Divario digitale dal Mezzogiorno alla Sicilia, un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale

  DIVARIO DIGITALE: SICILIA INDIETRO ANTOCI APRE IL CASO A BRUXELLES. Antoci: “Senza interventi concreti, Sicilia e Mezzogiorno rischiano di restare indietro anche nell’istruzione digitale.” Strasburgo, 29 aprile 2026 – Il persistente divario digitale tra le regioni italiane, con particolare riferimento al Mezzogiorno e alla Sicilia, continua a rappresentare un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale, incidendo in modo diretto anche sul sistema scolastico e sulle opportunità delle nuove generazioni. Per questo l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea, chiedendo una valutazione aggiornata del fenomeno e misure concrete per ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle tecnologie digitali e all’istruzione. “Secondo i dati più recenti – dichiara Antoci – l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi europei sulle competenze digitali di base. Una situazione che diventa ancora più critica nel...

La Meloni a Messina all'attacco del Reddito di Cittadinanza, sempre più al centro di indagini e truffe

Messina, Parlamentari M5S: “Da Meloni ennesimo intollerabile attacco al RdC. Chi pontifica dai palchi non conosce le difficoltà quotidiane di milioni di famiglie. Adesso la prossima battaglia è il salario minimo”. Questa mattina dal palco di Piazza Cairoli a Messina, Giorgia Meloni ha lanciato l’ennesimo attacco al Reddito di Cittadinanza.


Messina, 1 giugno 2022 - È inaccettabile che chi, come Giorgia Meloni, vive da decenni solo di politica e percepisce da anni lauti stipendi, si permetta di attaccare le fasce più deboli del Paese che, prima del Reddito di Cittadinanza, non riuscivano neppure a mettere un piatto caldo a tavola. Chi pontifica dai palchi, forse, non conosce la realtà e le difficoltà che vivono quotidianamente milioni di famiglie italiane. La verità è che, grazie a questa misura, abbiamo finalmente realizzato una rete di protezione sociale in favore di milioni di italiani che vivevano in condizioni di disagio economico. Il Reddito ha rappresentato una vera e propria ancora di salvezza, soprattutto durante i mesi più duri della pandemia e continua a salvaguardare le fasce più deboli della nostra società.

Sono inaccettabili anche le continue strumentalizzazioni e l’ingiusta narrazione alimentate da mesi da Giorgia Meloni che, anche oggi, ha definito il Reddito di cittadinanza uno ‘strumento diseducativo’ per i giovani perché darebbe loro lo stimolo a rimanere a casa sul divano piuttosto che lavorare. Una bufala bella e buona smentita dai dati.
Piuttosto, se si vuole contribuire a migliorare la vita degli italiani è necessario garantire loro condizioni lavorative migliori e dignitose e, in questa direzione, è imprescindibile approvare il salario minimo che rappresenta un’altra battaglia di equità sociale.

Siamo stanchi di sentir dire da alcuni politicanti che i nostri giovani sono fannulloni, che preferiscono stare seduti sul divano a far nulla piuttosto che lavorare. La verità è che, in Italia, ancor oggi, migliaia di lavoratori percepiscono salari da fame, dai 3 ai 5 euro l’ora. Una situazione inaccettabile.
Giorgia Meloni, prima di attaccare, dovrebbe sapere che oltre il 45% dei beneficiari del Reddito di cittadinanza è costituito dai ‘lavoratori poveri’, cioè da persone che un lavoro ce l’hanno, ma ricevono uno stipendio inadeguato che non permette loro di vivere dignitosamente. Non si tratta, quindi, di fannulloni ma di oltre 830 mila lavoratrici e lavoratori italiani.

Per questo motivo, noi del Movimento 5 Stelle abbiamo depositato al Senato il disegno di legge per l’introduzione del salario minimo orario, a prima firma di Nunzia Catalfo, con cui si potrebbe garantire ai lavoratori italiani un salario dignitoso. Ora tocca alle altre forze politiche rispondere al nostro appello, per ridare finalmente dignità alle lavoratrici e ai lavoratori italiani. Aspettiamo una risposta anche da Giorgia Meloni”, così in una nota i parlamentari messinesi nazionali e regionali del MoVimento 5 Stelle Francesco D’Uva, Grazia D’Angelo, Antonio De Luca e Valentina Zafarana.

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