Case rifugio per le vittime di violenza: la Convenzione sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne

Le Case rifugio e le strutture residenziali non specializzate per le vittime di violenza. La Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne e contro la violenza domestica (Istanbul, 2011) prevede che gli Stati aderenti predispongano “servizi specializzati di supporto immediato, nel breve e lungo periodo, per ogni vittima di un qualsiasi atto di violenza che rientra nel campo di applicazione” della Convenzione. A partire dalla ratifica in Italia della suddetta Convenzione i Piani nazionali contro la violenza hanno segnato un importante cambio di passo nella conoscenza del sistema della protezione delle donne vittime di violenza. L’Istat ha iniziato dal 2017 a rilevare dati sul Sistema della Protezione delle donne vittime di violenza. Nel 2018 sono state avviate le Indagini sulle prestazioni ed erogazioni dei servizi offerti dai Centri antiviolenza e analoga rilevazione sulle Case rifugio, nel 2020 è stata realizzata la rilevazione statisti...

A Capo d'Orlando una Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani in tutto il mondo

CAPO D’ORLANDO, INIZIATIVE ECUMENICHE IN OCCASIONE DELLA SETTIMANA DI PREGHIERA PER L’UNITÀ DEI CRISTIANI. Si conclude il 25 gennaio la Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, che vede impegnate diverse chiese in tutto il mondo. Anche a Capo d’Orlando si sono tenute varie iniziative ecumeniche. 

24/01/2022 - Nei giorni scorsi, in occasione della sua festa liturgica, la Chiesa di Santa Lucia ha ospitato una catechesi su Sant’Antonio Abate, fondatore del monachesimo e patrono degli animali, tenuta dall’Archimandrita Padre Alessio del Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli. Hanno partecipato anche i docenti universitari Raffaele Manduca e Antonio Matasso, unitamente a Diego Celi, Enzo Basso e Pino Privitera, autori del volume “L’ultimo romìto”, con prefazione dello stesso professor Manduca e postfazione di Susanna Valpreda, edito da Lithos. 

Il libro racconta l’interessante esperienza monastica di Padre Alessio, autorevole rappresentante della tradizione ortodossa e bizantina in Sicilia. Al contempo, la parrocchia “Maria Ss. di Porto Salvo” di Capo d’Orlando, retta da Padre Nello Triscari, ha deciso di gemellarsi con una parrocchia inglese aderente alla Chiesa cattolica anglicana: si tratta della comunità che ha sede presso la Chiesa di Sant’Agostino di Canterbury a Painters Forstal, nel Kent, guidata da Padre Raymond Thompson e sede della Procattedrale della diocesi britannica della Anglican Catholic Church, il cui vescovo per il Regno Unito è Damien Mead. Allo stesso tempo, anche la Parrocchia orlandina “Sant’Antonio di Padova”, con a capo Padre Benedetto Lupica, si è gemellata con una comunità d’Oltremanica, quella della Parrocchia cattedrale di “Santa Caterina” a Lincoln, nel Lincolnshire, presso cui ha la propria sede episcopale il vescovo Ian Gray, che guida la Chiesa Anglicana Tradizionale in Gran Bretagna. 

Entrambe le realtà britanniche citate appartengono al filone anglo-cattolico dell’anglicanesimo e hanno condiviso le stesse preghiere, durante l’Ottavario ecumenico, con le due parrocchie di Capo d’Orlando. I gemellaggi in questione sono stati realizzati attraverso la mediazione del locale Centro “Sant’Óscar Romero”, impegnato nell’ecumenismo e legato al movimento esperantista, rappresentato nella cittadina tirrenica dal professor Matasso e dall’Associazione Esperanto Nebrodi. Per il suo fervore ecumenico, Antonio Matasso nello scorso anno aveva ricevuto un messaggio di benedizione ed apprezzamento da Sua Santità Karekin II, Patriarca supremo e Catholicos di tutti gli Armeni, unitamente ai ringraziamenti dell’Ambasciata della Repubblica d’Armenia in Italia, in particolar modo per i suoi articoli sui quotidiani “La Sicilia” e “Avanti!” dedicati al Genocidio, alla recente guerra ed alle altre tragedie abbattutesi sul popolo armeno e sulla sua Chiesa. Alcuni anni fa, la terza parrocchia locale, quella intitolata a San Giuseppe, il cui parroco è attualmente Padre Francesco Leanza, era stata sede di un altro importante evento di valore ecumenico, ospitando il vescovo egiziano Barnaba El Soriani, per celebrare la Divina liturgia nel rito della Chiesa ortodossa copta d’Egitto.

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