Caro voli in rima: "Se in Sicilia vuoi tornare 800 euro devi pagare"

Festività in Sicilia è ormai sinonimo di caro voli. Anche quest’anno, tornare a casa per Pasqua sarà proibitivo per tantissimi emigrati. Da una rilevazione di Federconsumatori Sicilia, aggiornata al 18 marzo 2026, emerge il seguente quadro se si sceglie di partire il 2 o 3 aprile e tornare il 7: un volo di andata e ritorno con Ryanair da Milano verso Catania costa 407,39 €; per viaggiare da Torino 431,98€. Non migliora la situazione per chi ha necessità di atterrare all’aeroporto di Palermo: il volo costa 352,64 € da Bergamo e 410,15 euro da Verona €. Peggiora la situazione se si sceglie di volare con Ita Airways: 470,5 euro per un volo Milano-Palermo, 540,88 per la tratta Bologna Catania. 19 mar 2026 - Il fenomeno del caro voli, ormai strutturale nei periodi di alta domanda come le festività, continua a colpire in modo particolare la Sicilia, dove la mobilità dipende quasi esclusivamente dal trasporto aereo. La combinazione tra domanda concentrata in pochi giorni, offerta lim...

Pesca illegale: il 79% dei siciliani non tiene conto del marchio di qualità

PESCE SOSTENIBILE, COSA PENSANO I SICILIANI: I DATI DEL SONDAGGIO. La stagione della pesca illegale del tonno è già iniziata, con diversi grossi esemplari già sequestrati dalla Guardia Costiera, e con il pregiato pesce che è già nei menu di molti ristoranti siciliani. Ma troppi siciliani non sono ancora abbastanza informati su come riconoscere il pesce legale e, purtroppo, non sono disposti a pagare di più per avere la certezza sulla tracciabilità del tonno che stanno mangiando. 

Palermo, 18 maggio 2022 - E' ciò che emerge dalla lettura dei dati raccolti tra 2021 e inizio 2022 da Federconsumatori Sicilia e Dipartimento del Mare della Fondazione YMCA Italia, diretto dalla professoressa Daniela Mainenti. Dati per certi versi allarmanti, perché se è vero che l'85% dei siciliani afferma di preferire l'acquisto del pesce fresco a quello surgelato (e l'81% acquista tonno fresco), è altrettanto vero che il 59% di loro non pagherebbe di più per avere la garanzia che il pescato sia sostenibile. Il 46% di chi ha risposto al sondaggio di Federconsumatori e YMCA afferma di non chiedere nemmeno da dove provenga il pesce che sta comprando e il 50% afferma che la scelta di un marchio di tonno in scatola dipende soprattutto dal prezzo, mentre ben il 79% non tiene conto dell'eventuale presenza di un marchio di qualità sulla confezione. 

"E' chiaro che c'è moltissimo lavoro di informazione e sensibilizzazione da fare - spiega il presidente di Federconsumatori Sicilia, Alfio La Rosa - ma è altrettanto chiaro che le forze dell'ordine devono aumentare i controlli, sia in mare che in banchina e al ristorante, e che gli organi d'informazione debbano aiutarci a diffondere il messaggio che il pescato illegale non è sicuro e fa malissimo all'ambiente". “Dal nostro punto di vista di studiosi del fenomeno della illegalità "dal mare al piatto", - aggiunge la professoressa Mainenti - con il Dipartimento del Mare della Fondazione YMCA Italia, stiamo contribuendo a formulare possibili soluzioni di contrasto, sensibilizzazione e formazione degli operatori dell'intera filiera”. 

Federconsumatori Sicilia ha sempre lavorato, e continuerà a farlo, affinché la cultura del consumo consapevole e responsabile prevalga su quella del prezzo minimo. Ciò vale, ancor di più, per la filiera alimentare che ha un impatto diretto sull'ambiente in cui viviamo e, potenzialmente, anche sulla nostra salute.

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