Divario digitale dal Mezzogiorno alla Sicilia, un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale

  DIVARIO DIGITALE: SICILIA INDIETRO ANTOCI APRE IL CASO A BRUXELLES. Antoci: “Senza interventi concreti, Sicilia e Mezzogiorno rischiano di restare indietro anche nell’istruzione digitale.” Strasburgo, 29 aprile 2026 – Il persistente divario digitale tra le regioni italiane, con particolare riferimento al Mezzogiorno e alla Sicilia, continua a rappresentare un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale, incidendo in modo diretto anche sul sistema scolastico e sulle opportunità delle nuove generazioni. Per questo l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea, chiedendo una valutazione aggiornata del fenomeno e misure concrete per ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle tecnologie digitali e all’istruzione. “Secondo i dati più recenti – dichiara Antoci – l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi europei sulle competenze digitali di base. Una situazione che diventa ancora più critica nel...

Progettazione partecipata: tra i capoluoghi c'è Messina

La Rilevazione Dati ambientali nelle città, effettuata annualmente dall’Istat a partire dal 2000, è una rilevazione censuaria, sviluppata su otto tematiche: Acqua, Aria, Eco management, Energia, Mobilità urbana, Rifiuti urbani, Rumore e Verde urbano, per ciascuna delle quali si somministra un questionario dedicato. I dati sono diffusi a livello comunale e consentono di analizzare, nelle diverse componenti, sia la qualità dell’ambiente e dei servizi ambientali in ambito urbano.  

17/06/2021 - Reporting sociale/ambientale e progettazione partecipata ancora poco praticati Tra il 2016 e il 2019 la rendicontazione ambientale e sociale (Bilancio/Rapporto ambientale e Bilancio sociale) è stata pubblicata da 31 capoluoghi, di cui 23 al Nord. Questi documenti sono prodotti dalle amministrazioni comunali su base volontaria, con cadenza variabile, per rendere trasparente l’orientamento delle spese in un’ottica di sostenibilità. Nel periodo 2016-2019 le città metropolitane di Bologna e Palermo li hanno pubblicati ogni anno, Torino e Milano, invece, nel 2016 e nel 2018, mentre Genova, Venezia, Roma, Bari, Catania e Cagliari prima del 2016. Tra il 2016 e il 2019, la progettazione partecipata con il coinvolgimento della cittadinanza per la realizzazione di nuove aree urbane o la riqualificazione di aree degradate o dismesse stenta a prendere piede come pratica diffusa. 

Scendono a 26 i capoluoghi che l’hanno attuata (erano più di 30 nei tre anni precedenti), 12 nel Nord (tra cui Torino, Milano e Bologna), sei nel Centro e otto nel Mezzogiorno (tra cui Napoli, Bari e Palermo). Significative le esperienze di Bologna e Bari, che hanno aggiornato l’intero strumento urbanistico generale attraverso la progettazione partecipata. Quasi un capoluogo su tre (31% nel 2019; 39% nel 2016) ha fatto ricorso a metodi di progettazione partecipata per implementare attività culturali, progetti per la mobilità e per altri settori (energia, industria, rifiuti e turismo), il 36% dei capoluoghi del Nord (tra cui Torino, Milano e Bologna) e circa il 27% del Centro e del Mezzogiorno (tra cui Napoli, Bari, Palermo e Messina). 

In particolare, la progettazione partecipata per attività culturali (riguardante soprattutto la formazione ambientale e il miglioramento della sostenibilità degli stili di vita e dei modelli di produzione e di consumo) è stata attuata da 23 capoluoghi, tra cui Torino, Bologna, Napoli, Bari e Messina. I progetti partecipati nel settore della mobilità sono stati sviluppati da 22 comuni, tra i cui Milano, Bologna, Napoli e Messina.

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