ormai sinonimo di caro voli. Anche quest’anno, tornare a casa per Pasqua sarà proibitivo per tantissimi emigrati. Da una rilevazione di Federconsumatori Sicilia, aggiornata al 18 marzo 2026, emerge il seguente quadro se si sceglie di partire il 2 o 3 aprile e tornare il 7: un volo di andata e ritorno con Ryanair da Milano verso Catania costa 407,39 €; per viaggiare da Torino 431,98€. Non migliora la situazione per chi ha necessità di atterrare all’aeroporto di Palermo: il volo costa 352,64 € da Bergamo e 410,15 euro da Verona €. Peggiora la situazione se si sceglie di volare con Ita Airways: 470,5 euro per un volo Milano-Palermo, 540,88 per la tratta Bologna Catania. 19 mar 2026 - Il fenomeno del caro voli, ormai strutturale nei periodi di alta domanda come le festività, continua a colpire in modo particolare la Sicilia, dove la mobilità dipende quasi esclusivamente dal trasporto aereo. La combinazione tra domanda concentrata in pochi giorni, offerta lim...

Acqua: in Sicilia il 34,9% delle famiglie insoddisfatte del servizio idrico

Nel Mezzogiorno i più bassi livelli di soddisfazione per il servizio idrico Nel 2020 il 67,4% delle famiglie esprime molta o abbastanza soddisfazione sulla comprensibilità delle bollette. Le famiglie poco o per niente soddisfatte sono il 32,5% e la quota aumenta sensibilmente soprattutto nel Mezzogiorno, con i valori regionali più alti in Sardegna (44,5%), Basilicata (44,3%), Calabria (42,3%) e Abruzzo (40,7%). Il Lazio, con il 44,4% delle famiglie poco o per niente soddisfatte, è l’unica regione del Centro-nord a presentare un valore dell’indicatore superiore al 35%.
 

22/03/2021 - Più di tre famiglie su quattro (78,3%) si ritengono molto o abbastanza soddisfatte rispetto all’odore, al sapore e alla limpidezza dell’acqua. La quota di famiglie insoddisfatte è ben al di sopra della media nazionale in Calabria (36,8%), Sardegna (36,3%), Sicilia (34,9%) e Abruzzo (28,1%). La frequenza di lettura dei contatori è molto o abbastanza soddisfacente quasi per otto famiglie su dieci, ma anche in questo caso è ragguardevole la quota di quelle poco o per niente soddisfatte (21,6%). Resta forte il divario territoriale: elevate percentuali di bassa soddisfazione si registrano nel Mezzogiorno, soprattutto in Calabria (42,9%), Sicilia (34,6%), Abruzzo (34,2%) e Basilicata (34,1%). Quanto al giudizio sulla frequenza della fatturazione, le famiglie molto o abbastanza soddisfatte sono oltre l’80% del totale.
In occasione della Giornata mondiale dell’acqua, istituita dall’ONU e celebrata ogni anno il 22 marzo, l’Istat fornisce un focus tematico annuale multi-fonte che propone i risultati provenienti da diverse indagini, elaborazioni e analisi, offrendo una lettura integrata del fenomeno con riferimento agli aspetti legati sia al territorio sia alla popolazione.
In Calabria la percentuale di famiglie poco o per niente soddisfatte raggiunge il 38,7%, in Sardegna il 32,2%, in Abruzzo il 29,1% e in Sicilia il 28,8%. Irregolarità nell’erogazione dell’acqua dichiarata da oltre 2 milioni di famiglie Nel 2020 resta stabile, rispetto all’anno precedente, la quota di famiglie che lamentano irregolarità nel servizio di erogazione dell’acqua nelle loro abitazioni, con un valore pari all’8,8%, molto distante dai picchi rilevati a partire dal 2002 e, soprattutto, dal valore registrato nel 2003 (17,0%). Il disservizio investe in misura diversa le regioni e interessa quasi 2 milioni 261 mila famiglie, il 64,1% delle quali, poco meno di 1 milione 450 mila, vive nelle regioni del Mezzogiorno. La Calabria si conferma la regione con la quota più elevata di famiglie (38,8%) che lamentano l’inefficienza del servizio, seguita dalla Sicilia (22,0%). 

Quote modeste si registrano invece nel Nord- ovest e nel Nord-est (3,2% e 2,6%), mentre al Centro meno di una famiglia su dieci dichiara che il servizio di erogazione è irregolare. Il problema dell’irregolarità nell’erogazione dell’acqua si presenta durante tutto l’anno per il 34,1% delle famiglie, soltanto nel periodo estivo per il 33%, mentre si tratta di un evento sporadico per il 32% dei nuclei familiari. Oltre la metà delle famiglie (54,9%) considera adeguati i costi sostenuti per l’erogazione dell’acqua, il 38,1% li giudica elevati. Sono più insoddisfatte le famiglie delle Isole (49,3%), del Centro (43,3%) e del Sud (42,2%). 

Livelli molto più bassi si registrano nel Nord-ovest (33%) e nel Nord-est (29,4%). Ancora poca fiducia nell’acqua di rubinetto Nel 2020 il 28,4% delle famiglie esprime ancora poca fiducia nel bere acqua di rubinetto (Figura 2). Sebbene l’indicatore sia diminuito progressivamente nel tempo (40,1% nel 2002), permangono ancora notevoli differenze territoriali: il Nord-est è al 20,5% e nelle Isole si raggiunge il 49%. Toccano le percentuali più elevate Sicilia (49,9%), Sardegna (46,6%) e Calabria (41,4%).
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Fonte: Istat, Censimento delle acque per uso civile

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