Assegno unico 2026: per il 2026 non sarà necessario presentare una nuova domanda per le pratiche "accolte"

Assegno unico 2026: presentazione domanda e aggiornamento importi. L'INPS, con la circolare n.7 del 30 gennaio 2026, conferma la validità in continuità delle domande di Assegno Unico Universale (AUU) in stato “accolta” presentate negli anni precedenti al 2026 e, relativamente al medesimo anno, comunica i valori degli importi e delle maggiorazioni dell’AUU, nonché le relative soglie ISEE.   Roma, 02.02.2026 - vocata o respinta. Gli importi e le soglie ISEE sono stati rivalutati dell'1,4% in base all'inflazione ISTAT. I nuovi valori sono operativi da gennaio 2026, con pagamento degli adeguamenti a partire da marzo.   L’Istituto ricorda che dal 1° gennaio 2026 si applica il nuovo ISEE per prestazioni familiari e per l'inclusione, che sarà utilizzato per calcolare l'AUU da marzo 2026, mentre per i mesi di gennaio e febbraio si utilizza l'ISEE valido al 31 dicembre 2025.   Si precisa che senza ISEE valido dal mese di marzo 2026, l'assegno sarà erogato negli...

Acqua: in Sicilia il 34,9% delle famiglie insoddisfatte del servizio idrico

Nel Mezzogiorno i più bassi livelli di soddisfazione per il servizio idrico Nel 2020 il 67,4% delle famiglie esprime molta o abbastanza soddisfazione sulla comprensibilità delle bollette. Le famiglie poco o per niente soddisfatte sono il 32,5% e la quota aumenta sensibilmente soprattutto nel Mezzogiorno, con i valori regionali più alti in Sardegna (44,5%), Basilicata (44,3%), Calabria (42,3%) e Abruzzo (40,7%). Il Lazio, con il 44,4% delle famiglie poco o per niente soddisfatte, è l’unica regione del Centro-nord a presentare un valore dell’indicatore superiore al 35%.
 

22/03/2021 - Più di tre famiglie su quattro (78,3%) si ritengono molto o abbastanza soddisfatte rispetto all’odore, al sapore e alla limpidezza dell’acqua. La quota di famiglie insoddisfatte è ben al di sopra della media nazionale in Calabria (36,8%), Sardegna (36,3%), Sicilia (34,9%) e Abruzzo (28,1%). La frequenza di lettura dei contatori è molto o abbastanza soddisfacente quasi per otto famiglie su dieci, ma anche in questo caso è ragguardevole la quota di quelle poco o per niente soddisfatte (21,6%). Resta forte il divario territoriale: elevate percentuali di bassa soddisfazione si registrano nel Mezzogiorno, soprattutto in Calabria (42,9%), Sicilia (34,6%), Abruzzo (34,2%) e Basilicata (34,1%). Quanto al giudizio sulla frequenza della fatturazione, le famiglie molto o abbastanza soddisfatte sono oltre l’80% del totale.
In occasione della Giornata mondiale dell’acqua, istituita dall’ONU e celebrata ogni anno il 22 marzo, l’Istat fornisce un focus tematico annuale multi-fonte che propone i risultati provenienti da diverse indagini, elaborazioni e analisi, offrendo una lettura integrata del fenomeno con riferimento agli aspetti legati sia al territorio sia alla popolazione.
In Calabria la percentuale di famiglie poco o per niente soddisfatte raggiunge il 38,7%, in Sardegna il 32,2%, in Abruzzo il 29,1% e in Sicilia il 28,8%. Irregolarità nell’erogazione dell’acqua dichiarata da oltre 2 milioni di famiglie Nel 2020 resta stabile, rispetto all’anno precedente, la quota di famiglie che lamentano irregolarità nel servizio di erogazione dell’acqua nelle loro abitazioni, con un valore pari all’8,8%, molto distante dai picchi rilevati a partire dal 2002 e, soprattutto, dal valore registrato nel 2003 (17,0%). Il disservizio investe in misura diversa le regioni e interessa quasi 2 milioni 261 mila famiglie, il 64,1% delle quali, poco meno di 1 milione 450 mila, vive nelle regioni del Mezzogiorno. La Calabria si conferma la regione con la quota più elevata di famiglie (38,8%) che lamentano l’inefficienza del servizio, seguita dalla Sicilia (22,0%). 

Quote modeste si registrano invece nel Nord- ovest e nel Nord-est (3,2% e 2,6%), mentre al Centro meno di una famiglia su dieci dichiara che il servizio di erogazione è irregolare. Il problema dell’irregolarità nell’erogazione dell’acqua si presenta durante tutto l’anno per il 34,1% delle famiglie, soltanto nel periodo estivo per il 33%, mentre si tratta di un evento sporadico per il 32% dei nuclei familiari. Oltre la metà delle famiglie (54,9%) considera adeguati i costi sostenuti per l’erogazione dell’acqua, il 38,1% li giudica elevati. Sono più insoddisfatte le famiglie delle Isole (49,3%), del Centro (43,3%) e del Sud (42,2%). 

Livelli molto più bassi si registrano nel Nord-ovest (33%) e nel Nord-est (29,4%). Ancora poca fiducia nell’acqua di rubinetto Nel 2020 il 28,4% delle famiglie esprime ancora poca fiducia nel bere acqua di rubinetto (Figura 2). Sebbene l’indicatore sia diminuito progressivamente nel tempo (40,1% nel 2002), permangono ancora notevoli differenze territoriali: il Nord-est è al 20,5% e nelle Isole si raggiunge il 49%. Toccano le percentuali più elevate Sicilia (49,9%), Sardegna (46,6%) e Calabria (41,4%).
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Fonte: Istat, Censimento delle acque per uso civile

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