Divario digitale dal Mezzogiorno alla Sicilia, un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale

  DIVARIO DIGITALE: SICILIA INDIETRO ANTOCI APRE IL CASO A BRUXELLES. Antoci: “Senza interventi concreti, Sicilia e Mezzogiorno rischiano di restare indietro anche nell’istruzione digitale.” Strasburgo, 29 aprile 2026 – Il persistente divario digitale tra le regioni italiane, con particolare riferimento al Mezzogiorno e alla Sicilia, continua a rappresentare un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale, incidendo in modo diretto anche sul sistema scolastico e sulle opportunità delle nuove generazioni. Per questo l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea, chiedendo una valutazione aggiornata del fenomeno e misure concrete per ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle tecnologie digitali e all’istruzione. “Secondo i dati più recenti – dichiara Antoci – l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi europei sulle competenze digitali di base. Una situazione che diventa ancora più critica nel...

Violenza di genere: il punto tra proposte e dibattiti

 

Violenza di genere: il punto sugli interventi normativi in vigore e sulle prospettive future, fra proposte e dibattiti. L’esito del convegno “Mai più sola: Codice Rosso, Cabina di Regia, Reddito di Libertà”, a cui hanno preso parte varie associazioni del territorio. Cannistrà, D’Angelo e Zafarana (M5s): «Dati allarmanti. Bene l’istituzione di una cabina di regia e l’aumento delle rette erogate alle case di accoglienza, ma c’è ancora tanto da fare». 

MESSINA, 27/11/2021 - Si è svolto venerdì 26 novembre, nella Chiesa di Santa Maria Alemanna, il convegno “Mai più sola: Codice Rosso, Cabina di Regia, Reddito di Libertà: interventi legislativi per il contrasto alla violenza di genere”.  A intervenire, durante il dibattito, la senatrice Grazia D’Angelo, la deputata regionale Valentina Zafarana, la consigliera comunale Cristina Cannistrà, Maria Celeste Celi, presidentessa del Cirs, Carmen Currò, presidentessa emerita di Cedav, Cettina Restuccia, assistente sociale e presidentessa di  Evaluna Onlus, Sibilla Spinnato Vega, presidentessa di Ubuntu – Casa delle donne, e Maria Andaloro, ideatrice della campagna di sensibilizzazione “Posto Occupato”, che ha dato voce, attraverso un testo letto da Giusy Martino, alle “Relatrici Assenti”.

Nel corso dell’incontro, a cui ha preso parte la Sottosegretaria di Stato al Ministero di Giustizia, Anna Macina, sono stati illustrati gli interventi normativi entrati in vigore negli ultimi anni a difesa, protezione e sostegno delle donne vittime di violenza e dei loro figli, con un confronto sulle ulteriori iniziative da portare avanti per migliorare e implementare le norme di settore.
Tante le tematiche proposte dalle associazioni presenti: l’istituzione delle figure di tutoraggio per l'inserimento lavorativo delle donne vittime di violenza, l’implementazione di assistenti sociali con  formazione specifica nei comuni e negli enti locali, il coinvolgimento attivo dei Centri antiviolenza e dei centri di accoglienza e l’aumento del numero di figure specializzate, in particolare psicologi e terapeuti. 

«Il dibattito è stato incentrato, in particolare, sulle normative in vigore e sulle prossime iniziative da intraprendere, con un taglio strettamente tecnico, prendendo spunto dalle esigenze delle associazioni impegnate attivamente sul territorio. Ad oggi siamo riusciti a raggiungere risultati importanti, come la recente istituzione di un coordinamento regionale contro la violenza di genere in Sicilia e l’erogazione di rette quasi doppie trasferite alle case di accoglienza per gestanti e donne con figli, ma siamo consapevoli che c’è ancora tantissimo lavoro da fare», spiegano Cannistrà, D’Angelo e Zafarana.

«L’obiettivo - proseguono - è quello di prevedere degli interventi strutturali, con una programmazione temporale certa, per arginare un dramma sociale sempre più attuale, come dimostrano i dati allarmanti presi in esame dai relatori. La violenza di genere è un’emergenza che riguarda la collettività intera ed è fondamentale sensibilizzare il più possibile l'opinione pubblica, non limitandosi alle ricorrenze fissate sul calendario, ma affrontando la questione in maniera sistematica, proprio come avviene in altri ambiti come istruzione o sanità.  Una delle priorità – concludono – è coinvolgere attivamente le scuole, promuovendo la cultura della non violenza e "l'educazione all'affettività”. Solo così sarà possibile arginare il fenomeno e gettare le basi per una società matura nel rispetto e nella cura del prossimo».

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