La «Filastrocca della famiglia» di Mimmo Mòllica

 

La «Filastrocca della famiglia» di Mimmo Mòllica nella «Giornata Internazionale della Famiglia» che si celebra ogni anno il 15 maggio. Nel 1994 l’Assemblea dell'Onu ha proclamato questa giornata, dedicandola al “fondamentale gruppo sociale e l’ambiente naturale per lo sviluppo e il benessere di tutti i suoi membri, in particolare i bambini”. Così l’Onu considera e definisce la famiglia.

«Filastrocca della famiglia»

Che cos’è una famiglia,
padre, madre e una figlia
che alla mamma somiglia
ed al capofamiglia?

La famiglia è il tuo primo passo,
prima del gran sorpasso,
quando andrai più veloce del vento
e sarà il tuo momento,
anche tu avrai un figlio e una figlia
e una nuova famiglia.

È un romanzo che comincia a matita
nel momento in cui inizia la vita,
è l’inizio del tuo grande viaggio,
la famiglia è il tuo vero villaggio.

È una storia tutta da raccontare,
un romanzo, saga familiare;
è in famiglia che sempre si inizia
a portare su e giù l’immondizia,
a comprare anche il latte ed il pane
e a portare a passeggio il tuo cane.

La famiglia sono le tue radici,
raffreddori, cene, dentifrici,
c’è chi studia, chi stira e chi fuma
e chi adopera il tuo bagnoschiuma.

La famiglia è sostegno ed affetto
è ospedale e anche sala d’aspetto,
dove basta soltanto un bacetto,
un bacetto di mamma soltanto
e la «bua» passa come d’incanto.

La famiglia, le foto ricordo,
chi protesta, chi non è d’accordo,
chi ha mangiato il mio tiramisù,
era in frigo però non c’è più.

In famiglia si sceglie se andare
in montagna, in collina od al mare
o restarsene solo e nascosto
in vacanza nel mese di agosto.

Mamma adora le spiagge assolate,
per il babbo son troppo affollate,
per la nonna c’è troppo calore,
per il nonno c’è troppo rumore,
per la zia, per lo zio e la bambina
ci vorrebbe la mezza collina.

In famiglia c’è sempre da fare
sparecchiare, lavare, stirare:
«Se tu lavi quei panni io stendo,
ma fa’ in fretta perché sta piovendo».

«Se tu stendi io poi lavo i piatti,
ma che bello, li avevi già fatti».
«Tu apparecchi la tavola e basta,
io sparecchio ed assaggio la pasta».
«Pasta cotta, la puoi già scolare,
pronto in tavola, vieni a mangiare,
ma ricordati di sparecchiare».

Però è dalla famiglia che viene
quel bisogno di volersi bene,
quella voglia sincera di dare,
di ascoltare, imparare, educare,
tollerare e, se puoi, perdonare.

É un impegno, responsabilità,
risvegliare le tue qualità
consigliare, poi dare e ridare,
siamo umani e possiamo sbagliare,
siamo umani e sappiamo accettare.

Litigare e poi fare pace,
saper dire «davvero mi spiace»,
prima o poi noi lo avremo imparato
a far pace dopo aver litigato,
non concludere mai la giornata
con una stupida litigata.

Perché in fondo nessuno si piglia
se un po’ almeno non si rassomiglia,
perché noi siam la «nostra famiglia»,
il posto sicuro dove poi ritornare,
su cui sappiamo di poter contare,
e però, detto in tutta coscienza,
in famiglia ci vuol tanta pazienza.

Mimmo Mòllica ©

Ieri, venerdì 14 Maggio 2021, il Presidente del Consiglio dei Ministri, Mario Draghi, agli Stati Generali della Natalità ha detto:
“La questione demografica, come quella climatica e quella delle diseguaglianze, è essenziale per la nostra esistenza. In realtà, voler avere dei figli, voler costruire una famiglia, sono da sempre desideri e decisioni fondamentali nelle nostre vite. Nel senso che le orientano e le disegnano in modo irreversibile.
Ma la loro essenzialità, cioè l’essenzialità di volere avere dei figli e di volere costruire una famiglia, la loro essenzialità, non era percepita. La dimensione etica che questi desideri e queste decisioni comportano è fondante per tutte le società dove la famiglia è importante – secondo molti, me incluso quindi per tutte le società”.

Papa Francesco ha parlato delle molte famiglie che in periodo di pandemia “hanno dovuto fare gli straordinari, dividendo la casa tra lavoro e scuola, con i genitori che hanno fatto da insegnanti, tecnici informatici, operai, psicologi”. E dei nonni, “scialuppe di salvataggio delle famiglie”.
“Perché il futuro sia buono, occorre dunque prendersi cura delle famiglie, in particolare di quelle giovani, assalite da preoccupazioni che rischiano di paralizzarne i progetti di vita”.

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